Mostre di arte moderna e contemporanea

Frank O. Gehry dal 1997

27 settembre 2009 - 10 gennaio 2010

Triennale
Viale Alemagna 6, Milano
Tel. 02-724341
Info: 10:30-20:30, gio 10:30-23, lunedì chiuso

Il Guggenheim Museum di Bilbao è stato inaugurato il 19 ottobre 1997 e fin dall'inizio ha portato con sé tutta una serie di conseguenze, che non hanno riguardato soltanto la vita del suo autore, l'architetto Frank O. Gehry. Oltre ad aver avuto un notevole impatto sul destino economico e sociale di questa cittadina basca, che ha scelto di superare la crisi industriale puntando sul turismo culturale, ha introdotto, infatti, delle grandi novità sia in campo architettonico che in ambito museale.
L'interesse suscitato dal Guggenheim Museum di Bilbao ha, infatti, ridato slancio alla pratica, diffusa negli anni '80, di affidare la costruzione di spazi museali a grandi firme dell'architettura internazionale, che si sono sbizzarrite a creare edifici stupefacenti, in grado di attirare il pubblico più delle mostre e delle collezioni in essi contenute. Ha dato impulso inoltre all'uso del computer, l'unico in grado di dar vita a progetti strutturalmente così complessi come quelli di Gehry, che, infatti, lavora utilizzando un software molto particolare, chiamato Catia.
La presenza di questo aspetto tecnologico poco toglie comunque alla manualità e artigianalità del lavoro di Gehry e basta guardare i suoi schizzi e modelli per rendersene conto. La componente emotiva, fisica, istintuale è, infatti, sempre molto forte, soprattutto nella fase iniziale, quando l'architetto sembra trarre ispirazione dalla sua fantasia e da tutto quello che gli sta intorno, quasi fosse un bambino alle prese coi mattoncini del Lego e altri oggetti.

Data l'importanza di questo museo, che è ormai diventato il simbolo di Bilbao, la Triennale di Milano ha deciso di festeggiare gli ottant'anni di Gehry partendo proprio da qui. Non si deve comunque dimenticare che, anche prima del 1997, questo architetto, che ha origini canadesi, ha realizzato progetti importanti, come il California Aerospace Museum di Los Angeles (1984) o il Vitra Design Museum di Weil am Rhein (1989), e ha ottenuto inoltre il Pritzker Prize (1989), che è uno dei più prestigiosi premi internazionali dedicati all'architettura.

La mostra, curata da Germano Celant, invita alla scoperta del fantastico mondo di Gehry presentando, attraverso modelli, fotografie, disegni, video e strumenti interattivi, alcune opere che ha ideato dopo il 1997.
I progetti, che sono per lo più inediti, sono stati selezionati insieme al loro autore, che, per ciascuno di essi, ha ricordato un aneddoto o un pensiero.
Il percorso espositivo si apre con il Guggenheim Museum di Bilbao e prosegue con la Walt Disney Concert Hall, completata nel 2003, le tre torri del Neue Zollhof di Düsseldorf (1994-2001), il DZ Bank Building di Berlino (1995-2001), il Ray and Maria Stata Center for Computer di Cambridge (1998-2004), l'Art Gallery of Ontario di Toronto (2000-2008), il Jay Pritzker Pavilion (1999-2004) di Chicago (1999-2004), l'Interactive Corporation Headquarter di New York (2003-2007) e alcuni lavori tuttora in corso di realizzazione, come la Fondation Louis Vuitton di Parigi, l'edificio in Beekman Street a New York e l'attesissimo Guggenheim Museum di Abu Dhabi.
L'impressione che si ha vedendo questi progetti uno accanto all'altro è che l'architetto abbia operato alternando tra loro tre tipi di strutture, che in senso lato si possono ricondurre alle linee dure e spezzate della Gehry House di Santa Monica, così osteggiata dai vicini, alle forme sinuose e ondulate del Vitra Museum di Weil am Rhein, riproposte nel Guggenheim di Bilbao e nella Walt Disney Concert Hall, agli edifici sghembi e un po' sgraziati della Dancing House di Praga, che sembrano trovare un corrispettivo nei palazzi di Düsseldorf e nella Torre di New York. Una scelta che per alcuni, come Marthy Filler, sarebbe dettata da una sorta di ripetizione ("logo-tettura") e che l'interessato riconduce invece alle richieste dei committenti, che, come è successo nel caso di Beekman Street, vogliono quella forma proprio perché tipica di Gehry.
Un posto a sé, per visionarietà e inventiva, merita sicuramente il progetto presentato nel 2006 per l'Atlantis Sentosa di Singapore. In esso, infatti, Gehry mescola, con abilità e fantasia, naturale e artificiale, reale e virtuale dando vita a un universo magico ed esperienziale davvero particolare, popolato da architetture che sembrano creature marine e si integrano perfettamente nel lussureggiante paesaggio dell'isola.

La mostra è accompagnata da un bel catalogo, edito da Skira, dove sono illustrati i progetti realizzati o ideati da Gehry a partire dal 1997.
Lungo il percorso espositivo sono posizionati diversi video, che presentano altri lavori di Gehry e raccontano i retroscena di alcune scelte effettuate da questo importantissimo "architetto scultore", che ha ottenuto celebrità e onori, ma ha sempre invidiato la libertà dei pittori.

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