Mostre di arte moderna e contemporanea

Maurice Henry. Une poétique de l'humour

4 dicembre 2009 - 14 marzo 2010

Galleria del Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline
Corso Magenta 59, Milano
Tel. 02-48008015
Orari: mar-dom 10-18, lunedì chiuso

Maurice Henry (1907-1984) è stato un assiduo frequentatore di Milano, dove ha soggiornato più volte a partire dal 1964, segnando, con la sua presenza, la vita culturale della città.
Si trovava così bene, che, nel 1968, dopo aver abbandonato la carriera di disegnatore umoristico, decise di trasferirsi qui definitivamente.
Da allora sono passati più di 40 anni e il suo nome è stato un po' dimenticato. Per questo, il Credito Valtellinese ha pensato che fosse giusto ricordare questo grande intellettuale francese, che è stato poeta, disegnatore, pittore, scenografo e regista, con un'ampia antologica, che ripercorre la sua multiforme produzione artistica attraverso 300 opere, tra cui foto, disegni, cortometraggi, oggetti-sculture e dipinti su tela.

Surrealista per vocazione, Henry era entrato a far parte del movimento di Breton nel 1932. In precedenza, infatti, aveva militato in un gruppo rivale e complementare, quello de Le Grand Jeu, che si proponeva di "rimettere tutto in questione in ogni attimo" e "ridare senso ad un mondo che non ne aveva più".
A indirizzarlo su questa strada erano state l'assurdità e la violenza della guerra, che lo avevano convinto della necessità di rifugiarsi in mondi diversi, più puri e innocenti, come quelli della poesia e del sogno, di cui gli sembrava di possedere tutte le leve di comando. E fu proprio per dar forma alle sue visioni oniriche che cominciò ad accostare tra loro due o più realtà "in apparenza inaccoppiabili", dando vita a strani e inquietanti "animali", che producevano un formidabile effetto di spaesamento.

Il successo della sua opera, che molti purtroppo non hanno ancora avuto modo di vedere, è legato a immagini ambigue ed enigmatiche, umoristiche e sovversive, ma tutt'altro che ingenue, con le quali Henry, che può essere considerato l'iniziatore dell'"humour noir", cercava di addolcire gli aspetti crudeli della vita e, soprattutto, il timore della morte, che era ben radicato in lui. Una risata, un moto di spirito spesso riescono, infatti, a sopire emozioni penose come la pietà, la rabbia o il dolore.
Probabilmente ci riusciva. Breton, infatti, non vedeva l'ora di guardare, ogni mattina, i disegni che Henry aveva realizzato per i giornali con cui collaborava. In essi ritrovava, infatti, la freschezza originaria dell'immagine surrealista, la sua capacità di comprendere il mondo.

La mostra è curata da Dominique Stella e Guido Peruz.

Links ad altre pagine di Artdreamguide correlate