Mostre di arte moderna e contemporanea

Robert Gligorov. Termination Shock 03

26 gennaio - 15 febbraio 2011

PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Tel. 02-76009085
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30. Ingresso libero

Il PAC, che è uno degli spazi espositivi più belli di Milano, ma, negli ultimi anni, per mancanza di fondi, è stato trasformato in una specie di "showroom temporaneo" a disposizione delle gallerie, apre le sue porte a Robert Gligorov, un artista macedone, presente da anni sulla scena europea, che conosce bene i segreti e l'importanza della comunicazione e sa benissimo come muoversi e promuovere il suo lavoro. A queste qualità, che sicuramente facilitano la vita, unisce però, ed è questo che ci interessa, anche un grande talento, un'intelligenza vivace e, soprattutto, uno spirito ironico e mordace, che va dritto al punto e non risparmia nessuno, neppure coloro che gli hanno offerto la possibilità di fare questa rassegna. In una delle sue opere, intitolata Still, infatti, non esita a prendere in giro quel pubblico di uomini, donne, bambini e ragazzi, che, soli o in compagnia, ingrossano le fila degli amanti, veri o presunti, di mostre e musei. Un fenomeno, che è particolarmente evidente a Milano, che, negli ultimi anni, grazie anche alla gratuità di molte iniziative, sta vivendo un momento di particolare vivacit` culturale.

Quest'opera, che ci invita a riflettere sull'effettivo interesse per la cultura, è una delle sei installazioni, in gran parte inedite o realizzate appositamente per questo spazio, che Gligorov ha deciso di proporre al PAC rispondendo all'invito di Tomaso Renoldi Bracco, che è tornato a occuparsi d'arte contemporanea dopo quattro anni di silenzio per dare, come dice lui, una scossa alle anime svuotate e ai cervelli addormentati. La vera arte, infatti, che non è figlia dello scandalo a buon mercato, tipico di personaggi di basso spessore, ha un potere enorme e, grazie alla sua piacevolezza estetica, che è tutt'altro che superficiale, è capace di esercitare una forte attrazione su chi la guarda, che quasi senza accorgersene viene spinto a riflettere su temi scottanti e di grande attualità, a riscoprire valori etico-morali sopiti o dimenticati.

In questo filone artistico, che spinge la gente ad aprire la mente, abbandonare pregiudizi e false credenze per rivedere e mettere in discussione le proprie posizioni, si può far rientrare anche l'opera di Robert Gligorov, che dagli anni '80 realizza installazioni, che giocano sul filo dell'ironia, dello spiazzamento, della provocazione intelligente e dello scarto percettivo. Un atteggiamento di tipo concettuale, che, nel suo caso, non è mai eccessivo e sopra le righe. L'artista, che ha una formazione classica, riesce, infatti, a far passare i suoi messaggi, anche i più cattivi o polemici, realizzando installazioni elegantissime, contrassegnate da grande armonia e bellezza, capaci di scuotere le coscienze senza ricorrere a soluzioni triviali e banali, sicuramente più immediate ma di minor efficacia.

Il titolo della mostra, "Termination Shock", ripreso dalla terminologia astronomica, dove sta a indicare una zona dell'eliosfera ricca di scontri tra particelle, pone l'accento sulla reazione che ciascuno di noi può avere di fronte a notizie inaspettate, stimoli esterni, situazioni inattese, che possono essere quelle della cronaca, della televisione, ma anche le opere degli artisti, che, quando sono ben congegnate, riescono a dare una bella scossa e spingere le persone a riflettere su temi importanti, connessi alla realtà e al destino dell'uomo.
In questa direzione va, per esempio Elvis, che ci mostra lo scheletro di un pappagallo morto, metafora dell'uomo e simbolo della Vanitas. La sorte di questo volatile, che ha perso le piume, il fascino esotico e anche la libertà, ci fa capire, infatti, che il successo e la celebrità, oltre a essere effimeri, non portano quasi mai la felicità. Il più delle volte, infatti, sono accompagnati da stress, disperazione, dipendenza da alcool e droghe, rapporti poco sinceri e interessati. Le persone famose, tra l'altro, spesso non trovano pace neppure dopo la morte. Di loro, infatti, come insegnano le vicende di Michael Jackson e Marilyn Monroe, viene venduto tutto, compresi gli oggetti personali e i ricordi.
Un'altra opera bellissima, che trova il suo punto di forza nell'essenzialità, è Liquid Sky, un lavoro semplicissimo, che sa di vino, di terra, ma ha il tocco dell'infinito e apre il cuore alla spiritualità.
Alla religione, che non è necessariamente quella cristiana, fa riferimento anche Iglesia, un'installazione fragile e complessa al tempo stesso, costruita con elementi semplici, appartenenti alla vita di tutti i giorni, delle mollette da bucato, che sono bianche e nere per simboleggiare il dualismo esistente tra il bene e il male.
Si rifanno invece a fenomeni di tipo percettivo le altre due installazioni, Pool e Mirage, che mettono sotto scacco i sensi facendo vacillare il consueto modo di intendere le proporzioni e la realtà. Nella prima, infatti, la piscina, che è un soggetto abbastanza ricorrente nelle opere di Gligorov, viene presentata in verticale, come se fosse posta su un piedestallo, nella seconda, invece, l'"effetto specchio" viene reso magistralmente attraverso la duplicazione degli oggetti, che sembrano, magicamente, appesi al nulla.

Le opere non sono tante, ma rispondono a un preciso desiderio dell'artista, che non ama la ridondanza e l'eccesso. Manca tuttavia un lavoro, che Gligorov avrebbe voluto proporre, ma ha ricevuto il veto della giunta comunale. Si trattava, infatti, di un muro di 15 metri x 5 ricoperto interamente di bistecche di carne, che l'artista, vegetariano convinto, aveva pensato di esporre per far riflettere sui nostri rapporti con gli animali e sulle nostre ipocrisie.

La rassegna, organizzata in collaborazione con la Galleria Pack di Milano, che ha già prodotto per questo spazio la mostra su Franko B., è corredata da un bel catalogo, che contiene un testo critico di Valerio Dehò. L'allestimento della mostra si deve invece all'artista, che ha deciso di rispettare gli ambienti del PAC e far dialogare le opere con gli spazi espositivi.

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