Mostre di arte moderna e contemporanea

La scelta della felicità. Fotografie di Jacques Henri Lartigue /
Polaroids. Fotografie di Julian Schnabel

23 settembre - 20 novembre 2011

Forma - Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
Tel. 02-58118067
Orari: 10-20, gio-ven 10-22, lunedì chiuso

In tempi di tagli e tristezze come quelli attuali, fa piacere vedere che il Centro Forma continua a proporre esposizioni interessanti e di qualità. Quelle appena inaugurate sono, infatti, le prime belle mostre della nuova stagione milanese, che speriamo migliori nel tempo e non subisca ulteriori decurtazioni.

La prima rassegna, dedicata a Jacques Henri Lartigue (1894-1986), ci introduce a un mondo allegro e spensierato, fatto di giochi, scherzi, feste, villeggiature, scoperte, manifestazioni mondane e sportive, vissute in prima persona da Jacques, dai suoi amici e dai suoi parenti, nella prima metà del '900. Le foto esposte, infatti, che sono di una bellezza e leggerezza indescrivibili, capaci di regalare felicità a chiunque, non sono nate per essere pubblicate, ma per immortalare ricordi e istanti di vita. Lartigue, infatti, che era di famiglia benestante, non aveva mai pensato di fare il fotografo anche se aveva imbracciato la sua prima macchina fotografica a 6 anni e aveva sperimentato, da amatore, tutte le tecniche a disposizione. La sua ambizione era quella di fare il pittore anche se poi si era limitato a esporre ad alcuni Salon e frequentare artisti importanti, come Kees van Dongen, Pablo Picasso e Jean Cocteau, di cui ci ha lasciato alcuni ritratti pittorici e fotografici.
A dargli la fama sono state la mostra allestita al MoMA di New York nel 1963, quando aveva ormai raggiunto una certa età, e la pubblicazione di un importante servizio fotografico su "Life". Il successo comunque è stato immediato e, di conseguenza, Lartigue è entrato, a buon diritto, nel novero dei grandi della fotografia.

La mostra, che presenta una scelta delle più note e importanti immagini di Jacques, selezionate da Martine D'Astier e Alessandra Mauro, ed è stata realizzata in collaborazione con la Donation Lartigue di Parigi, dopo il 5 ottobre 2011 verrà arricchita da una serie di pagine, con scritti e fotografie, tratte dall'album JH Lartigue. Diario per Immagini.

La seconda rassegna, che rappresenta una sorpresa quanto mai gradita, raccoglie invece una ricca selezione di polaroid che l'artista, regista e sceneggiatore americano Julian Schnabel ha scattato utilizzando una macchina incredibile, grande quanto un frigorifero. Le immagini però sono tutt'altro che fredde. E possiedono un grande fascino, che in parte dipende dal loro essere, o meglio sembrare, fuori dal tempo.
Un fatto al quale contribuisce la mancanza di didascalie, che non permettono di capire quando, e dove, sono state scattate queste foto. Infatti, sono tutte "untitled", anche se, guardando il bel catalogo pubblicato in occasione della mostra, si riescono a individuare persone e posti. Ci sono Lou Reed, Takashi Murakami, Duke Ellington, Mickey Rourke, Placido Domingo, Max von Sydow, una nutrita serie di autoritratti e persone semplici, anonime, malate, i cosiddetti "pazzi". Quanto alle locations non potrebbero essere più azzeccate. Infatti, sono tutte affascinanti, sia che si tratti di spazi all'aperto, di gallerie d'arte o dei sontuosi studi di Schnabel.
La maggior parte delle opere sono in bianco e nero, anche se il colore vira un po' al seppia donando all'insieme una patina di antichità. Anche quelle a colori comunque non sono affatto male e in parte richiamano le sue opere d'arte, che sono comunque ben visibili in molte fotografie.
Volendo cercare il segreto di tanta grazia e poesia, lo si può ritrovare in quell'armonia dei particolari che è fondamentale perché Schnabel si senta toccato nel profondo e scatti un'immagine. Ed è forse per questo che le opere meno riuscite sono proprio quelle su cui l'artista è intervenuto dopo la stampa con sciabolate di colore. La pittura, infatti, ha preso il posto di quella costellazione di oggetti, volti e luoghi che avevano affascinato lui e, di rimando, noi.

Le mostre, che sono accomunate da un indiscutibile autobiografismo, sono affiancate da un'altra piccola rassegna, quella della Maison de Champagne Krug, che si ricollega a quella del fotografo francese per la gioia di vivere e la spumeggiante ricerca della felicità.

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