Mostre di arte moderna e contemporanea

Nag Arnoldi. Sculture 1980-2010

6 luglio - 11 settembre 2011

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30. Ingresso gratuito

Nag Arnoldi è un artista svizzero abbastanza conosciuto, che ha esposto in diverse parti del mondo. Il fatto di proporre le sue opere a Palazzo Reale riveste comunque per lui un'importanza fondamentale dato che è stata proprio l'emozione provata ammirando Guernica di Picasso, esposto nella Sala delle Cariatidi nel 1953, a spingerlo ad abbracciare definitivamente l'attività artistica e optare per una maggior libertà di espressione.

La mostra, che è posta sotto l'Alto Patronato della Confederazione Svizzera, ripercorre gli ultimi 30 anni della produzione di Arnoldi attraverso poche opere, 50 sculture monumentali, che sono comunque sufficienti per comprendere lo stile e le tematiche che l'artista ha affrontato nel corso della sua carriera.
Ad accogliere i visitatori sono due Minotauri di grandi dimensioni posti in Piazzetta Reale, ai due lati della porta di ingresso, poi si entra nel vivo dell'esposizione, che propone soggetti sacri e mitologici, figure di animali (cavalli, tori, leoni, gufi) e soldati (Guerrrieri, Astati, Armigeri).
Lo stile è tormentato, ricco di pathos e di gesti convulsi, che rimandano alla lezione di Picasso, Marino Marini, Alberto Giacometti, degli espressionisti tedeschi e dei muralisti messicani. Come tutti questi artisti, infatti, anche Arnoldi porta avanti una profonda riflessione sulla condizione umana, il passare del tempo, le ferite della vita e della storia, propria e altrui.
Come ha giustamente scritto Rudy Chiappini, che è il curatore di questa mostra, per lui "la vita non si dà mai inutilmente... Non svanisce ma resta aggrappata alla quotidianità, alla trama del tempo che scorre". La scultura quindi non è una formula vuota, ma il risultato di tutta una serie di esperienze esistenziali, che lasciano segni profondi nella coscienza e poi diventano immagine, opera, dando voce alla realtà e alla sua essenza.
La tensione emotiva, etica, delle sculture di Arnoldi risalta soprattutto nelle figure dei suoi soldati, uomini forti, potenti, che denunciano la loro fragilità, il loro smarrimento, la loro condizione mortale, nella sofferenza dei volti e nelle fratture dei corpi e degli elmi, da cui sembrano fuoriuscire le loro certezze e la loro energia.
Un altro tema molto presente nell'opera di Arnoldi è quello del sacro, che rappresenta per lui un momento di riflessione sulle ragioni dell'essere e sulla condizione dell'uomo, che, sempre più incerto e smarrito, cerca di trovare altrove un rifugio sicuro dalle sofferenze dello spirito e della carne.
Il percorso si chiude, come si è aperto, con una sala interamente dedicata ai Minotauri, che sono figure mitologiche molto care ad Arnoldi perché attraverso questi mostri antropomorfi, in cui convivono due nature inconciliabili, quella umana e quella animale, riesce a rendere manifeste le controversie dell'anima di un essere imperfetto in preda a un dissidio interiore che non trova pace.

L'allestimento della mostra, studiato per far risaltare le sculture di Arnoldi, si deve a un altro grande personaggio nato in Svizzera, il famoso architetto Mario Botta, autore di importanti musei internazionali, come il MART di Rovereto (TN), il Museum Jean Tinguely di Basilea e il San Francisco Museum of Modern Art. Il catalogo è stato pubblicato da Salvioni Editore.

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