Mostre di arte moderna e contemporanea

Salvador Dalí. Il sogno si avvicina

22 settembre 2010 - 30 gennaio 2011

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

Salvador Dalí è uno degli artisti più famosi del '900 e su di lui è già stato detto e scritto tanto. Per questo, Vincenzo Trione, che è il curatore di questa mostra, ha deciso di presentarlo in una veste nuova, raccontando un lato poco noto ed esplorato del suo carattere d'uomo e d'artista: la sua ossessione per il paesaggio, un elemento che ritroviamo costantemente in quasi tutti i suoi lavori e che, a differenza di ciò che si potrebbe pensare, non è totalmente frutto del suo inconscio o della sua fantasia. Anche se i luoghi che fanno da sfondo a buona parte dei suoi dipinti sembrano così strani e inospitali, surreali e metafisici, in essi si possono trovare, infatti, precisi riferimenti alla realtà, che testimoniano il forte attaccamento di Dalì per la sua terra, per quei cieli azzurri e quella luce tersa, che sono tipici della regione dell'Alto Ampurdán e sono fortemente impressi nei suoi occhi e nella sua memoria. Su queste pietre, infatti, come dice lui stesso, ha "creato la sua personalità, scoperto l'amore, dipinto le sue opere, costruito la sua casa".

La mostra, che è allestita al primo piano di Palazzo Reale, dove Dalí ha già esposto le sue opere nel 1954, si presenta molto diversa da quella presentata a Palazzo Grassi nel 2004, una rassegna unica e indimenticabile, che prendeva in considerazione tutta la carriera di questo grande maestro e oggi sarebbe improponibile vista la scarsa predisposizione dei musei a prestare le opere di questo artista eccentrico e stravagante, ma di grande richiamo. Il percorso espositivo, che non segue un andamento cronologico, ma procede per assonanze e analogie, è costruito, infatti, come un racconto e parla di un rapporto molto presente nell'opera di Dalí, quello tra paesaggio, sogno e desiderio. Un legame che attraversa tutta la sua produzione artistica, ma assume di volta in volta connotati diversi, legati all'attualità (la guerra, l'atomica), al mito, alla storia dell'arte (Raffaello, Goya, Velázquez, Vermeer, Millet, De Chirico), alla spiritualità, ma anche a qualcosa di più personale e autobiografico. Dalí, infatti, ha sempre amato essere protagonista, mettere e mettersi in scena, come dimostrano i suoi modi di fare e le sue interviste, disseminate lungo il percorso.

Le opere, che sono una cinquantina, arrivano da importanti musei internazionali, come il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, il Boijmans Museum di Rotterdam, l'Animation Reserch Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Mart di Rovereto, i Musei Vaticani e la Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueres, che ha dato un notevole contributo a questa rassegna.
Uno spazio particolare è dedicato alla Sala Mae West, che, per la prima volta, viene presentata al pubblico come l'avrebbe voluta Dalí. A rendere possibile la realizzazione di questo ambiente umanizzato, che l'artista aveva progettato per dare vita a un "sogno che possa fungere da soggiorno", è stato, infatti, l'architetto Oscar Tusquets Blanca, che è stato amico e collaboratore dell'artista.
Il percorso espositivo termina con un'altra opera inedita, il cortometraggio Destino, che è frutto di un incontro straordinario, quello tra Salvador Dalí e Walt Disney, che, tra il 1945 e il 1946, hanno lavorato fianco a fianco a questo progetto, rimasto poi sulla carta. Il filmato ha visto la luce, infatti, soltanto nel 2003, quando Roy Disney (nipote di Walt), che aveva avuto modo di vedere i disegni originali di Dalí, conservati dall'Animation Reserch Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California, decise di portare a termine il cartone animato facendo realizzare questo piccolo capolavoro di grazia, fantasia e visionarietà a uno studio di animazione parigino.

La mostra, che è accompagnata da un bel catalogo, edito da 24 Ore Motta Cultura, è arricchita da incontri ed eventi collaterali, tra cui attività didattiche, conferenze, proiezioni di film surrealisti. Dalí, che era un grande sperimentatore e non ha esitato a mettersi in gioco in diversi campi della cultura e dell'arte, ha collaborato, infatti, con diversi registi, tra cui Buñuel (Un chien andalou, L'Âge d'or) e Hitchcock (Io ti salverò).

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