Mostre di arte moderna e contemporanea

Antoni Tàpies. Materia e Tempo

12 dicembre 2009 - 14 marzo 2010

Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Catanzaro e della Calabria - MARCA
Via Alessandro Turco 63, Catanzaro
Info. 0961-84721
Orari: mar-dom 9:30-13 16-20:30, lunedì chiuso

Il MARCA è stato inaugurato soltanto 2 anni fa, ma si è subito distinto come una delle istituzioni più attive e propositive del Sud Italia. Molte sono, infatti, le mostre di qualità che hanno avuto luogo all'interno di questo museo, che ha esposto, per esempio, le opere di Mimmo Rotella e Alex Katz.
Ora è la volta di un altro grandissimo protagonista del '900, il maestro spagnolo Antoni Tàpies, che è stato uno dei principali esponenti dell'Informale europeo e ha avuto un'influenza molto forte su artisti altrettanto importanti, come Joseph Beuys e Jannis Kounellis.

La rassegna, che si concentra sugli ultimi tre decenni di attività di Tàpies, propone oltre 50 opere, tra cui dipinti, sculture, muri, disegni, libri illustrati e grafiche, che provengono da prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e straniere. Non mancano comunque alcuni lavori storici, come Figura Pajsage en gris del 1956, che arriva dal MART di Rovereto, o Terre sur marron foncé, che ha vinto il Premio Lissone del 1957, che consentono di farsi un'idea del cammino percorso da questo artista, che, nei primi anni '50, ha deciso di abbandonare le suggestioni dadaiste e surrealiste per avvicinarsi alla poetica informale. Grande era, infatti, il suo interesse per la materia, che, col suo retaggio di storia e memoria, gli permetteva di avvicinarsi alla vera natura dell'uomo e render conto di un'esistenza drammatica, in continua trasformazione, come era quella degli anni appena passati, segnati dalla guerra, o quella che la Spagna stava ancora vivendo.
Sono di quel periodo alcuni lavori, in cui Tàpies, dopo aver mischiato il colore a terra, gesso, sabbia, detriti, paglia ecc., incide questo impasto corposo e magmatico, generalmente monocromo, con segni, numeri, lettere, graffiti e forme archetipiche di grande potenza espressiva, che spesso richiamano il simbolo della croce o la lettera "M", indice di morte, maternità e materia.
Il risultato è simile a quello di un muro scrostato, sul quale hanno lasciato le loro impronte il tempo e l'intervento dell'uomo. Quei segni, infatti, non hanno nessun valore spirituale o trascendentale, ma sono strettamente connessi alla realtà, che è fatta di cose che si riescono a vedere e comprendere e di altre che sfuggono inevitabilmente. Ed è proprio questo lato segreto del mondo che Tàpies cerca di carpire e trasmettere perché l'arte deve "influenzare la coscienza di chi guarda", spingere a riflettere e pensare.

Ai muri, che in catalano si traducono "tapis", l'artista ha dedicato un ciclo di opere anche negli anni '80 riprendendo quella riflessione sulla materia che ha sempre caratterizzato tutta la sua ricerca. Si può comunque notare un cambiamento. I materiali su cui l'artista ha deciso di intervenire coi suoi graffiti, infatti, non sono più di tipo pittorico, ma lastre di lava smaltata.
Un altro aspetto importante dell'attività di Tàpies è quello legato al disegno, alla grafica e ai libri d'artista, che non hanno nulla da invidiare alle opere di dimensioni più grandi, generalmente considerate di maggior valore. L'artista, infatti, ha sempre affrontato queste forme espressive con assoluta autonomia rispetto alla pittura mettendo in risalto, anche in questi casi, e forse di più, l'aspetto segnico e calligrafico, tipico della sua opera.
Uno degli ambiti meno conoscuti della ricerca di Tàpies, è invece sicuramente quello scultoreo, che questa mostra ha il pregio di evidenziare proponendo una serie di opere in terracotta.

La rassegna, che è curata da Alberto Fiz, direttore artistico del MARCA, è accompagnata da un ampio catalogo, edito da Electa. In febbraio, inoltre verrà organizzato un importante convegno internazionale, intitolato "Oltre la pittura. Il destino della materia", che vedrà coinvolte quattro importanti istituzioni artistiche: la Fondazione Alberto Burri, la Fondazione Mimmo Rotella, la Fondazione Robert Rauschenberg e la Fondazione Antoni Tàpies, che ha sede a Barcellona ed è stata inaugurata nel 1990.

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