Mostre di arte moderna e contemporanea

Ibrido. Genetica delle forme d'arte

13 marzo - 31 marzo 2010

PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Tel. 02-76009085
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

L'imminente apertura di "MiArt" ha offerto lo spunto per una serie di riflessioni, che riguardano il mondo dell'arte, ma, più in generale, anche la vita di tutti i giorni. In questi anni si sta assistendo, infatti, a un amplissimo processo di ibridazione di forme, prodotti e attività, che sta coinvolgendo tutta la nostra esistenza con esiti positivi, ma talvolta anche incerti. Basti pensare alle sempre più frequenti connessioni tra mondi reali e virtuali, consuetudini locali e globali, generi artistici e professioni, o alle discusse sperimentazioni genetiche condotte sulle specie animali e vegetali.

Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti, che hanno curato la rassegna in corso al PAC, hanno preso in considerazione le trasformazioni che si sono avute nel sistema dell'arte e che hanno riguardato prima gli artisti e le opere e poi i professionisti. Infatti, se è già passato tanto tempo da quando l'arte ha cominciato a confrontarsi con discipline e mondi paralleli, come filosofia, etnografia, antropologia, sociologia ed ecologia, e qualche decennio da quando è stata abolita la tradizionale distinzione tra i generi, è solo negli ultimi anni che si è assistito a quella riformulazione dei ruoli tra critici, curatori, artisti, galleristi, sponsor e collezionisti, che ha messo in discussione equilibri e gerarchie consolidate. Oggi, infatti, tutti si arrogano il diritto di essere questo e quello a seconda delle occasioni e delle opportunità e, cosa ancor più grave, anche quando non hanno nulla di interessante da dire o trasmettere.

La trasformazione in atto non investe soltanto le persone ma anche gli spazi e l'editoria specializzata. Infatti, se sempre più spesso i luoghi deputati all'arte (musei e gallerie) vengono soppiantati da studi professionali, bar, hotel, stazioni, aeroporti, spazi industriali, piazze e vie delle città, i giornali tradizionali si trovano a fare i conti con Internet e con le free press, con sistemi di fruizione, distribuzione e pubblicità diversi, che richiedono una mentalità aperta e pronta al cambiamento.
Chi si ferma è perduto e questo vale sia per il mondo dell'arte, dove le novità sono all'ordine del giorno, che per gli altri settori della vita umana e professionale, che si muovono a una velocità minore, ma non troppo. La nostra esistenza deve fare i conti, infatti, con un'accelerazione sempre più forte alla quale molti cercano di contrapporre un'attitudine slow. Ulteriore segno di un'epoca di contrasti e contraddizioni, dove ogni cosa convive e talvolta si sposa col suo contrario.

La mostra, che nasce da una bella intuizione, prende atto di questa mescolanza di generi e proposte, che investe tutti i campi del sapere, e, visto che l'arte è quasi sempre la prima a individuare le nuove tendenze, parte proprio da qui per raccontare l'evoluzione sociale, economica, culturale e politica che stiamo vivendo.
Lungo il percorso espositivo, che è suddiviso in più sale, si possono vedere opere di diverso tipo, tra cui dipinti, disegni, fotografie, filmati, video-installazioni, performance ecc.
Ci sono i padri storici, come Beuys, Pistoletto, Paolini, Alviani, Mendini, Pettena, che per primi hanno posto l'accento sull'ibridazione delle arti e delle discipline, ma anche molti artisti delle nuove generazioni, come John Armleder, Pierre Huyghe, Philippe Parreno, Olafur Eliasson, Maurizio Cattelan, Patrick Tuttofuoco, Rirkrit Tiravanija, Pietro Roccasalva, Damien Hirst, Jan Fabre, Adrian Paci ecc. L'idea che passa comunque è quella di una gran confusione. La maggior parte delle opere selezionate, infatti, non sembra in grado di render conto di questa straordinaria trasformazione, che sta cambiando il nostro modo di essere, di lavorare e di rapportarci con gli altri.

Sezioni particolari sono dedicate ai ritratti, ai video e all'editoria, che spazia dall'arte all'architettura, dalla filosofia alle scienze. Sono previsti inoltre momenti di incontro, confronto e dibattito con personaggi della cultura e dell'arte, che dovrebbero aiutare a capire quello che è successo e cosa ci riserverà il futuro.

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