Mostre di arte moderna e contemporanea

Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi

13 aprile - 16 ottobre 2011

Pinacoteca di Brera
Via Brera 28
Tel. 02-89421146
Orari: 8:30-19:15, lunedì chiuso

Milano non è mai stata la capitale d'Italia, ma, nell'800, ha avuto comunque un ruolo molto importante dal punto di vista politico e culturale. Oltre ad aver dato un contributo decisivo al Risorgimento, è stata, infatti, sicuramente, uno dei più vivaci centri artistici, letterari e musicali di tutta la Penisola. In questa città, che era molto attiva dal punto di vista editoriale, operavano, infatti, istituzioni di grande prestigio, come l'Accademia e la Pinacoteca di Brera, la Scala e Casa Ricordi, e lavoravano artisti molto importanti, come Francesco Hayez (1791-1882), Alessandro Manzoni (1785-1873) e Giuseppe Verdi (1813-1901), che sono stati i più grandi interpreti di quel periodo e hanno fornito più di un modello in cui la nuova nazione avrebbe potuto riconoscersi.

La mostra in corso alla Pinacoteca di Brera, che rientra nel quadro delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, testimonia il legame intercorso tra questi celebri personaggi presentando alcuni capolavori di Hayez, un artista veneto trapiantato a Milano, che era in ottimi rapporti con la famiglia di Manzoni, di cui ha lasciato splendidi ritratti (Ritratto della Famiglia Borri Stampa, 1822-23; Ritratto di Alessandro Manzoni, 1841; Ritratto di Teresa Manzoni Borri Stampa, 1847-48), ed era grande amico di Verdi, che gli chiedeva consigli per la messinscena delle sue opere. Melodrammi di grande successo, come I Lombardi alla prima Crociata, I due foscari e I Vespri Siciliani, che prendevano spunto dalla storia e avevano sollecitato anche la fantasia di Hayez. Come del resto avevano fatto diversi personaggi del Manzoni, come il Conte di Carmagnola (1820-21) e l'Innominato (1845 ca.), uno dei più affascinanti e complessi protagonisti dei Promessi Sposi.

L'esposizione, curata da Fernando Mazzocca e Isabella Marelli, si apre con due autoritratti di Hayez (1862 e 1883) e si chiude con uno dei più famosi quadri dell'artista veneto, Il bacio (1859), un dipinto romantico, che cela in sé un importante messaggio politico. Quello che si vede, infatti, non è il "saluto appassionato" di due innamorati, ma l'addio all'amata di un giovane che ha deciso di arruolarsi e combattere per la libertà. Ed è per questi sentimenti ideali, per quest'incitamento all'azione, che Mazzini considerava Hayez il miglior pittore del Risorgimento e il principale interprete delle aspirazioni nazionali.

Di fronte al Bacio si trovano altri due ritratti, quello di Gioachino Rossini, realizzato da Hayez, e quello di Verdi, dipinto da un altro grande pittore italiano, Giovanni Boldini, che amava molto la musica e il melodramma.

La mostra è accompagnata da un bel catalogo, pubblicato da Skira, che ha il pregio di inserire la figura di Hayez nel contesto artistico e culturale milanese di quegli anni di lotte e speranze, che sono stati decisivi per la nostra storia.

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