Mostre di arte moderna e contemporanea

11.9. Il giorno che ha cambiato il mondo. Dieci anni dopo. Documenti e immagini / Antonio Paradiso. L'Ultima Cena Globalizzata (Global Last Supper)

10 settembre - 2 ottobre 2011

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30. Ingresso gratuito

Domani ricorre l'11 settembre e l'America e il mondo si apprestano a ricordare il drammatico evento che, dieci anni fa, ha distrutto le nostre certezze e cambiato il corso della storia: l'assalto terroristico che ha completamente distrutto le Twin Towers di New York facendo migliaia di vittime innocenti.
Milano ricorda quella tragica giornata, che deve rimanere impressa nei nostri cuori e nelle nostre menti come un monito, con diversi appuntamenti, tra cui due mostre strettamente legate a quella vicenda triste e dolorosa, "11.9. Il giorno che ha cambiato il mondo. Dieci anni dopo. Documenti e immagini" e "Antonio Paradiso. L'ultima cena globalizzata (Global Last Supper)".

La più sconvolgente è sicuramente la prima, che propone una selezione di immagini realizzate, sul momento o nei giorni immediatamente successivi, da alcuni grandi fotografi internazionali, come James Nachtwey (unico testimone diretto), Steve McCurry, Alex Webb, Gilles Peress, Susan Meiselas, Paul Fusco, Jeff Christensen, Shannon Stapleton ecc., che hanno voluto immortalare coi loro scatti quello che molti giornali hanno chiamato l'intervento del "diavolo". Guardando queste foto, infatti, riesce difficile pensare che una mente umana abbia potuto partorire un piano così terrificante, capace di distruggere, in pochi minuti, le vite di tante persone lasciando sul campo tanti morti e tanti feriti, nel corpo e nell'anima. Al dolore per la perdita e l'irreperibilità dei propri cari, di cui molto spesso non si riusciva a sapere la sorte, si è aggiunta, infatti, la consapevolezza della propria vulnerabilità, la paura e il timore che quello che era appena successo potesse accadere di nuovo. Un momento di debolezza che l'America ha saputo trasformare in forza mostrandosi al mondo unita e compatta. Almeno nei primi tempi...

La mostra, che è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Forma, è arricchita da una sezione documentaria, che propone le prime pagine di alcuni dei più autorevoli giornali americani usciti il 12 settembre 2001. Le parole più ricorrenti sono terrore, diavolo, attacco, massacro, incubo, guerra, shock. Parole che, fino ad allora, nessuno avrebbe potuto pensare di associare a New York.

A questa rassegna, che ci mostra una realtà dura e cruda, ne è affiancata un'altra, che racconta l'ideazione, la preparazione e l'allestimento dell'installazione che lo scultore pugliese Antonio Paradiso ha realizzato nel cortile interno di Palazzo Reale utilizzando alcuni resti che provengono proprio dall'area di Ground Zero. Nel 2009, infatti, la Port Authority di New York e New Jersey ha lanciato un bando, aperto ad artisti, fondazioni e istituzioni no profit, che prevedeva la concessione gratuita delle macerie provenienti dal World Trade Center per la realizzazione di opere legate all'11 settembre.

Paradiso è stato uno dei pochi selezionati ed è volato a New York per scegliere personalmente i pezzi d'acciaio conservati nel deposito dell'hangar 17 del Kennedy Airport, che avrebbe usato per il suo lavoro. È stata un'esperienza difficile, dolorosa, sofferta, quasi spirituale. Tra quei resti, quella polvere, c'era, infatti, anche ciò che rimaneva di molte vittime disperse e irriconoscibili.

L'Ultima Cena Globalizzata (Global Last Supper), che è stata anticipata da diversi progetti, visibili in una sala apposita di Palazzo Reale, subito dopo l'altra mostra, richiama nel titolo la celebre opera di Leonardo e di tanti altri artisti, ma, nella sua visione corale e nei nomi dei presenti alla "cena" parla del mondo d'oggi, un mondo globalizzato, dove americani, cinesi, indiani, israeliani, italiani, africani ecc., si trovano spesso a convivere e, in certi casi, subire la stessa sorte. La vittima dell'ignoranza, della politica, della bramosia di potere, questa volta, infatti, non è solo una, ma sono migliaia. Sono i morti nell'attacco terroristico alle Torri Gemelle, ma anche tutti quelli che, quotidianamente, muoiono nelle guerre sparse in ogni parte del globo e di cui nessuno parla, nessuno si ricorda.

L'inaugurazione delle due mostre ha offerto lo spunto per la presentazione ufficiale del nuovo caffè di Palazzo Reale, che, per 8 anni, sarà affidato alle cure della famiglia Bulleri, che gestisce già il ristorante del Museo del Novecento. La speranza è che i prezzi siano più abbordabili...

Links ad altre pagine di Artdreamguide correlate