Mostre di arte moderna e contemporanea

Da zero a cento, le nuove età della vita

20 febbraio - 1 aprile 2012

Triennale
Viale Alemagna 6, Milano
Tel. 02-724341
Orari: 10:30-20:30, gio 10:30-23, lunedì chiuso

Fino a un secolo fa l'aspettativa di vita era decisamente inferiore a quella attuale e basta guardare una foto d'epoca per rendersene conto. L'aspetto di una persona di 50 anni, che un tempo veniva considerata "anziana", infatti, era molto diverso da quello di oggi. Per nostra fortuna, le scoperte scientifiche, l'industrializzazione e il raggiungimento di un maggior benessere fisico ed economico hanno reso molto più forte il genere umano, che adesso può ragionevolmente pensare di vivere da zero a cento anni, come recita questa bella mostra, voluta dalla Fondazione Golinelli, che ci fa capire, con l'aiuto della scienza e dell'arte, come il nostro corpo e la nostra mente siano molto diversi da quelli dei nostri antenati e cosa questo comporti non solo dal punto di vista medico, ma anche, e soprattutto, in ambito sociale e culturale.

La rassegna, strutturata in 6 diversi ambienti, segue, passo passo, le tappe principali dell'esistenza umana, che una volta erano solo tre e oggi molte di più, spiegando attraverso video, fotografie, pannelli esplicativi e test, quali siano le caratteristiche e le potenzialità delle diverse età dell'uomo. E lo fa guardando al passato, al presente e al futuro. L'uomo, infatti, è in continua evoluzione e quello che vale per noi non varrà sicuramente per i nostri figli o nipoti, che dovranno adattarsi a un mondo diverso dal nostro. Un mondo che, in linea di massima, dovrebbe essere migliore, ma potrebbe anche creare degli inconvenienti, come testimoniano l'incremento delle allergie, che sembra derivino dalla troppa igiene o dal consumo di prodotti sempre più raffinati, oppure i sempre più diffusi problemi di vista, che sono la conseguenza di una maggior scolarità e della prolungata esposizione a TV e PC.

L'arte, col suo carico di suggestione ed emotività, il suo sguardo critico, ironico e talvolta impietoso, il suo potere metaforico, aggiunge qualcosa di più rispetto alla scienza aprendo nuovi orizzonti di conoscenza e di senso. L'idea di "vita", infatti, non può essere ridotta soltanto a grafici, ricerche, exhibit scientifici, ma deve tener conto anche di tutti quegli aspetti legati al sentimento e alle sensazioni, che si possono percepire molto più chiaramente grazie alla fantasia e all'intuito di artisti attenti e sensibili ai cambiamenti come quelli selezionati da Giovanni Carrada e Cristiana Perrella, che sono i curatori di questa esposizione. E del resto, osservando la storia dell'arte, i lavori di Giorgione, Tiziano, Klimt e tanti altri, si vede molto bene come questo argomento affascinante, legato al mistero dell'esistenza e dell'uomo, abbia offerto più di uno spunto agli artisti di tutti i tempi.

Ogni "età", anche quella prenatale, trova corrispondenza in un'opera d'arte, come dimostrano la bella immagine di Gabriel Orozco, che prelude alla nascita di un nuovo essere umano, il video di Guy Ben Ner, che affronta il tema dell'educazione, i lavori di Evan Baden, Marcello Maloberti e Ryan Mc Ginley, che raccontano diversi aspetti dell'adolescenza, l'installazione di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, che prendono spunto dalla loro quotidianità per parlare della famiglia e dell'arrivo del primo figlio, capace di rivoluzionare completamente l'esistenza, gli abili travestimenti di Cindy Sherman, che danno voce a un periodo molto delicato per le donne, che è quello in cui il corpo perde elasticità e si trasforma facendo presagire l'avvicinarsi della vecchiaia, un momento difficile, magistralmente risolto da John Pilson in un video che mostra l'importanza di non lasciarsi andare ma vivere una vita piena di interessi e passioni, gli unici in grado di allontanare anche la morte.
Quella che ne risulta è una bella mostra, che ci intrattiene piacevolmente e ci insegna cosa dobbiamo fare per conservarci sani e continuare a crescere intellettualmente nonostante il passare degli anni. Invecchiare, infatti, è un processo naturale, che, con attenzione, fortuna e una buona dose di ottimismo, può essere vissuto in modo pieno e invidiabile dando ancora molto a se stessi e agli altri.

Se siete interessati a questo argomento, ma non avete il tempo di passare in Triennale, potete guardare la mostra on-line, sul sito www.dazeroacentolamostra.it, oppure partecipare a uno degli incontri che si terranno in marzo presso la Fondazione Corriere della Sera (Via Balzan 3).

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