Mostre di arte moderna e contemporanea

Materia prima. Russkoe Bednoe "L'arte povera" in Russia

8 luglio 11 settembre 2011

PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Tel. 02-76009085
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30. Ingresso libero

Quando si parla di "arte povera", la prima cosa che viene in mente è il movimento italiano messo insieme nel 1967 da Germano Celant, del quale facevano parte artisti eterogenei riuniti dall'interesse per i materiali inconsueti, che erano quelli "animali, vegetali e minerali", ma anche i prodotti industriali e tecnologici. Di "arte povera" si occupano però anche alcuni artisti russi molto più giovani, che partono da premesse decisamente diverse. Il loro interesse per materiali come il cartone, la gommapiuma, il legno, il ferro, il carbone ecc., infatti, non è il frutto di una scelta ideologica, ma di una necessità. Il fatto di non avere soldi li ha costretti, infatti, almeno nei primi tempi, ad arrangiarsi come potevano e a sfruttare quello che avevano sottomano. Una scelta che li ha premiati dato che ora sono molto apprezzati dal punto di vista internazionale. La mostra allestita al PAC, infatti, sta facendo il giro del mondo e, dopo essere stata a Mosca e Parigi, sarà presto a New York.

La rassegna, che rientra in un vasto programma di scambio culturale tra Italia e Russia, che impegnerà Milano per più di un anno, è curata da Marat Gelman, che, dal 2008, è direttore del Museo di Perm, una città industriale che, in breve tempo, grazie a progetti artistici di ampio respiro, è riuscita a ritagliarsi un posto importante nella scena artistica e culturale della Federazione Russa e sta cercando di trovare il suo spazio anche in Europa.

Le opere esposte al PAC, realizzate da 23 artisti contemporanei, che sono tra i più rappresentativi della Russia di oggi, fanno capire che le nuove proposte che arrivano da quel Paese non sono legate soltanto alla politica o alle rivendicazioni sociali, ma anche alla bellezza dei materiali poveri, che nulla hanno da invidiare a quelli consueti, anche se, sotto sotto, si nota ancora qualche rimando al passato, alla storia dell'arte, alla tradizione e, soprattutto, una forte carica di ironia. Ed è questa forse la caratteristica che più di ogni altra accomuna questi artisti, la più interessante, che va cercata attentamente all'interno di questa rassegna, che può avere diverse chiavi di lettura, più o meno immediate.

Ecco allora il Tempo Forgiato di Leonid Sokov, che ci mostra alcuni dei monumenti più importanti della storia dell'umanità, da Stonehenge alle Piramidi, dal Colosseo alla Torre di Pisa, dalla Tour Eiffel alla Sagrada Familia. Stanno tutti in piedi ad eccezione di una coppia di edifici, le Twins Tower, che la mano degli uomini, e la loro cattiveria, hanno deciso di radere al suolo.
Un'altra opera interessante, anche se piuttosto irriverente, è una videoinstallazione della serie "Piccoli uomini" del gruppo artistico Sinie Nosy, dove gli autori raccontano, con mirabile sintesi, quelle che sono le funzioni principali dell'esistenza umana...
L'ironia, l'intelligenza e la furbizia di questi artisti si ritrova anche in altri lavori presenti in mostra, che non si possono certo definire belli dal punto di vista estetico, ma giocano con forme e colori proponendo un suprematismo di tipo "culinario", dove non ci sono triangoli o cerchi, ma fette di formaggio e di mortadella.
Altre opere che sembrano far riferimento alla storia dell'arte russa sono gli Oggetti in metallo saldato di Valery Koshlyakov, che, nella loro natura sbilenca, ma decisamente più fragile e contorta, richiamano alla mente la famosa Torre di Tatlin.
Un altro riferimento, legato questa volta alla letteratura italiana, è quello proposto da Petr Belyi, che presenta qui diverse sculture in legno. Una delle più imponenti, una libreria, si intitola, infatti, Pinocchio, come uno dei personaggi più amati di Collodi, che, tra l'altro, era fatto proprio di legno.
Ampio risalto viene dato ai lavori di Aleksandr Brodsky, che ha già esposto al PAC anni fa ed è presente anche nelle Collezioni civiche milanesi. A lui è dedicata, infatti, un'ampia sala, dove si possono vedere diverse installazioni, tra cui Punti di fuga, che gioca con le parole e racconta, con un'angolatura un po' sghemba, che richiama il titolo, gli ultimi giorni di Pompei, e Furgone psichedelico, che ci fa vedere delle persone sedute dentro a un pulman che guardano un filmato. Quello che vedono però altro non è che la strada che si vedrebbe normalmente fuori dal finestrino.
Altri artisti interessanti, che producono opere sicuramente più belle dal punto di vista estetico, ma meno innovative e originali, sono Vladimir Kozin, che lavora coi copertoni delle auto, Olga e Aleksandr Florenskye, che usano legno e metallo, Vladimir Anzelm, che utilizza carbone e resina, il Gruppo Mylo, che realizza opere col sapone, e Valery Koshlyakov, che ha cominciato a dipingere sul cartone non potendo permettersi la tela.
Tra gli oggetti più gettonati ci sono i teschi, tornati di gran moda dopo il "prezioso" lavoro di Damien Hirst, e i tritacarne, usati di per sé, come sculture, o per far girare i film.

La mostra, che è accompagnata da un libro/catalogo, edito dal Perm Museum of Contemporary Art, si conclude con l'omaggio ad Aleksandr Sljusarev, un fotografo molto attivo negli Anni Settanta, che ha lasciato un segno profondo sulle nuove generazioni.
In questi giorni prenderà il via anche il ricco cartellone di iniziative ed eventi, tra cui concerti, spettacoli teatrali, balletti, incontri letterari e cinematografici, che fanno parte dell'"Anno della Cultura e della Lingua Russa in Italia", una manifestazione di sicuro interesse, che troverà un corrispettivo anche in quel lontano paese, dove saranno portate testimonianze della nostra produzione artistica e culturale.

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