Mostre di arte moderna e contemporanea

Emilio Longoni. 2 Collezioni

22 ottobre 2009 - 31 gennaio 2010

GAM - Galleria d'Arte Moderna
Via Palestro 16, Milano
Info: 02-76340809
Orari: mar-dom 9-13 14-17:30, lunedì chiuso. Ingresso libero

La Galleria d'Arte Moderna è un museo ricco di capolavori, ma la gente spesso non sa neppure che esiste.
Per ovviare a questa situazione, lo scorso anno, il Comune ha deciso di dar vita al progetto "Milano si racconta", che prevedeva l'organizzazione di una serie di manifestazioni ed eventi culturali a Villa Belgiojoso Bonaparte, dove si trova la sede della GAM.
L'iniziativa ha riscosso un grande successo e, dopo aver dato spazio a incontri, concerti, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali e performance, l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ha pensato che fosse giusto promuovere anche una mostra su un artista presente all'interno della collezione museale.

La scelta è caduta su Emilio Longoni (1859-1932), che è stato uno dei più grandi artisti lombardi, attivi tra '800 e '900. Come Giovanni Segantini, che ha conosciuto nel 1875 alla scuola serale di Brera, ha fatto parte, infatti, della prima generazione dei pittori divisionisti, anche se ha mantenuto sempre un'impronta personale, evidente nel modo di stendere il colore.
Un sostegno fondamentale, senza il quale probabilmente, questa mostra non avrebbe visto la luce, è arrivato dalla Banca di Credito Cooperativo di Barlassina, che ha supportato questa iniziativa mettendo a disposizione della GAM i fondi necessari al restauro di diverse opere e alcuni capolavori. La BCC possiede, infatti, diverse opere di questo artista, che è nato a Barlassina 150 anni fa.

La mostra, curata da Giovanna Ginex, presenta soltanto 23 opere, ma, grazie a un'accurata selezione dei dipinti, riesce a delineare perfettamente l'evoluzione stilistica e poetica di Longoni. Il percorso espositivo si apre, infatti, con alcune nature morte, spiccatamente realiste, che l'artista ha eseguito negli anni '80 dell'800 per decorare le boiseries e le stanze di alcune ville della ricca borghesia milanese, e si conclude coi paesaggi divisionisti degli ultimi vent'anni di attività, in cui il dato naturalistico assume un valore simbolico e Longoni arriva a un passo dall'astrazione. Grazie al procedimento di lisciatura (stiratura) della pittura, usato dai restauratori, l'artista riesce, infatti, a trasferire su tela quell'atmosfera, intima e spirituale, rarefatta e senza tempo, che si può respirare soltanto in alta montagna, a stretto contatto con la natura.
Altri momenti fondamentali della carriera di Longoni sono ricordati da una delle sue più note e discusse opere di impegno politico, L'oratore dello sciopero (1890-91), che, all'epoca, fece scanadalo per il tema trattato e per la tecnica utilizzata, che era già quella divisionista, e da alcuni ritratti, tra cui spicca un bellissimo Studio dal vero (1896) di giovinetta, che testimonia la grazia e la maestria con la quale l'artista era solito raffigurare i volti delle fanciulle.

La rassegna, interessante di per sé, ha anche un importante valore conoscitivo. Le indagini scientifiche e gli interventi di restauro, che l'Università degli Studi di Bergamo e Giovanni Rossi hanno realizzato sulle opere della GAM, hanno permesso, infatti, di scoprire alcuni aspetti inediti della pittura di Longoni, che la mostra e il catalogo, edito da Skira per la Banca di Barlassina, mettono in evidenza con dovizia di particolari, offrendo agli studiosi nuovi e preziosi strumenti di lavoro.

Dopo aver ammirato i dipinti di Longoni, non si può perdere l'occasione di visitare la Galleria d'Arte Moderna, che conserva splendide opere di Pellizza da Volpedo, Segantini, Medardo Rosso, Marino Marini e tanti altri.
Ben rappresentata è anche la Scapigliatura lombarda, ma, fino al 22 novembre, la parte di collezione che riguarda questo movimento è esposta a Palazzo Reale, dove è allestita una bella mostra su questo "pandemonio", che voleva cambiare l'arte.

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