Mostre di arte moderna e contemporanea

Libri d'artista dalla Collezione Consolandi. 1919-2009

24 marzo - 6 giugno 2010

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30. Ingresso libero

Paolo Consolandi fa il notaio, un lavoro che molti considerano noioso, ma che ha sicuramente dei risvolti positivi. Il benessere economico gli ha permesso, infatti, di dare libero sfogo al suo grande amore per l'arte, un interesse che ha sempre condiviso con la moglie Franca, laureata in archeologia.
La scoperta dell'arte contemporanea è arrivata dopo, intorno agli anni '50, dettata dal desiderio di comprendere il proprio tempo e capire i cambiamenti in atto, ma è stata decisiva. Ai primi acquisti, che avevano il solo scopo di ornare e modernizzare le pareti di casa, è subentrata, infatti, quasi subito una vera e propria passione, alimentata dalla frequentazione di critici (Guido Ballo), galleristi (Cardazzo) e artisti (Fontana, Castellani, Bonalumi), che ha portato i Consolandi a raccogliere così tante opere da dar vita a una collezione straordinaria, che oggi occupa un intero palazzo ed è molto apprezzata dagli esperti d'arte contemporanea di tutto il mondo.

Una delle sezioni più importanti della collezione è senza dubbio quella dedicata ai libri d'artista, che Paolo e Franca hanno cominciato a comprare negli anni '60. Sfogliando monografie, saggi e cataloghi, si sono accorti, infatti, che alcuni di questi volumi non avevano soltanto una funzione informativa, ma erano delle vere e proprie opere d'arte, dove l'autore aveva la possibilità di esprimere liberamente la propria creatività.
Attratti da questi "oggetti" ibridi e affascinanti, che sono il frutto dell'incontro tra linguaggi diversi e si possono vedere, toccare e sfogliare, hanno messo insieme un'altra bellissima raccolta, che permette di seguire, in un modo diverso, ma parallelo, il corso e le mutazioni dell'arte del Novecento a partire dalle Avanguardie storiche.
Come sempre, anche in questo caso, le scelte sono state fatte seguendo l'istinto, il piacere, il gusto personale. I primi libri a entrare in collezione sono stati, infatti, quelli di Wharol (Flash, 1963), Miró e Léger. Poi sono venuti gli altri, tra cui Fontana (4 oggetti di Lucio Fontana e 2 poesie di Salvatore Quasimodo, 1965-66), Boetti (Dossier postale, 1969-70), Paolini e Kentridge (Breathe, 2008), che sono tra i preferiti di Paolo, e Eliasson (Your House, 2006), che è stato il loro ultimo acquisto. I Consolandi, infatti, non hanno mai smesso di interessarsi a questo genere artistico, che offre loro grandi soddisfazioni. Ci sono ovviamente delle mancanze e dei salti temporali, delle opere che si sono lasciati scappare, come alcuni bellissimi libri "paroliberi" futuristi, ma questo fa parte del gioco ed è una delle molle del desiderio collezionistico.

La mostra di Palazzo Reale, realizzata in collaborazione con Acacia, l'Associazione Amici Arte Contemporanea, di cui i Consolandi fanno parte dal 2003, presenta solo una parte della loro collezione. Si possono comunque ammirare 135 volumi, che testimoniano il loro gusto e la loro passione per il libro d'artista, un mezzo espressivo che ha alle spalle una lunga tradizione, quella dei codici miniati, ma che ha avuto un impulso straordinario soprattutto nel '900 quando gli autori hanno cominciato a portare avanti sperimentazioni di ogni genere. Alcuni sono pezzi unici, altri in tiratura limitata. Tutti comunque sono rari e preziosi, belli, curiosi e interessanti.

Il percorso espositivo, che ha un andamento cronologico, ma si visita partendo dalle opere più recenti, che sono quelle di Mezzaqui, Cattelan, Kiki Smith, Kentridge, Hirst ecc., si conclude coi libri di alcuni famosissimi artisti di inizio '900, come Léger e Picasso, che, oltre a realizzare libri autonomi, si sono dedicati alle illustrazioni dei testi di poeti e scrittori altrettanto noti, come Cendrars e Cocteau. All'epoca, infatti, non era ancora molto diffusa l'idea della creazione di qualcosa di nuovo, completamente slegato dalle necessità del mercato editoriale. La situazione però stava cambiando, come dimostrano i lavori dei Dadaisti (Schwitters, Man Ray), dei Futuristi e dei Surrealisti (Ernst), che si sentono liberi di declinare il loro stile in modo libero e autonomo.
Ampio spazio viene dedicato alla stagione dell'Astrattismo (Munari), ma soprattutto all'epoca dello Spazialismo (Fontana) e dell'Informale (Burri, Tàpies,), dove le presenze cominciano a farsi più numerose. Non bisogna, infatti dimenticare che i Consolandi hanno iniziato a collezionare opere d'arte proprio negli anni '50, quando questi erano gli artisti contemporanei.
Al periodo successivo, caratterizzato da una sempre più marcata sperimentazione dei linguaggi, che investe le forme, le dimensioni, i materiali e i contenuti dei libri, appartengono le opere di Warhol, Ruscha, On Kawara, Agnetti, Richter, LeWitt, Boltanski, Beuys, Boetti, Paolini, Gilbert&George e l'intera compagine degli artisti concettuali, minimal, fluxus e poveristi, che dominano la scena per quasi un ventennio.
Si arriva così alla produzione degli anni '80, che, al pari della pittura di quel periodo, appare quanto mai eclettica, e alla sezione contemporanea, che, come abbiamo già accennato, testimonia il continuo aggiornamento della collezione.

Volendo cercare un comun denominatore, che in realtà non esiste, dato che questi libri sono davvero di tutti i generi, piccoli e grandi, seriosi e divertenti, poveri o preziosi, di forma tradizionale o particolare, si può comunque notare un forte interesse per le opere d'arte di matrice riflessiva e concettuale e una grande attenzione per le nuove generazioni, che ha portato i Consolandi ad acquistare le opere di Manzoni nel 1959, quando era ancora agli inizi, e oggi li spinge a comprare i lavori di Cattelan (Permanent Food, 2002), della Mezzaqui (Exercise-Books, 2005), di Maloberti (Quadernone con gli anelli, 2009) ecc.

La mostra, curata da Giorgio Maffei e Angela Vettese, è accompagnata da un bel catalogo, pubblicato da Charta, che racconta la straordinaria avventura di questi due collezionisti e il loro amore per l'arte contemporanea.
Chi avesse delle difficoltà a vedere i libri esposti, che sono contenuti in teche troppo grandi, può ammirarli più agevolmente grazie a un video, che si trova a metà del percorso.

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