Mostre di arte moderna e contemporanea

Fabio Massimo Caruso. Pietre angolari

22 maggio - 6 giugno 2010

San Zenone all'Arco
Vicolo S. Zenone, Brescia
Tel.
Orari: 16-19, lunedì chiuso. Inaugurazione 22 maggio, ore 17

Fabio Massimo Caruso, "Tempio", 2008, acrilico su tela, cm. 150 x 200

Fabio Massimo Caruso, Tempio, 2008
acrilico su tela, cm. 150 x 200

Fabio Massimo Caruso è nato a Orvieto, ma è romano d'adozione, ed è da questi due luoghi, ricchi di storia, arte e spiritualità, che derivano gli elementi caratteristici della sua pittura. I suoi lavori, infatti, sono costituiti da reticoli e intrecci di colori preziosi, che richiamano le tessere dei mosaici antichi. Geometrie misteriose, che riempiono completamente lo spazio della tela, ma lasciano intravedere storie e racconti, che riguardano il rapporto tra uomo e città. Un rapporto denso, ricco di dinamismo e vitalità, che comunque non si ferma al qui e ora, ma va oltre l'"ordito del vivere" caricandosi di valori ultraterreni.

Nei suoi dipinti, che hanno un ritmo e una sonorità vicina a quella della musica contemporanea, che il giovane Caruso (allora Fabio Max), autore di testi per canzoni, ha avuto modo di conoscere da vicino, le persone, ridotte a grumi di colore indistinto, vivono, si cercano, si incontrano. Talvolta si fermano e trovano il tempo di pensare e riflettere, di andare oltre la quotidianità e cercare una risposta alla paura del vuoto e della solitudine.
Si formano allora quelle "Pietre angolari" che, com'è scritto in diversi libri della Chiesa, costituiscono un punto di riferimento sicuro, un simbolo di quella spiritualità alla quale l'artista, che ha frequentato lo studio di Tito, un pittore, scultore e incisore molto attivo nel campo dell'arte sacra, aderisce con convinzione, obbedendo a una robusta disciplina interiore. Una scelta di vita, che non limita affatto la sua libertà espressiva, ma la rende ancora più ricca e sentita. La griglia geometrica presente nei suoi lavori, infatti, non è mai vincolante e viene quasi sempre risucchiata dal colore. Un colore magmatico, ma tutt'altro che violento.
Dopo tanti anni di lotta e di pittura rabbiosa e gestuale, Fabio Massimo Caruso sembra aver raggiunto ormai il suo equilibrio di uomo e di artista. E questo risultato gli consente di mostrare, anche nei suoi dipinti, tutto il suo amore per la vita, un sentimento profondo che è strettamente legato alla sua religiosità.
Non è un caso quindi se molti suoi lavori presentano un tangibile senso di verticalità. A essi, Fabio Massimo Caruso affida, infatti, un importante messaggio spirituale, la speranza di una possibile rinascita attraverso la Grazia.

Fabio Massimo Caruso, "Pietre angolari", 2010, acrilico su tela, cm. 160 x 180

Fabio Massimo Caruso, Pietre angolari, 2010
acrilico su tela, cm. 160 x 180

La mostra, allestita nella Chiesa di San Zenone all'Arco, che oggi è adibita a spazio espositivo, ma conserva ancora pregevoli affreschi del Duecento, è proposta dall'Associazione per l'arte Le Stelle ed è curata da Fausto Moreschi e Carmela Perucchetti.

Per sapere qualcosa di più su Fabio Massimo Caruso e le sue opere, si può guardare il sito dell'artista.

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