Mostre di arte moderna e contemporanea

Beppe Devalle. Collages degli Anni Sessanta

29 marzo - 7 ottobre 2012

Museo del Novecento
Palazzo dell'Arengario
Sala Focus
Via Marconi 1, Milano
Info. 02-88444061
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30. Under 25 ingresso libero

La donazione di un'opera al Museo del Novecento ha offerto lo spunto per la riscoperta di Beppe Devalle, un artista che negli Anni Sessanta sembrava avviato al successo, ma poi è stato dimenticato. Ben venga quindi questa rassegna, piccola, ma interessante, curata da Flavio Fergonzi, che racconta quella che potrebbe essere considerata una delle vie italiane alla Pop Art, iniziata poco tempo dopo la svolta di Roy Lichtenstein e James Rosenquist, ma qualche anno prima del clamore suscitato dal Padiglione americano e dal premio ottenuto da Rauschenberg alla Biennale di Venezia del 1964. Devalle, infatti, ha cominciato a praticare il collage già nel 1963, prima come forma autonoma, poi come momento preparatorio per la sua pittura.

La decisione di usare forbici e scotch per dare vita a qualcosa di diverso, frutto della combinazione di immagini preconfezionate, era la conseguenza del suo interesse per il Surrealismo e la lezione modernista del Bauhaus, della voglia di confrontarsi con le fotografie di attualità, moda e pubblicità, che erano sempre più onnipresenti, del suo desiderio di sperimentare forme artistiche nuove, tra cui il fotomontaggio, che gli permetteva di generare potenti cortocircuiti visivi.
Il materiale che utilizzava era tratto principalmente dai magazine inglesi e americani o da vecchie riviste di moda ed è per questo che nei suoi lavori troviamo icone dello star system internazionale come Audrey Hepburn, bolidi da corsa, aeroplani, architetture industriali, insegne, strade che sembrano senza fine. I suoi modelli comunque non erano gli americani, ma gli artisti europei, come Richard Hamilton, che tra l'altro li aveva preceduti.

Oltre a Salem (1965), che ormai fa parte della Collezione museale, la mostra propone una serie di altri lavori, per lo più inediti e restaurati dall'autore, realizzati prima del 1966. Dopo quella data, infatti, Devalle è tornato alla pittura anche se ha continuato a fare tesoro di quello che aveva imparato usando il collage, che da allora in poi ha utilizzato a fini compositivi o come spunto per nuovi soggetti.

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