Mostre di arte moderna e contemporanea

Cina. Rinascita contemporanea

11 dicembre 2009 - 7 febbraio 2010

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Anticipando quella che sarà la programmazione 2010 di "Milano Mondo", che vedrà protagonista la Cina, il Comune ha deciso di proporre una mostra che ripercorre gli ultimi 15 anni della produzione artistica di questo grande paese.
L'esposizione, realizzata grazie alla collaborazione di Primo Giovanni Marella, che è stato uno dei primi galleristi a interessarsi all'arte cinese contemporanea, offre al pubblico la possibilità di conoscere 50 artisti e più di 180 opere, tra cui dipinti, installazioni, fotografie, sculture e video.

Dovendo scegliere un punto di partenza, si è deciso di cominciare con il 1993, l'anno in cui la Repubblica Popolare cinese ha riconosciuto il principio dell'economia socialista di mercato e ha intensificato i rapporti commerciali con gli altri paesi. È in questo periodo, infatti, che l'arte contemporanea cinese ha iniziato a rompere con gli schemi tradizionali del passato dando vita a un linguaggio artistico ibrido, che faceva riferimento a quello occidentale ma restava comunque legato alla cultura locale.

La mostra, che ha richiesto un grande sforzo progettuale e organizzativo, è divisa in 7 sezioni, che documentano l'evoluzione e la varietà dei movimenti artistici attivi in quegli anni, che sono stati contraddistinti da un'enorme vivacità creativa. Una vera e propria rinascita, che non è sfuggita al mercato internazionale dell'arte, che, negli ultimi 5 anni, ha deciso di premiare alcuni dei suoi protagonisti con prezzi stratosferici, quasi sempre di origine speculativa.

L'eccessiva attenzione che il mondo occidentale ha dimostrato per queste "celebrità", alcune interessanti, altre meno, ha prodotto conseguenze molto gravi sul piano storico artistico. Ha privato, infatti, della giusta notorietà altri autori, che hanno svolto un ruolo fondamentale all'interno della scena artistica locale. Per questo, uno degli scopi principali di questa mostra è quello di fare ordine e proporre le opere di quegli autori che sono stati effettivamente gli artefici e i promotori dello sviluppo dell'arte contemporanea cinese, senza curarsi del fatto che abbiano o meno un futuro nel mondo dell'arte.

La prima sala è dedicata agli Esordi della pittura, che non è certo una novità, ma in questi anni cessa di essere al servizio del potere e vive un periodo di vera rinascita. L'ansia di recuperare il tempo perduto e le occasioni mancate porta, infatti, gli artisti ad analizzare quello che è successo altrove e a dare un'interpretazione ironica e critica dell'arte europea e americana.
Una delle esperienze più riuscite è senz'altro quella di Zhou Tihehai, che è stato scelto come "testimonial" di tutta la rassegna. L'artista, infatti, rielabora in chiave pop alcuni capolavori del passato, come la Gioconda di Leonardo, che, in Monna Lisa (2003), assume i connotati di Joe The Camel, il personaggio che fa mostra di sé sui pacchetti di un noto marchio di sigarette americane.
Un altro artista che fa i conti con la storia dell'arte, questa volta cinese, è Yue Minjun, che trasforma i mitici guerrieri di terracotta dell'imperatore Qin Shi Huang, in palestrati uomini in jeans.

Negli anni '90 la scena artistica cinese si focalizza attorno all'East Village di Pechino, dove si stabiliscono musicisti, critici e artisti in cerca di spazi dove dar sfogo alla loro creatività. Alcuni di loro esercitano la pittura, ma la maggior parte (Zhang Huan, Cang Xin, Zhu Ming) si dedica alla performance, che meglio si presta a esprimere la loro protesta, il loro desiderio di rompere con il passato e promuovere le libertà individuali.
Le loro opere, connotate da contenuti politici e dall'uso del corpo, che ben si presta a enfatizzare il concetto di identità, sono tuttora fonte di ispirazione per le giovani generazioni. Hanno ribaltato, infatti, la tradizionale supremazia dell'"arte da cavalletto" aprendo la strada alle installazioni e alle opere d'arte multimediale.

Si arriva così alla sezione dedicata al Multimedia e alla Conceptual Art, dove si trovano artisti che hanno deciso di occuparsi di problemi di tipo politico, sociale ed economico, come Jiang Zhi, che ha cercato di far risaltare lo strapotere del consumismo nella società odierna dando vita a uno straordinario arcobaleno di prodotti industriali, o Shi Jinsong, che ha trasformato oggetti innocui come carrozzine e culle in oggetti da guerra.

Grande importanza riveste anche la fotografia, che in Cina viene chiamata anche "arte della luce e delle ombre" per far risaltare l'importanza che viene data alla nitidezza delle immagini e all'uso sapiente del colore.
Gli artisti che si sono cimentati in questa disciplina, che ha dato alcuni tra i risultati più interessanti, sono raggruppati nella sezione Out of the red.
Le tematiche affrontate da questi autori, molti dei quali si sono avvicinati alla fotografia rompendo con la pittura, sono abbastanza varie, ma spesso, anche loro, si sono occupati di problematiche di tipo politico o sociale. Cui Xiuwen e Chen Lingyang, per esempio, hanno messo al centro della loro opera la donna, Weng Fen la crescita della città, Wang Qinsong, la globalizzazione e lo strapotere delle merci. Non manca inoltre una buona dose di ironia, evidente nei lavori di Li Wei e Bai Yiluo, e neppure un riferimento alla tradizione locale, rivista in chiave contemporanea. È questo il caso, per esempio, di Huang Yan, che ha riprodotto su alcuni corpi maschili, poi fotografati, i paesaggi tipici dei maestri cinesi.

Il nuovo millennio porta alla ribalta la Cartoon Generation, alla quale appartengono artisti che sono cresciuti guardando i fumetti e hanno fatto proprio l'immaginario visivo e la leggerezza dei comics e dei cartoons, che, nella Cina contemporanea, funzionano come una sorta di placebo, che diverte, rilassa e fa dimenticare i problemi quotidiani.
Tra i principali esponenti di questo genere artistico, che spesso ironizza sulla superficialità delle nuove generazioni, troviamo Zhang Hui, che racconta le volontà e lo spirito rivoluzionario delle donne contemporanee, e Gao Yu, che mischia, nei suoi coloratissimi dipinti, fantasia e realtà, tradizione e innovazione.

La rassegna si conclude con le sezioni dedicate alle Sperimentazioni satellitari, che sono quelle delle generazioni emergenti, e alla Video-Arte, che ha avuto, anche qui, un grande seguito tra gli artisti.
Guardando questi lavori, così legati a temi universali, viene da chiedersi quale sia la nazionalità degli autori. E questa è la dimostrazione più chiara e lampante che la Cina è cambiata e fa parte ormai di quello che, nel bene e nel male, viene chiamato mondo globalizzato.

La mostra, che ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Italia-Cina, è accompagnata da un ampio catalogo, edito da 24 Ore Motta Cultura.
Curato da Eleonora Battiston, che da anni vive in Cina e ha potuto osservare di persona la trasformazione del panorama artistico locale, è destinato a fare storia. Alla sua stesura hanno collaborato, infatti, alcuni tra i più importanti curatori cinesi contemporanei, come Gu Zhenqing, Gao Lin, Carol Lu, Shu Yang e Zhu Tong.

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