Mostre di arte moderna e contemporanea

Michel Comte. Crescendo fotografico

10 maggio - 3 luglio 2011

Triennale
Viale Alemagna 6, Milano
Tel. 02-724341
Info: 10:30-20:30, gio-ven 10:30-23, lunedì chiuso

È dal 2009, quando è stata realizzata la bellissima retrospettiva su Roger Ballen, che la Triennale ospita mostre espressamente dedicate alla fotografia contemporanea, di cui sta cercando di far conoscere diversi aspetti e diversi autori, da quelli più seri e impegnati a quelli più frivoli e mondani. Un percorso che non è sempre a senso unico come ci insegna la storia dell'artista svizzero Michel Comte, protagonista della rassegna in corso, che ci ha lasciato una straordinaria testimonianza del mondo glamour e patinato della moda e della pubblicità degli anni '80 e '90, ma, oggi, si dedica al reportage fotografando le zone più calde del pianeta, Afghanistan, Cambogia, Iraq, Israele, Sudan, Tibet ecc.

La mostra, curata da Walter Keller, non ripercorre tutto il percorso artistico di Comte, ma si concentra sul periodo di massima affermazione di questo fotografo autodidatta, che, nel 1978, a soli 24 anni, fu scoperto da Karl Lagerfeld, che gli affidò due importanti servizi di moda, per Ungaro e Chloé. Due lavori che ottennero un grande successo e lo lanciarono a livello internazionale. Dopo di allora, infatti, cominciò a vagabondare in giro per il mondo, passando da Parigi a New York a Los Angeles, per soddisfare le commissioni dei più importanti marchi internazionali, come Armani, BMW, Dolce & Gabbana, Ferrari, Lancôme, Mercedes Benz, Nike, Revlon, Swatch, Versace ecc., e collaborare con le più prestigiose riviste di moda, tra cui "Vogue America". Campagne che lo lasciarono comunque libero di sviluppare uno stile molto personale, legato a scene di sapore cinematografico e momenti di maggior intimità e introspezione psicologica. Due modi di fotografare che non sono affatto in contrasto tra loro, ma dipendono dai soggetti.

Del resto, anche se molti non lo sanno, quello legato alla moda e alla pubblicità è soltanto un aspetto del suo lavoro. Comte è stato, infatti, ed è ancora, un ritrattista fenomenale, attento e sensibile, capace di rivelare l'anima delle persone che si trovano davanti alla sua macchina fotografica. Che, com'è facile intuire, non sono certo gli uomini e le donne della porta accanto, ma personaggi del mondo del cinema (Sofia Loren, Penelope Cruz, Sharon Stone, Jeremy Irons, Catherine Deneuve, Geraldine Chaplin, Charlotte Rampling, Isabella Rossellini, Demi Moore, Sophie Marceau, Pamela Anderson), della moda (Giorgio Armani, Dolce & Gabbana, Naomi Campbell, Cindy Crawford), della musica (Frank Zappa, Sting, Tina Turner), dell'arte (Julian Schnabel, Jeff Koons, Louise Bourgeois), dello sport (Mike Tyson) e, perfino, della politica. Oltre a Hillary Clinton, si può vedere, infatti, anche un'inedita, e irriconoscibile, Carla Bruni, che, in quegli anni, era una delle più richieste modelle internazionali.

Per rendere la mostra ancora più completa e interessante, le foto esposte, che sono per lo più in bianco e nero e di grande formato, sono affiancate da 20 collage, composti dai provini fotografici di diversi rullini, che aiutano a capire il modo di procedere di Comte, che è anche lo specchio di un'epoca molto diversa da quella attuale. Negli anni '80, infatti, i fotografi non avevano a disposizione tutte le tecnologie che oggi rendono il loro lavoro più semplice e veloce, ma sicuramente meno affascinante, e ogni scatto era studiato attentamente per dare vita a un'immagine unica, perfetta, capace di esprimere l'identità di un marchio o la personalità di un soggetto. Un compito che Comte sapeva svolgere con grande maestria e originalità, e gli ha garantito un posto nella storia della fotografia.

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