Mostre di arte moderna e contemporanea

Tony Oursler. Open Obscura

19 marzo - 12 giugno 2011

PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Tel. 02-76009085
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30. Dal 23 maggio ingresso ridotto al lunedì

Come ogni anno, in occasione di "MiArt", il PAC dedica una grande mostra a un artista di fama internazionale.
Per questa edizione, che è la XVI, la scelta è caduta su Tony Oursler, un autore complesso e visionario, che è partito dalla pittura, ma da tanti anni lavora con le nuove tecnologie. Può essere considerato, infatti, uno dei pionieri di quella che viene definita "video-scultura" dato che i suoi lavori, ricchi di ironia, di pathos, di provocazioni, non sono semplici opere plastiche, ma installazioni molto particolari, in cui musica, parole e proiezioni di immagini hanno grande importanza. Così come ce l'ha il coinvolgimento del pubblico, chiamato a riflettere e interrogarsi su se stesso e sul mondo contemporaneo dai suoi strani, e spesso inquietanti, personaggi, che sono il risultato dell'ingrandimento di parti anatomiche umane molto importanti nella gestone delle relazioni, come la bocca e gli occhi. Con gli occhi, infatti, riusciamo a vedere, guardare, talvolta a capire, con la bocca, invece, siamo in grado di comunicare, far valere le nostre ragioni e, in certi casi, farci ascoltare.

Il percorso espositivo, che, per la prima volta, raggruppa insieme, in Italia, disegni, installazioni, video, opere multimediali (sculpture-screens) e microsculture, molte delle quali inedite, ci introduce nel fantastico mondo di Oursler, in cui finzione e realtà si mescolano per parlarci di insicurezza, paura, solitudine, pazzia, vizi e atteggiamenti compulsivi, consumismo, inquinamento ambientale, rapporto coi media e relazioni interpersonali. Quello che l'artista vuole farci capire, infatti, è che siamo continuamente sollecitati da ciarlatani e "venditori di sogni", che cercano di condizionarci e cambiare la nostra mente, ma dobbiamo reagire, prendere in mano le nostre vite e pensare con la nostra testa. Non è un caso, quindi, se i primi, importanti, lavori dell'artista americano, quelli che lo hanno fatto conoscere sulla scena internazionale, si intitolavano Talking Heads. Quei volti deformati, metà uomini, metà macchine, frutto della proiezione di immagini su supporti di diverso tipo, già allora, infatti, coi loro monologhi deliranti e paradossali, ci raccontavano la loro visione del mondo cercando di attirare la nostra attenzione. Parlando di loro, infatti, parlavano anche di noi, delle nostre angosce, delle nostre paure.

Per dare un'idea del percorso e della poliedricità di questo artista, le cui opere sono presenti nei principali musei internazionali, tra cui MOMA, Whitney Museum, Metropolitan Museum, Musée d'Orsay, Centre Georges Pompidou, Tate Gallery London, MoCA Chicago, LACMA Los Angeles, Hirschorn Museum Washington, National Museum di Osaka, Staatsgalerie Moderner Kunst di Monaco ecc., saranno proiettati in mostra anche alcuni video di David Bowie, Sonic Youth ecc., coi quali l'artista, che ama molto la musica e ha fatto parte di un gruppo rock, ha collaborato. I visitatori potranno inoltre vedere il progetto Web The Valley, che Oursler ha realizzato per l'inaugurazione dell'Adobe Virtual Museum nel 2010 e interagire con esso attraverso alcune postazioni multimediali.

La mostra, curata da Demetrio Paparoni e Gianni Mercurio, piacerà sicuramente al pubblico dei più giovani, abituati a vedere personaggi strani e "mostruosi". Quello che più conta però è che capiscano il messaggio contenuto nelle opere di Oursler, che è un artista molto complesso. Per questo, sono stati organizzati laboratori e visite guidate gratuite per bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni (si paga il biglietto).

Per sapere qualcosa di più su Tony Oursler, si può guardare anche il suo sito www.tonyoursler.com.

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