Mostre di arte moderna e contemporanea

Dies Irae. Fotografie di Paolo Pellegrin

18 febbraio - 15 maggio 2011

Forma - Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
Tel. 02-58118067
Orari: 10-20, gio-ven 10-22, lunedì chiuso

Per Paolo Pellegrin, classe 1964, la fotografia è una lingua misteriosa, alla quale ci si deve avvicinare poco per volta. Una lingua che, però, una volta appresa, permette di raccontare delle storie. E di storie lui, che ormai conosce molto bene questo mezzo e ha vinto diversi premi internazionali, ne ha raccontate tante, il più delle volte dure, tragiche, dolorose, come quelle che traspaiono dalle immagini esposte da Forma, che ci mostrano la triste realtà delle zone di guerra o dei paesi colpiti da grandi calamità naturali o malattie incurabili. Quella che ha scelto, infatti, è la strada del fotogiornalismo puro, che è propria di chi non ha paura di guardare negli occhi il mondo e, soprattutto, di raccontarlo con un atteggiamento etico, sensibile e rispettoso.

Le foto esposte, che sono circa 200 e sono quasi tutte in bianco e nero, sono il frutto di più di 10 anni di lavoro, passati nei posti più caldi del pianeta, dalla Cambogia (1998) al Kosovo (1999-2001), dall'Iraq (2003) al Darfur (2004), dalla Palestina (2002-2004) all'Afghanistan (2006), dal Libano (2006) all'Iran (2009), e in quelli colpiti dai peggiori disastri ambientali degli ultimi anni, l'Uragano Katrina, che si è abbattuto sulla Louisiana nel 2005, lo tsunami che ha devastato l'Oceano Indiano nel 2005, il terremoto che ha seminato morte e distruzione ad Haiti nel 2010, cercando di capire e comprendere quello che stava accadendo.
Ogni immagine è il "frammento di una conversazione". Vale per quello che è e che mostra, ma si definisce ulteriormente nell'incontro con altre immagini e con altre voci, che sono anche, e soprattutto, quelle di chi le guarda. Per Pellegrin, infatti, è molto importante creare un archivio della memoria collettiva, seminare domande e dubbi, che tutti possono cogliere, condividere o cercare di risolvere. "Mettere in circolo un sistema di impulsi, di anticorpi, che non hanno la pretesa di migliorare il mondo, ma di aprire una conversazione col mondo".
Una sezione della mostra è dedicata ai ritratti di alcune celebrità. Le foto sono tutte a colori, ma le facce di Penelope Cruz, Robert Downey, Brad Pitt, Kate Winslett, Sean Penn ecc. sono tutt'altro che allegre. I loro occhi sembrano velati di tristezza e malinconia, come se avessero la possibilità di vedere tutto il dramma e il dolore che si dispiega accanto a loro e davanti ai nostri occhi.

La retrospettiva sul lavoro di Pellegrin, che ha vinto diverse edizioni del World Press Photo (1995, 2000, 2002, 2005) e, nel 2005, è entrato a far parte dell'Agenzia Magnum, è abbinata a un'altra rassegna, "Aquapark" di Stefano Cerio, aperta fino al 20 marzo. Una piccola raccolta di immagini che ci mostra, non senza ironia, la "veste invernale" dei parchi acquatici di Guidonia, Riccione ecc., luoghi votati al divertimento, che la fine della stagione ha trasformato in spazi vuoti, surreali e sinistri, testimoni silenziosi di una felicità effimera.
Entrambe le mostre sono accompagnate da dei cataloghi, editi da Contrasto.

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