Mostre di arte moderna e contemporanea

Scritture silenziose

24 settembre - 31 ottobre 2009

Palazzo Dugnani
Via Manin 2, Milano
Info. 02-8068821
Orari: mar-dom 9:30-19:30, lun 14:30-19:30. Ingresso libero

L'Isola di Pasqua, situata nell'Oceano Pacifico, a 3.500 Km dalle coste del Sud America, è uno dei luoghi più affascinanti e suggestivi del pianeta, ma il suo patrimonio culturale, caratterizzato da enormi statue di antenati/divinità, corre gravi pericoli. Per questo, la casa di moda Louis Vuitton ha deciso di dar vita al progetto "Moai: Journey of Light", che si propone di far conoscere a tutti la bellezza di quel territorio misterioso e dar vita a una Fondazione, Rapa Nui, che si curi della sua tutela e preservazione.

Il primo passo è stato la realizzazione di una mostra, "Scritture Silenziose", che ha coinvolto un gruppo di artisti contemporanei (Claude Closky, Tracey Emin, Wade Guyton/Kelley Walker, Ni Haifeng, Jenny Holzer, Idris Khan, Joseph Kosuth, Barbara Kruger, Ernesto Neto, Giuseppe Penone, Robin Rhode, Marco Nereo Rotelli, Charles Sandison, Sun7, Lawrece Weiner), invitandoli a dialogare con alcune enigmatiche tavolette Rongo Rongo del XVII-XVIII secolo di proprietà dei Musei Vaticani, che alcuni ritengono "bastoni per recitare", ma non sono mai state decifrate.

L'esposizione, proposta con successo all'Espace Culturel Louis Vuitton, arriva ora a Milano, che, come Parigi, è una delle capitali della moda e dell'editoria, una città aperta al mondo e alle sue bellezze. Come spazio è stato scelto Palazzo Dugnani, che il Comune ha deciso di trasformare in museo dell'audiovisivo e ben si presta quindi a ospitare una mostra in cui convivono scritte, immagini, filmati e installazioni.

La rassegna, suddivisa in sezioni tematiche, che tengono conto di alcuni elementi cardine del linguaggio, che sono impronte, tracce, simboli e scritture, propone le opere di 15 artisti internazionali di diversa formazione, che hanno tentato di donare una nuova vita ai glifi contenuti sulle tavolette dell'Isola di Pasqua, instaurando, con le loro interpretazioni, un suggestivo dialogo tra antico e moderno, mistero e illuminazione. Quei segni, tracciati da chissà chi, infatti, sono indecifrabili, muti, e la loro magia risiede proprio in questa natura incomprensibile, che si vorrebbe svelare, ma non si può.
L'unica cosa che si può fare è supporre, immaginare, inventare, e gli artisti lo sanno fare meglio di chiunqe altro. Ecco perché ci si è rivolti a loro per dare un senso, sia pure parziale o di fantasia, a questi scritti.
Le loro opere, intense, allusive, cariche di pathos, hanno il compito, certo non facile, di far apparire ciò che non si conosce perché non si ha la chiave del rapporto tra significato e significante, forma e sostanza, contenuto e contenitore. Si situano, quindi, nell'incerto e indefinibile spazio fra pensiero e immagine, dicibile e indicibile, cercando di far capire ciò che non si riesce a comprendere perché non si hanno a disposizione i codici interpretativi.
Il segreto conservato in questi segni, in questi messaggi, che secondo alcuni avrebbero un valore magico religioso, si trasforma quindi in allusione, metafora, simbolo, sollecitazione artistica, momento di riflessione e confronto.

La selezione degli artisti, curata da Hervé Mikaeloff, è stata fatta tenendo conto della loro notorietà, ma anche del loro interesse nei confronti di tutto ci&aograve; che ha a che fare con la memoria e la traccia. Ed è questo il motivo per cui alcune opere sono state realizzate per l'occasione mentre altre sono preesistenti.

La mostra, che viene inaugurata durante la Settimana della moda, è a ingresso libero. Rientra, infatti, nel progetto "La cultura è di moda", che, al pari di molti altri, varati dal Comune, ha lo scopo di avvicinare il grande pubblico alla cultura trasformando Milano in una vera e propria città d'arte, aperta al mondo e alla multidisciplinarietà.
L'arte, infatti, come ha detto l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory non deve essere mai fine a se stessa, ma insegnare a conversare con gli altri.

Il progetto "Moai: Journey of Light" non si esaurisce con questa mostra. Dopo la nascita della Fondazione Rapa Nui, verrà dato il via, infatti, al restauro di una statua Moai, scelta dagli abitanti dell'Isola di Pasqua, che nel 2010 verrà esposta a Parigi, nel Jardin des Tuileries, come simbolo di un impegno che oltrepassa i tempi e i confini.

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