Mostre di arte moderna e contemporanea

Dario Fo a Milano. Lazzi sberleffi dipinti

24 marzo - 3 giugno 2012

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

Per anni Milano ha ignorato Dario Fo tanto è vero che non ha festeggiato neppure l'assegnazione del Nobel. Ora però la nuova Giunta Comunale, di cui ha favorito il successo, ha deciso di risarcire quella mancanza di considerazione e l'ha fatto in grande stile dedicandogli una mostra davvero colossale. Questo maestro di satira e ironia, che preferisce definirsi "attore dilettante e pittore professionista", ha potuto così far conoscere a tutti la sua produzione artistica, che è davvero corposa. Le sale al pianterreno di Palazzo Reale ospitano, infatti, più di 400 opere, tra cui dipinti, acrilici, collage, acquerelli, disegni, arazzi e fondali teatrali, che testimoniano l'importanza che Fo ha sempre riconosciuto a questa parte della sua attività, che era quella per la quale aveva studiato. Prima di conoscere Franca Rame e optare definitivamente per il teatro, aveva frequentato, infatti, l'Accademia di Brera, dove aveva avuto modo di conoscere maestri come Achille Funi e Carlo Carrà.

La rassegna, che è stata anticipata da una "bottega d'artista" aperta al pubblico, documentata in mostra da una serie di video, è stata curata da Felice Cappa, che ha deciso di procedere in senso inverso e proporre all'inizio le opere più recenti, che sono anche quelle più legate all'attualità.
Come ha sempre fatto, anche in questo caso Fo non ha fatto mistero della sua posizione politica e delle sue idee, mettendo alla berlina il Governo Berlusconi e denunciando la corruzione, il malaffare, la speculazione edilizia, le spese militari, il potere della mafia, le morti bianche, la drammatica situazione degli immigrati e dei carcerati.
Altri soggetti dei suoi dipinti sono strettamente legati alla religione e alla storia dell'arte, dalla preistoria al '700. Fo, infatti, ha sempre mostrato grande interesse per la pittura del passato di cui ha rivisitato contenuti, tecniche e stili e di cui ha parlato in occasione di molte conferenze e lezioni, che hanno avuto per argomento grandi maestri italiani come Giotto, Mantegna, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio ecc.

Data l'importanza che ha avuto nella sua vita, non poteva mancare il riferimento al teatro, che Fo ha preso in considerazione in diverse tavole e disegni, realizzati mentre stava preparando la regia di alcune opere di Rossini, di Molière e altri autori.
L'amore per il teatro è strettamente legato anche a quello per Franca Rame, che ha calcato il palcoscenico fin da bambina ed è stata la sua compagna di vita e lavoro dal 1952 a oggi. Per questo, una sezione della mostra è dedicata anche a lei e all'esperienza del Collettivo La Comune, che i due attori hanno fondato nel 1974 e che è ricordato in mostra attraverso le opere che Sebastian Matta ha realizzato per gli spazi della Palazzina Liberty.
Altri lavori ricordano un altro aspetto della vita milanese di Fo, che si ricollega al mondo della musica. Ci sono, infatti, un dipinto e un bozzetto che fanno riferimento al Santa Tecla, uno dei locali più innovativi degli Anni '50 e '60, dove si possono vedere all'opera giovani di belle speranze, come Celentano, Gaber e lo stesso Fo, che all'epoca si divertiva a suonare il trombone.

Il percorso espositivo, arricchito da una straordinaria documentazione d'archivio, che consente di vedere diversi video d'epoca, che hanno per protagonista Dario Fo attore e conferenziere, si chiude con alcuni lavori e autoritratti degli anni di Brera, che hanno segnato il suo avvicinamento al mondo dell'arte. Anche se, in verità, la prima ad aver riconosciuto la sua propensione e la sua passione per il disegno è stata sicuramente sua madre, che quando era piccolo gli metteva davanti un po' di fogli bianchi, pastelli e matite colorate e gli diceva: "Vai bel testòn, spantégame una frappata di belle figure!". E lui cominciava a metter su carta quello che colpiva la sua fantasia. Un esercizio che non ha mai abbandonato e ha sempre affiancato quella che noi conosciamo come la sua attività principale, quella che, nel 1997, gli ha regalato il Nobel per la letteratura.

Per la sua caratteristica di work in progress e il suo legame con l'attualità, la mostra sarà affiancata da eventi e incontri ai quali parteciperanno Dario Fo e altri importanti protagonisti del mondo della cultura e dell'arte.

Il catalogo della mostra è stato realizzato dalle Edizioni Gabriele Mazzotta, che dal 1970 curano la pubblicazione del teatro di Dario Fo e Franca Rame. A loro si deve, infatti, anche l'edizione di Mistero buffo, che è la loro opera più famosa.

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