Mostre di arte moderna e contemporanea

Gli artisti italiani della Collezione ACACIA

12 aprile - 24 giugno 2012

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30. Ingresso libero

ACACIA, l'Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana, che raggruppa un centinaio di grandi collezionisti, è nata nel 2003, e fin dall'inizio si è preoccupata di istituire un premio, che viene assegnato ogni anno a un artista italiano under 40, la cui opera entra a far parte del patrimonio sociale. Uno degli scopi principali di ACACIA, infatti, è sempre stato quello di acquistare opere d'arte italiana per il futuro Museo d'Arte Contemporanea di Milano, che purtroppo stenta ancora oggi a decollare.

Dopo aver aperto le case degli associati agli appassionati d'arte e agli ospiti stranieri di MiART, la Fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea di Milano con la quale ACACIA ha iniziato a collaborare nel 2003, quest'anno l'Associazione ha deciso di proporre le opere della sua collezione, che comincia ad avere un certo peso, a Palazzo Reale, uno spazio molto più grande e prestigioso, che le ha permesso di realizzare un altro dei compiti statutari, che è quello di promuovere l'arte contemporanea italiana affinché non rimanga appannaggio di pochi, ma sia conosciuta e amata da tutti.

La mostra, che è curata da Giorgio Verzotti e Gemma De Angelis Testa, che è stata la promotrice di questa Associazione e ne è da sempre la presidentessa, propone al pubblico trenta opere, che offrono uno spaccato abbastanza puntuale, anche se non esaustivo, di quello che è il panorama artistico italiano di ultima generazione.
I lavori esposti, che rappresentano diverse forme espressive, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al video, fino all'installazione, sono stati realizzati, infatti, da artisti giovani o considerati tali (Cattelan è del 1960, ma Spalletti addirittura del 1940), che possono comunque vantare importanti riconoscimenti nazionali e internazionali. Tra loro, figurano, infatti, Mario Airò, che è stato il primo a vincere il Premio ACACIA con un'opera molto suggestiva e poetica, intitolata Là ci darem la mano, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Sabrina Mezzaqui, Marzia Migliora, Adrian Paci, Paola Pivi e Grazia Toderi, che sono molto conosciuti anche all'estero e testimoniano la vitalità del nostro sistema dell'arte. Anche se forse sarebbe meglio parlare della validità dei nostri artisti, visto che le istituzioni fanno molto poco per promuovere e sostenere la creatività nazionale.
Ciò che accomuna questi autori, apparentemente così diversi tra loro, è, come spiega Verzotti, il rifiuto di considerare l'arte come un esercizio formale, vuoto, fine a se stesso. Nelle loro opere, infatti, non manca quasi mai un legame con la realtà (o la storia personale), anche se questa viene sottoposta a uno sguardo critico, ironico o provocatorio molto sottile e accurato, che è capace di provocare un cortocircuito e indurre riflessioni importanti, di portata universale. È questo il caso, tanto per fare qualche esempio, delle opere di Cattelan, che propone qui una versione mignon del "Dito" di Piazza Affari, ma anche un bellissimo lavoro dedicato ai Musicanti di Brema dei Fratelli Grimm, della Beecroft, che è partita da un'esperienza personale di disturbo alimentare e ha finito per parlare dell'uso e abuso che si fa del corpo femminile, di Paci, che ha messo al centro della sua opera la sua condizione di migrante e, in questo caso, il difficile rapporto con le autorità, di Paola Pivi, che in un'opera di straordinaria eleganza e raffinatezza gioca con le nostre capacità percettive e conoscitive affiancando le macchie del leopardo a delle tazze di cappuccino e, in un altro lavoro, decisamente più ironico e immediato, ci fa capire quale sia il significato di grandezza e funzione, di Marcella Vanzo, che espone un video inquietante, e a tratti irriverente, popolato da strani esseri, piovuti sulla terra quasi per caso, che sono alle prese con le normali azioni della quotidianità, difficili da espletare per chi non ha la testa ed è privo di occhi e di bocca.

Tra le opere esposte, figura anche il lavoro di Rosa Barba, che è la vincitrice del Premio ACACIA 2012. L'artista, che ha un approccio all'arte di tipo concettuale, ha realizzato quella che viene definita una "scultura filmica". Intitolata Theory in order to Shed Light, pone in risalto parole e frasi, riuscendo a donare loro valore e "spessore".

La mostra, che è una testimonianza quanto mai appropriata dell'operato di ACACIA e di quella che può essere considerata una nuova forma di "mecenatismo collettivo", è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, e da un video, che aiutano a comprendere il senso dei lavori esposti. I testi e i commenti sono quelli di Gemma De Angelis Testa e Giorgio Verzotti.

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