Mostre di arte moderna e contemporanea

Georgia O' Keeffe

4 ottobre 2011 - 22 gennaio 2012

Fondazione Roma Museo
Palazzo Cipolla
Via del Corso 320, Roma
Tel. 06-6786209
Orari: mar-dom 10-20, lunedì chiuso

Dopo la mostra dello scorso anno, dedicata a Edward Hopper, la Fondazione Roma torna a occuparsi dell'arte americana dando ai visitatori l'opportunità di vedere le opere di Georgia O' Keeffe, un'altra artista straordinaria, meno conosciuta del suo predecessore ma ugualmente importante. Oltre a essere riuscita a imporsi in un mondo non facile, generalmente riservato agli uomini, ha dato, infatti, un rilevante contributo all'emancipazione della pittura americana da quella europea sviluppando un linguaggio originale, che ha rappresentato un stimolo molto forte per la generazione di artisti successivi.

La mostra, che è curata da Barbara Buhler Lynes, è stata realizzata in collaborazione con diversi musei internazionali, tra cui la Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung di Monaco, l'Helsinki Art Museum e il Georgia O Keeffe Museum di Santa Fe, da cui arriva la maggior parte delle opere esposte, ma ha potuto contare anche sulla generosità di altre istituzioni, come il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid (New York Street with Moon), la National Gallery of Art di Washington, il Whitney Museum of American Art di New York (Summer Days), il Philadelphia Museum of Art ecc., grazie alle quali è stato possibile mettere insieme 60 opere di qualità, rappresentative di tutta la carriera artistica della O' Keeffe, che, come la sua lunga vita, è stata tutt'altro che monotona.

La sua prima fortuna è stata quella di nascere in una famiglia benestante di ampie vedute, che non si è opposta alla sua passione per l'arte e le ha permesso di frequentare i corsi dell'Art Institute of Chicago e dell'Art Students League di New York.
Il secondo colpo di fortuna le è capitato nel 1917, quando ha avuto l'opportunità di partecipare alla sua prima collettiva, che si è tenuta in uno spazio espositivo tutt'altro che secondario. Si trattava, infatti, della "291", la celebre galleria d'arte che l'editore e fotografo Alfred Stieglitz (1864-1946) aveva aperto nel 1905 ed era il principale punto di incontro dell'avanguardia modernista americana.
A questa prima mostra, ne seguì subito un'altra, stavolta personale, che la spinse a prendere la decisione di trasferirsi a New York, dove entrò a far parte del gruppo della "291", che era composto da Paul Strand, Charles Scheeler, Arthur Dove, Charles Demuth e, ovviamente Alfred Stieglitz, col quale si sposò nel 1924.

A cambiare il corso della sua pittura, che fino ad allora, si era mantenuta nell'alveo di un certo realismo, fu comunque il viaggio in New Mexico del 1929, che la spinse a trasformare fiori e composizioni di frutta in immagini quasi astratte, caratterizzate da una profonda sensualità. I dettagli degli oggetti raffigurati, infatti, ingranditi più e più volte, perdevano la loro sembianza originale trasformandosi in strani paesaggi antropomorfi, che potevano essere scambiati per parti anatomiche.
A questo periodo risalgono anche alcuni scorci urbani, che l'artista ha realizzato guardando la città dall'ultimo piano del grattacielo dello Shelton Hotel di New York e che probabilmente risentono dell'influenza di Stieglitz. Anche se sono dipinti, infatti, la loro angolatura è così particolare che sembrano ripresi con il teleobiettivo di una macchina fotografica.

Dopo la morte di Stieglitz, scomparso nel 1946, la O' Keeffee decise di trasferirsi definitivamente in New Mexico, ma ci vollero tre anni perché potesse concretizzare il suo sogno andando ad abitare ad Abiquiu, un piccolo centro nei pressi di Santa Fe.
In queste lande deserte, calde e assolate, contrassegnate da luci e colori stupefacenti, la O' Keeffe passava le ore raccogliendo conchiglie, teschi di animali morti, frammenti di ossa, che poi riproduceva nei suoi dipinti facendone i protagonisti di quadri che, per l'aspetto, potevano sembrare vicini all'estetica metafisica e surrealista, ma non ne avevano l'intenzione. Per la O' Keffee, infatti, in quel momento, il dato reale aveva ancora la sua importanza.

Negli anni '50, la O' Keeffe, che è nata nel 1887, non è più giovanissima, ma è pronta per nuovi viaggi e nuove avventure. Visita l'Europa, l'Asia, il Pacifico, il Sud America e, durante queste trasferte, viene colpita dall'esperienza del volo in aeroplano, che le permette di ammirare le nuvole e di vedere da lontano fiumi, colline, montagne.
Viste dall'alto, le cose cambiano forma e colore e la O' Keeffe porta questa trasformazione nella sua pittura, che si fa ancora più vicina all'astrazione. L'ultimo approdo prima della cecità, che le renderà impossibile continuare a dipingere, ma non le impedirà di dedicarsi all'arte. Negli ultimi anni, infatti, la O' Keeffe comincerà a lavorare l'argilla attenta, come sempre, alla forma delle cose.

Le opere di Georgia O'Keeffe sono affiancate dalle immagini di importantissimi fotografi americani, come Alfred Stieglitz, Ansel Adams, Arnold Newman e Todd Webb, che hanno immortalato diversi momenti della vita dell'artista, e dalla ricostruzione del suo studio, che permetterà di capire in che modo creava i suoi lavori.

Dopo Milano, la mostra si trasferirà a Monaco (3 febbraio-13 maggio 2012) e Helsinki (31 maggio-9 settembre 2012) per essere esposta nei musei che hanno collaborato alla realizzazione di questa prestigiosa iniziativa.

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