Mostre di arte moderna e contemporanea

Cristina Iglesias. Il senso dello spazio

30 settembre 2009 - 21 marzo 2010

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35, Milano
Tel. 02-89075394
Orari: mer-dom 11-19 (ingresso fino 18), gio 11-22 (ingresso fino 21). Il 3 ottobre, Giornata del Contemporaneo, la mostra è gratuita. Dal 25 dicembre 2009 al 5 gennaio 2010 chiuso

La Fondazione Arnaldo Pomodoro, che fin dalla nascita si è proposta come un luogo aperto a tutte le manifestazioni scultoree, da quelle più tradizionali a quelle più innovative, ha deciso di dedicare la prima grande mostra della nuova stagione espositiva a Cristina Iglesias, una delle più interessanti e originali scultrici contemporanee, che ha avuto l'onore di rappresentare per ben due volte (1986 e 1993) la Spagna alla Biennale di Venezia ed è stata coinvolta nella realizzazione del nuovo ingresso del Prado.

La mostra, curata da Gloria Moure, presenta una serie di 19 opere, realizzate tra il 1987 e oggi, che provengono da importanti collezioni pubbliche e private, tra cui quella dell'artista. Ve ne sono comunque tre che sono state concepite appositamente per gli spazi della Fondazione, e, una volta ultimata l'esposizione, entreranno a far parte del suo patrimonio. Arnaldo Pomodoro, infatti, è un grande estimatore di questa artista, che lo ha stregato fin dalla prima volta per il suo "uso dei materiali poveri, quelli usati nelle architetture" e, in seguito, per il suo modo di "trasfigurare l'ambiente espositivo in un "paesaggio magico, che è anche paesaggio interiore, territorio della mente, in cui (è possibile) scoprire e verificare una serie di eventi e trasformazioni iniziatiche".

Cristina Iglesias, infatti, fa parte di quella generazione di artisti, che, a partire dagli anni '80, hanno completamente trasformato il concetto di scultura dando vita a quelle che vengono comunemente chiamate "installazioni". Le opere che produce utilizzando i materiali (cemento, ferro, ottone, bronzo, acciaio, vetro, alabastro, foglie, rami e resine) e le tecniche più disparate (calco, fusione, bassorilievo, serigrafia), si caratterizzano, infatti, per un uso singolare dello spazio e per la creazione di strutture architettoniche, che il più delle volte prendono le sembianze di labirinti, luoghi esperienziali e suggestivi, che attraggono, emozionano e mirano al coinvolgimento, fisico e psichico, dello spettatore. Il loro interno, infatti, non è mai neutro e può trasformarsi in selva, radura, antro o caverna. Le pareti invece possono essere in pietra, in legno, in metallo o assomigliare a delle ragnatele, da cui traspaiono parole e messaggi difficili da decifrare ma, proprio per questo, ancora più suggestivi e intriganti.
La luce, l'acqua, i riflessi, le ombre, gli elementi naturali giocano un ruolo particolare all'interno di queste opere raffinate, profonde e poetiche, che invitano a riflettere e meditare, ma non mancano riferimenti al passato e alla storia dell'arte, che non è solo quella degli anni '60, quando si sviluppa l'Arte Povera, ma anche quella della tradizione barocca, di cui l'artista riprende la capacità di confondere vero e falso, realtà e illusione.

Il percorso espositivo è libero. Ognuno, infatti, ha la possibilità di inventare il suo "viaggio iniziatico", sperimentando le diverse combinazioni di forma e materia, che l'artista ha preparato e che aspettano soltanto l'intervento del visitatore per diventare vive. Non esiste, infatti, un solo significato, ma tanti quanti sono le persone che decidono di provare questa esperienza. Ci sono comunque dei temi di fondo, tra cui spicca, come afferma Angela Vettese, direttore della Fondazione Pomodoro, l'"idea di Arcadia come incontro mitico, mai raggiungibile del tutto, tra uomo e materia e quindi tra naturale e artificiale". Anche se l'uomo non è mai direttamente raffigurato, la sua presenza, infatti, è costantemente evocata da quelle che sono le sue scritture, i suoi manufatti (arazzi e tappezzerie), le tettoie e i luoghi che usa per ripararsi e proteggersi.

La rassegna gode del patrocinio della Regione Madrid, che da alcuni anni porta avanti un'iniziativa, "MADE in MAD", che ha lo scopo di promuovere la cultura madrilena in giro per il mondo. La manifestazione, che ha già fatto tappa a Barcellona (2007) e Berlino (2009), dal 12 al 21 ottobre 2009 arriverà, infatti, a Milano con proposte e iniziative che spaziano dalla moda all'arte, dal cinema al teatro, dalla gastronomia al turismo.

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