Mostre di arte moderna e contemporanea

Salvatore Fiume. Un anticonformista del Novecento

16 dicembre 2010 - 6 febbraio 2011

Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto/Piazza Oberdan, Milano
Tel. 02-77406300
Orari: 10-19:30, mar e gio 10-22, lunedì chiuso. Ingresso libero

Uno degli scopi che la nuova giunta provinciale, insediatasi lo scorso anno, si è prefissa in ambito culturale è quello di far conoscere alle nuove generazioni l'arte italiana. Per questo la prima, grande mostra di quest'anno è dedicata a Salvatore Fiume (1915-1997), che è stato uno dei principali protagonisti del panorama culturale e artistico del dopoguerra nel nostro paese.

La rassegna, realizzata in collaborazione con la Fondazione Fiume, diretta da Laura e Luciano, che sono i figli dell'artista, prende in considerazione le opere che l'artista ha creato nel corso della sua carriera tenendo presenti i diversi ambiti in cui si è cimentato, che vanno dalla pittura alla scultura, dalla scenografia all'architettura. Un altro elemento che si è cercato di far risaltare è il carattere indipendente e anticonformista di Fiume, che lo ha portato a non aderire a nessun gruppo o movimento anche se conosceva bene le ricerche dei suoi contemporanei e le opere degli artisti del passato, soprattutto italiani (Paolo Uccello, Raffaello, Botticelli, Tintoretto) e spagnoli (Goya, Velázquez), ai quali si è ispirato per molti lavori. Forse troppi. Anche se questo modo di agire era portato avanti in modo intelligente ed era il risultato di un'idea molto radicata in lui, quella che tutta l'arte è contemporanea e quindi non si deve aver paura di manifestare il proprio interesse per la tradizione e neppure per i linguaggi artistici di altre culture. Un pensiero, che, in un certo senso, fa di lui un precursore del citazionismo e della Transavanguardia anche se le sue non sono semplici citazioni, ma reinterpretazioni originali. Nel suo caso, infatti, come ha scritto Sgarbi, si può parlare di uno "stile Fiume, che pur rispettando i caratteri di De Chirico e Raffaello, riesce a rendere plausibile la loro convivenza; quindi uno stile contro gli stili o contro l'appropriarsi degli stili che fa la storia".

Un altro motivo, che sicuramente è stato alla base della scelta della Provincia, è il sentimento di simpatia e affetto che questo artista, di origine siciliana, ha sempre dimostrato per Milano, una città che lo ha ricambiato offrendogli fin dall'inizio la possibilità di esprimersi e farsi conoscere. I primi ad accorgersi del suo talento sono stati, infatti, alcuni personaggi di spicco del panorama artistico e culturale locale, tra cui Savinio, che è riuscito a farlo invitare alla Biennale di Venezia e a introdurlo nell'ambiente della Scala, e Gio Ponti, che gli ha commissionato diversi lavori, tra cui un grande dipinto per il soggiorno dell'Andrea Doria, oggi scomparso. Questo lussuoso transatlantico, varato nel 1951, è, infatti, colato a picco nel 1956, portando con sé Le leggende d'Italia, un lavoro di notevoli dimensioni, formato da tre pannelli, sui quali l'artista aveva dato vita a tre città ideali, tappezzate da quadri e sculture dei grandi maestri del passato. Un omaggio, nel quale si può già ritrovare, come ha scritto Elena Pontiggia, l'idea che sarà alla base di quasi tutte le sue opere, quella che "nel mondo della pittura il passato non è affatto passato, anzi non passerà mai... Che l'arte non può essere moderna se non resta in rapporto con l'antico".

La mostra, suddivisa per temi e periodi, si articola in diverse sale, che ripercorrono le tappe principali della carriera di Fiume.
Il percorso espositivo si apre con alcuni dipinti realizzati sul finire degli Anni Quaranta, che appartengono ai cicli della "Città di statue" e delle "Isole di statue", nei quali si può notare la profonda ammirazione che Fiume provava per gli ideali rinascimentali, Picasso, De Chirico e le atmosfere metafisiche.
Questi lavori, che anticipano i progetti architettonici che l'artista porterà avanti negli anni successivi, sono affiancati da un altro ciclo molto importante, quello che Fiume ha realizzato per Bruno Buitoni. Un lavoro impegnativo, che racconta le avventure e sventure della città di Perugia e che molto deve all'influenza di Paolo Uccello.
Nella stessa sala sono esposti anche alcuni disegni metafisici degli Anni Quaranta e Cinquanta, che piacquero moltissimo al critico e poeta Raffaele Carrieri e aprirono a Fiume le porte di Milano.

Superato un corridoio, che ricorda le esperienze architettoniche e scenografiche di Fiume, si entra nella grande stanza centrale, interamente dedicata al ciclo delle "Ipotesi", che l'artista ha realizzato tra il 1983 e il 1992.
Si trovano qui alcuni lavori nei quali Fiume gioca esplicitamente la carta della "contemporaneità delle arti" accostando elementi tratti da maestri lontani nel tempo e nello spazio, come Raffaello, Rembrandt, Tintoretto, Velázquez, Rubens, Botticelli, De Chirico, Picasso ecc.

La sezione successiva ci riporta indietro nel tempo. Si apre, infatti, coi dipinti del ciclo "Spagnolo" (1947-73), in cui Fiume instaura un "dialogo" con Goya e Velázquez.
I curatori hanno approfittato di questa occasione per raccontare un aneddoto della vita di Salvatore, che, nel 1947, non riuscendo a vendere le sue opere, ha deciso di firmarle con lo pseudonimo di Francisco Queyo, un artista di sua invenzione, riparato a Parigi per sfuggire al regime franchista.
Questa sala, che propone anche alcuni disegni e due sculture del ciclo "Tori, centauri e antropotauri", lascia posto ad altre due interamente dedicate alle figure femminili, che hanno sempre trovato grande spazio nei dipinti di Fiume. Alcuni di questi lavori sono il frutto di un viaggio in Giappone, dove l'artista è rimasto affascinato dal Teatro No e da quello Kabuki.
L'ultima stanza è quella delle sperimentazioni. Si trovano qui, infatti, i "Graffiti", che l'artista ha realizzato ispirandosi ai dipinti rupestri di Lascaux e Altamira, i "Sassi", gli "Affreschi" e alcune sculture, che fanno parte del ciclo delle "Ricostruzioni museali".

La mostra, che è a ingresso libero, è accompagnata da un bel catalogo, da un video sulla vita e l'opera di Fiume, da laboratori didattici a pagamento.

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