Mostre di arte moderna e contemporanea

Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi

20 settembre 2012 - 27 gennaio 2013

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
Info. 02-804062
Orari: lun-mar-mer 8:30-19:30, gio-dom 9:30-23:30

Picasso torna al Palazzo Reale di Milano, dopo le grandi mostre del 1953 e del 2001, grazie alla collaborazione del Musée National Picasso di Parigi, che conserva una delle più importanti collezioni di questo artista, diventate di proprietà statale grazie alla legge francese della "Dation", approvata nel 1968 per iniziativa di André Malraux, che consente di pagare le tasse di successione con opere d'arte.
A rendere possibile questo evento, che ha dello straordinario per la quantità e qualità dei lavori esposti, è stata la chiusura degli spazi espositivi dell'Hôtel Salé, che sono in fase di ristrutturazione e non saranno visitabili fino all'estate prossima. Un fatto penalizzante per qualunque museo, che questa istituzione ha saputo gestire al meglio facendo viaggiare le opere di Picasso in diversi Paesi del mondo, tra cui l'Italia.

La rassegna, curata da Anne Baldassari, che è il presidente del museo parigino e una delle più note studiose del lavoro di Picasso, si snoda attraverso le sale di Palazzo Reale con un percorso cronologico e tematico, strutturato in modo da far risaltare la complessità e varietà creativa di questo artista, che, nel corso della sua lunga vita, si è cimentato in diverse tecniche e mezzi espressivi dando il via a nuovi stili e linguaggi, tra cui non si può non ricordare il Cubismo.
Le opere esposte, che testimoniano le diverse fasi che Picasso ha attraversato, sono più di 200 tra dipinti, sculture, disegni, papiers collés e incisioni. Tra esse, spiccano autentici capolavori, come La morte di Casagemas (1901), che ricorda la dolorosa scomparsa di un caro amico di gioventù, la Celestina (1904), che risale al "periodo blu", caratterizzato dalla prevalenza di questo colore, cupo e malinconico come il periodo che l'artista sta attraversando, l'Autoritratto (1906) del "periodo rosa", in cui Picasso si presenta nudo, pronto per una nuova avventura artistica, l'Uomo con mandolino (1911), che costituisce un esempio dei primi esperimenti cubisti, il Ritratto di Olga in poltrona (1918), che segna il suo ritorno al classico, le Due donne che corrono sulla spiaggia (1922), che mostrano il suo interesse per il surrealismo, il figlio Paulo nei panni di Arlecchino (1924), in cui si nota ancora una volta la ripresa della figurazione, il "ruvido" e "tagliente" Ritratto di Dora Maar (1937), che per qualche anno è stata la sua compagna, il Massacro in Corea (1951), già proposto qui nel 1953, ma non a Roma, dove pare che Andreotti abbia posto il veto all'esposizione per non inimicarsi gli americani, ecc.
La scoperta più bella è comunque quella delle sculture, che vengono proposte molto più raramente alle mostre temporanee, ma sono davvero molto varie e interessanti.

Una sezione della mostra, ospitata nella Sala delle Cariatidi con un allestimento un po' forzato, ricorda l'esposizione milanese del 1953, quando, grazie all'interessamento dell'editore Attilio Rossi, che contattò direttamente Picasso, fu possibile portare a Milano Guernica, una tela di grandi dimensioni, che l'artista aveva realizzato nel 1937 per il Padiglione spagnolo dell'Exposition Internationale di Parigi condannando, con la sua pittura potente e drammatica, il bombardamento tedesco della città santa dei Baschi. Un capolavoro della storia dell'arte, ma soprattutto una grande dimostrazione di impegno civile. Questo lavoro, di cui si rammenta in mostra la gestazione grazie alle foto di Dora Maar, che all'epoca era la compagna dell'artista, rappresenta, infatti, uno dei più riusciti e toccanti atti di denuncia di ogni guerra, sopruso e violenza, ed è considerato ancor oggi un simbolo della lotta per la libertà.
Alla rassegna del 1953 è dedicata anche un'altra sezione, curata da Francesco Poli, che ricorda, attraverso video, lettere, manifesti e documenti vari, la genesi dell'esposizione e l'impatto che ha avuto sul pubblico e sul mondo dell'arte, spesso critico nei confronti di questo autore, che, piaccia o no, è stato sicuramente uno dei più grandi protagonisti del XX secolo e ha esercitato una grande influenza sugli artisti italiani.

La rassegna è accompagnata da un bel catalogo, pubblicato da 24 Ore Cultura, e da un intenso programma di attività didattiche e visite guidate, strutturate in base all'età e agli interessi del pubblico.
L'omaggio a Picasso continua all'Instituto Cervantes di Milano (Via Dante 12), dove, fino al 10 gennaio 2013, si possono ammirare le fotografie scattate, tra il 1956 e il 1961, da David Douglas Duncan, che, dopo aver ritratto l'artista, le sue opere, i suoi familiari e i suoi conoscenti, entrò a far parte della cerchia dei suoi amici.

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