Mostre di arte moderna e contemporanea

Il Chiarismo. Omaggio a De Rocchi.
Luce e colore a Milano negli anni Trenta

16 giugno - 5 settembre 2010

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

Dopo aver dedicato una bella mostra alla Scapigliatura, il Comune di Milano ha deciso di ricordare un altro movimento che si è sviluppato in città all'interno dei caffè e delle gallerie di Brera. È nata così questa rassegna, dedicata al Chiarismo, che riunisce sotto la stessa etichetta, ideata nel 1935 dal critico Leonardo Borgese, artisti diversi per stile e formazione. Nel loro caso, infatti, non si può parlare di un vero e proprio gruppo, ma di interessi e suggestioni comuni.

La mostra, che consente di ammirare un centinaio di opere, molte delle quali inedite, si apre con i lavori realizzati da alcuni precursori del Chiarismo, come Renato Birolli (Taxi rosso sulla neve, 1931), Aligi Sassu, Luigi Broggini, Pio Semeghini, e continua con i dipinti di quegli artisti - Angelo Del Bon, Francesco De Rocchi, Cristoforo De Amicis, Umberto Lilloni, Adriano Spilimbergo, Renato Vernizzi, Goliardo Padova, Oreste Marini ecc. - che, nei primi anni Trenta, supportati dal critico napoletano Edoardo Persico (1900-1936) e dalla Galleria de Il Milione, decisero di dar vita a un'arte neo-romantica, pervasa di luce pallida e carica di sentimento. Una pittura dai colori chiari e dal segno leggero, molto diversa da quella cupa e severa del Novecento.

Una sezione particolare è dedicata a Francesco De Rocchi (1902-1978), che è stato uno dei principali protagonisti del Chiarismo e sicuramente uno dei più intensi, poetici e malinconici. Agli anni Trenta risalgono, infatti, alcune delle sue opere più note, realizzate nel piccolo borgo di Cislago. Figure di adolescenti, bambini, contadini, angeli, impostati su tonalità rosa, ocra e avorio, che molto devono a Modigliani, ma anche a Simone Martini, Luini, Foppa e Gaudenzio Ferrari. Un'umanità fragile e indifesa, ricca di cuore e di anima, di cui l'artista si serve per "mettere in luce" la precarietà dell'esistenza e l'importanza di un ideale spirituale.

La rassegna, che è curata da Elena Pontiggia, è arricchita da un bel catalogo, pubblicato da Skira, che contiene i saggi critici di Viviana Birolli, Stefano Crespi, Lorella Giudici, Marta Mirra, Manlio Paganella e una testimonianza di Pier Rosa De Rocchi.

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