Mostre di arte moderna e contemporanea

Monet. Il tempo delle ninfee

30 aprile - 27 settembre 2009

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Nel 1890 Claude Monet, che è uno dei più importanti pittori impressionisti ed è entrato a far parte della scuderia di Paul Durand-Ruel, ha finalmente i soldi per soddisfare uno dei suoi sogni, acquistare una casa a Giverny, un piccolo villaggio lungo la Senna. E visto che ha sempre amato la natura, i fiori, gli alberi, i corsi d'acqua, decide di creare un bel giardino, un luogo emozionante, ricco di colori, di contrasti, di vita, che possa essere di ispirazione per i suoi dipinti.

Aiutato da Georges Clemenceau, che è un influente personaggio politico ma anche un suo grande amico, pianta rododendri, azalee, cotogni, felci, ciliegi e salici. Il risultato comunque non lo soddisfa. Ed è così che, nel 1893, a dieci anni dal suo primo soggiorno in questa località, dopo aver acquistato un altro pezzetto di terreno, decide di realizzare uno stagno, sormontato da un ponticello di gusto orientale, dove mettere a dimora diverse specie di ninfee. Nasce così quell'incantevole giardino giapponese che da allora in poi diventerà il soggetto principale dei suoi dipinti e che, oggi, è una delle mete più gettonate dai turisti, che visitano Parigi e la Normandia.

La mostra allestita a Palazzo Reale, curata da Claudia Beltramo Ceppi, propone 20 opere di Monet che arrivano dal Musée Marmottan di Parigi, che ospita anche il famosissimo Impression, soleil levant (1873).
Dipinte tra il 1887 e il 1923, quando l'artista lavora ormai per cicli cercando di trasmettere emozioni e sensazioni, spesso legate alla variazione dello stesso tema in diversi momenti della giornata o dell'anno, ci consentono di ammirare la bellezza e la varietà del suo giardino e della sua pittura, che via via che passa il tempo diventa sempre più astratta e rarefatta. Le forme, infatti, si sfaldano e si amalgamano tra loro in un tripudio di colori e bagliori, realizzando quello che, visto da vicino, Clemenceau definisce "un baccanale di colori scorretti... ", ma che, osservato alla giusta distanza, riesce a dar vita a qualcosa di assolutamente straordinario, ossia alla sensazione di vivere tutt'uno con la natura.

Visto che Monet era un appassionato collezionista di stampe ukiyo-e e ha sempre dimostrato grande interesse per l'arte giapponese e le sue vedute in serie, lungo il percorso espositivo si possono ammirare alcune preziose opere di Hokusai (1760-1849) e Hiroshige (1797-1858), che provengono dal Musée Guimet di Parigi, e alcune fotografie dell'Ottocento, dipinte a mano, che ritraggono giardini orientali.
Altre immagini ricordano invece la casa e il giardino di Giverny, dove Monet ha passato l'ultimo periodo della sua vita attorniato dai suoi fiori e dai suoi lavori.

La mostra è accompagnata da un bel catalogo, edito da Giunti Editore, che contiene i testi di importanti studiosi, come Marco Fagioli, Hélène Bayou, Michael Draguet, Jacques Taddei e Delfina Rattazzi.

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