Mostre di arte moderna e contemporanea

Peggy e Solomon R. Guggenheim: le avanguardie dell'astrazione

20 febbraio - 30 maggio 2010

Spazio espositivo Arca
Ex Chiesa di San Marco
Piazza San Marco 1, Vercelli
Info. 0161-596333
Orari: lun-ven 14-19, sab-dom 10-20

Peggy Guggenheim (1898-1979) e suo zio Solomon (1861-1949) non avrebbero potuto avere un carattere più diverso eppure avevano in comune un interesse profondo, quello per l'arte del loro tempo, che li ha portati a mettere insieme due tra le più staordinarie collezioni d'arte del '900, che oggi si possono ammirare in due splendidi musei, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
Nessuno dei due aveva una grande conoscenza artistica, quindi si facevano aiutare e consigliare da altre persone. Solomon si affidava a Hilla Rebay, una giovane artista, che aveva studiato a Monaco, Berlino e Parigi e amava l'arte non-oggettiva, priva cioè di un soggetto riconoscibile, Peggy, che era certamente più impulsiva e passionale si faceva aiutare da amici e conoscenti, molto spesso artisti, tra cui Marcel Duchamp, Herbert Read, Nellie van Doesburg, Max Ernst, Sebastián Matta e tanti altri. Qualche volta però decideva istintivamente, lasciandosi guidare dall'interesse per un lavoro o un autore, e i suoi gusti erano quindi decisamente più variegati di quelli di Solomon. Alla sua collezione appartengono, infatti, opere di arte astratta e surrealista, ma anche giovani promesse dell'arte americana, come Robert Motherwell, William Baziotes, Mark Rothko, David Hare, Clyfford Still, Jackson Pollock, e qualche artista italiano, come Bacci, Santomaso, Tancredi e Vedova.

La mostra allestita a Vercelli grazie al fortunato accordo con la Solomon Guggenheim Foundation, che ha già prodotto rassegne importanti, come Peggy Guggenheim e l'immaginario surreale e Peggy Guggenheim e la nuova pittura americana, pone l'accento sull'interesse che Peggy e Solomon hanno dimostrato nei confronti dell'arte astratta, mettendo in luce le differenze e le consonanze insite nelle loro scelte. Il risultato, davvero straordinario, è un insieme di dipinti e sculture molto interessanti, che ripercorrono il cammino di questo genere artistico dai precursori (Cézanne, Seurat, Matisse ecc.) a Vedova passando per il Cubismo (Braque, Léger), il Futurismo (Balla), l'Espressionismo (Marc), i protagonisti del neoplasticismo (Piet Mondrian e Theo van Doesburg) e dell'astrazione (Kandinsky), il Gruppo Cobra (Appel, Corneille, Jorn, Alechinsky) e la grande stagione dell'informale (Dubuffet, Soulages, Riopelle) e dell'Action painting (Francis, Gottlieb, Reinhardt).
Un'attenzione particolare viene rivolta ad alcuni artisti, come Kandinsky, Mondrian e Robert Delaunay, che hanno riscosso i favori di entrambi i collezionisti e sono presenti con diverse opere, che testimoniano le fasi principali del loro percorso.
Altri autori di cui si possono ammirare opere interessanti sono František Kupka, che Apollinaire definì il pioniere della "pittura pura", Jean Arp, Jean Hélion e Alexander Calder, di cui è esposto (ma quasi non si nota) un Mobile del 1934, ma che, per Peggy, realizzò anche altre cose, tra cui la testata del letto e degli orecchini. Non poteva mancare inoltre un piccolo omaggio a Hilla Rebay, che, assiene a Rudolf Bauer, un altro artista della Collezione Solomon Guggenheim, ha avuto un ruolo importante nella promozione dell'arte astratta in America.

La mostra è davvero bella e interessante, ma, guardando le didascalie, saltano all'occhio alcune incongruenze, dettate, probabilmente, dall'impossibilità di ottenere in prestito alcuni lavori. La maggior parte delle opere arrivano, infatti, dal museo newyorchese, ma alcune di esse, come quelle di Dubuffet, Soulages, Francis, Baziotes ecc., che, tra l'altro, sono artisti amati da Peggy, risultano acquistate dopo la morte di Solomon. Rispecchiano quindi i gusti e le intenzioni dei due collezionisti, ma non necessariamente le loro scelte. C'è inoltre un'opera che non appartiene alle Collezioni Guggenheim, quella di Vedova, che è stata concessa in prestito dalla Fondazione dedicata all'artista, che ha sede a Venezia.

Come le precedenti, anche questa rassegna è curata da Luca Massimo Barbero, che da tempo collabora con la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, e oggi è direttore del MACRO di Roma. Il catalogo è pubblicato da Giunti Arte.

Links ad altre pagine di Artdreamguide correlate