Mostre di arte moderna e contemporanea

Liu Bolin. Hiding in Italy

22 ottore - 14 novembre 2010

Forma - Centro Internazionale di Fotografia
Piazza Tito Lucrezio Caro 1, Milano
Tel. 02-58118067
Orari: 10-20, gio-ven 10-22, lunedì chiuso

È una piccola, grande, mostra quella che il Centro Forma ha deciso di dedicare a Liu Bolin, uno dei più interessanti artisti cinesi delle ultime generazioni. Le foto esposte, infatti, non sono molte, ma, grazie a loro, è comunque possibile ricostruire l'originalissimo percorso artistico di questo autore, che è diventato famoso per aver trasformato il suo corpo, celato nelle pietre e nei muri di diverse città cinesi ed europee, nel latore di messaggi importanti, che potevano essere, secondo i casi, di appartenenza, denuncia o fuga dalla realtà.

Anche se l'artista sembra giocare sul fattore sorpresa, l'idea di dare vita al progetto Hiding the City, che mescola fotografia, pittura, happening e body art, è tutt'altro che fine a se stessa. Ogni scelta di Bolin, infatti, è strettamente legata alla sua vita ed è il risultato di un forte impegno politico e sociale. Non per niente l'artista ha cominciato a "camuffarsi" nel 2006, quando le autorità cinesi hanno deciso di smantellare il Suojia Village, che era il quartiere degli artisti di Pechino. E da allora non ha più smesso realizzando le sue performance mimetiche nelle principali città del mondo, che gli hanno offerto lo spunto per toccare, con le sue opere, temi universali, come il rapporto tra pensiero e potere, uomo e natura, conservazione e distruzione del passato.
Dietro quel suo "gioco percettivo", tra vedo e non vedo, che affascina e sorprende, si nasconde, infatti, un pensiero profondo e inquietante, quello che "non è tanto il corpo a celarsi nell'ambiente, quanto il mondo circostante a inghiottire gli esseri umani, senza lasciar loro possibilità di scelta". Tanto è vero che, se nessuno fa niente o denuncia la situazione, alla fine riesce a invadere perfino i corpi e la mente annullando ogni resistenza.

Il nucleo principale delle opere esposte da Forma riguarda l'Italia, dove questo "artista camaleonte" ha realizzato due diverse serie di fotografie, nel 2008 e nel 2010, scegliendo di mimetizzarsi in alcuni luoghi simbolo del nostro paese, come il Teatro alla Scala e il Duomo di Milano, l'Arena di Verona, alcuni ponti e palazzi di Venezia.
Come fa sempre, Bolin ha scelto questi posti per il loro signficato, che non è soltanto estetico, ma anche culturale e sociale. Il Duomo, infatti, è stato scelto per la sua importanza storica e religiosa e Venezia per la sua relazione con l'Oriente e la sua fragilità, che è strettamente legata al problema del surriscaldamento globale.
Data la provenienza dell'artista, non poteva mancare un riferimento all'Expo, che ha completamente trasformato Shanghai e presto coinvolgerà Milano. Per questo, Bolin ha deciso di lavorare anche all'interno del nuovo Palazzo della Regione, che domina la città e consente di vedere i cambiamenti in atto.

La mostra è accompagnata da un interessantissimo video, prodotto da Mazen, che fa vedere come l'artista realizza le sue performance.
Le immagini sono scandite dalla voce dello stesso Bolin, che racconta come nasce e viene portato a termine il suo lavoro, un'operazione complessa che prevede la collaborazione di una troupe ben rodata, composta da un fotografo, un artista e una restauratrice esperta in trompe l'oeil.
Non si deve comunque pensare che queste opere abbiano più di un autore. Anche se ogni fotografia è frutto di un lavoro complesso e di tante persone, l'unico vero autore, infatti, è soltanto lui, Liu Bolin. E non tanto perché ci ha messo il corpo, ma perché è lui che ha avuto l'idea di realizzare queste performance mimetiche, che ha scelto la location più adatta allo scopo e ha diretto tutte le operazioni.

Dopo Milano, la mostra si trasferirà a Verona, presso la Galleria Boxart, che è stata la prima a far conoscere in Italia questo artista straordinario, che nasconde il suo corpo per farci riflettere sulla negazione dell'identità e di tanti altri problemi che affliggono il mondo d'oggi.

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