Mostre di arte moderna e contemporanea

Frank Lloyd Wright: From Within Outward

15 maggio - 23 agosto 2009

Solomon R. Guggenheim Museum of Art
1071 Fifth Ave., New York, NY 10128
Orari: dom-mer 9-18, ven-sab 9-20, giovedì chiuso

Dopo "Art of Tomorrow", che ha ricordato le figure di Solomon R. Guggenheim (1861-1949) e Hilla Rebay (1890-1967), il Guggenheim Museum di New York rende omaggio a un altro importantissimo artefice della sua storia, l'architetto Frank Lloyd Wright (1867-1959), cui si deve il progetto di questa straordinaria sede museale, che è unanimemente considerata una delle principali icone del '900. Sono, infatti, passati ormai 50 anni da quando questa costruzione è stata inaugurata e non si poteva certo passare sotto silenzio questo anniversario, che combacia anche con la scomparsa di Wright, che, dopo aver seguito le fasi di costruzione del Guggenheim Museum per circa 16 anni, non è riuscito a vederlo finito. È morto, infatti, qualche mese prima della sua apertura.

La decisione di contattare Wright, un architetto famoso che fino ad allora non aveva mai costruito nulla a New York, si deve, come buona parte della collezione iniziale del Guggenheim, a Hilla Rebay, che, dopo aver realizzato il ritratto di Solomon, lo aveva convinto ad acquistare opere di Kandinsky, Gleizes, Léger, Moholy-Nagy e tanti altri artisti innovativi. La prima mostra della Collezione Guggenheim, allestita nel 1939 in un palazzo della 54a Strada, che era stato affittato e chiamato Museum of Non Objective Art, aveva reso evidente, infatti, la necessità di una nuova sede.

Nel 1943 Wright non è più giovanissimo ma, quando la Rebay gli chiede di progettare "un tempio per l'arte nuova, che liberi la gente dalla schiavitù delle cose", e Solomon gli offre una bella cifra e la possibilità di realizzare quello che vuole, accetta l'incarico e crea qualcosa che, all'epoca, è assolutamente inedito per New York. Fino ad allora, infatti, la maggior parte delle costruzioni di questa città erano fatte soltano di travi e pilastri e non si distinguevano certo per originalità.

Non sapendo ancora su quale terreno avrebbe realizzato il suo museo, Wright pensa a diverse soluzioni spostando il corpo centrale in diverse posizioni. Ci sono però alcune intuizioni che rappresentano una costante, come l'idea di dare vita a una specie di Torre di Babele, priva di affacci verso l'esterno anche se poi, in seguito, deciderà di inserire dei lucernari tra i diversi piani.

Lo "strano" edificio spiraliforme di Wright, situato all'incrocio tra la Quinta Strada e l'Ottantanovesima, viene inaugurato il 21 ottobre del 1959. Come molti monumenti che ora sono ammirati da tutti, crea un certo sconcerto e si attira anche diverse critiche. Bastano pochi mesi però e il Guggenheim Museum, grazie anche alla sua strepitosa collezione, diventa una delle principali istituzioni culturali di New York. E da allora non ha mai cessato di esserlo.

La mostra aperta in questi giorni a New York non si limita a raccontare la genesi del museo e l'evoluzione del progetto di Wright. Prende in considerazione, infatti, i principali edifici realizzati dall'architetto americano, compresi quelli che sono stati distrutti o non sono mai stati portati a termine. Sono presenti, infatti, i disegni originali e le ricostruzioni di molti suoi lavori, tra cui residenze private (Herbert Jacob House, 1937), edifici pubblici e religiosi (Beth Sholom Synagogue, 1953), megastrutture urbane (Pittsburgh Point Civic Center, 1947; Plan for Greater Baghdad, 1957).

Il sottotitolo della rassegna, "From Within Outward", si rifà a uno dei concetti chiave di Wright. Per lui, infatti, che era anche un teorizzatore e ha scritto diversi libri, tra cui Architettura e democrazia (1930), Architettura organica (1937), Il futuro dell'architettura (1953), La città vivente (1958), l'architettura doveva svilupparsi dall'interno all'esterno, in armonia con le condizioni del suo essere.
L'uomo e la natura dovevano cercare un punto di incontro ed equilibrio. E lo stesso dovevano fare l'ambiente costruito e l'ambiente naturale. Gli edifici, infatti, secondo lui, dovevano inserirsi armonicamente nel contesto per il quale erano stati creati e rispecchiare, anche nei materiali, la tradizione locale, come fa, la straordinaria Casa della Cascata del 1939 (Kaufmann House, nota come Fallingwater), che è considerata il suo capolavoro.

Il percorso espositivo, strutturato per lo più in senso cronologico, ripercorre la carriera e il pensiero di Wright attraverso disegni, progetti, plastici, documenti, filmati ecc. ed è arricchito da alcune installazioni sonore, grazie alle quali si possono ascoltare le voci e i pareri di chi lo ha conosciuto o ha lavorato con lui.

La mostra, realizzata dalla Guggenheim Foundation in collaborazione con la Frank LLoyd Wright Foundation, è accompagnata da un bel catalogo, edito da Skira / Rizzoli, e da un libro commemorativo, che ricorda i 16 anni di gestazione del museo.

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