Mostre di arte moderna e contemporanea

Forattini: coraggio, libertà, sberleffo

3 luglio - 27 settembre 2009

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Da 36 anni Giorgio Forattini fa conoscere ai suoi affezionati lettori quello che pensa della politica e della società italiana con tratti rapidi e graffianti, frasi brevi e incisive, coraggio e libertà. È giusto quindi che Milano gli renda omaggio con una grande antologica, che fa capire quanta maestria e arte ci sia nei suoi disegni satirici. Quelli di Forattini sono, infatti, dei veri e propri capolavori di ironia, che mettono alla berlina gli usi e i costumi degli italiani e, soprattutto, dei loro politici.

La mostra, curata da Gherardo Frassa, ha un andamento cronologico e labirintico. Il percorso espositivo, introdotto da un video che racconta le tappe principali della carriera di Forattini, è suddiviso, infatti, in diverse sezioni, che, proponendo i disegni dell'artista su diversi supporti (gigantografie, sagome ritagliate, sculture, video, installazioni, giochi di società ecc.), ricordano l'evoluzione della storia e della politica italiana con qualche sporadica incursione in ambito internazionale (Reagan, Castro, Clinton, Bush, Putin, Obama ecc.).
Spazi particolari sono dedicati ai personaggi che sono stati i principali protagonisti della storia del Bel Paese. Ecco allora gli Anni Settanta, dominati dalla personalità di Amintore Fanfani e dal referendum sul divorzio, dalla morte di Aldo Moro, dal governo Andreotti e dalla nomina di Papa Woityla. Gli Anni Ottanta, caratterizzati dalla formula del pentapartito, dalle figure di Spadolini, Craxi e Cossiga, dalla morte di Berlinguer, e, sul fronte estero, dall'attentato al Papa e dalle elezioni di Gorbaciov e Bush.

Gli Anni Novanta segnano una svolta epocale. Non solo si assiste alla nascita della Lega, ma l'Italia deve fare i conti con Mani pulite. È l'ora di Antonio di Pietro, che mette in croce politici e amministratori di diversa provenienza, tra cui personaggi di primo piano come Occhetto e Craxi, che sostiene che nessuno è colpevole perché lo sono tutti.
Si arriva così a quella che viene definita la II Repubblica. È quella inaugurata da Silvio Berlusconi, che, nel 1994, dopo aver fondato Forza Italia, scende in politica e stravince le elezioni.
Il governo comunque ha vita breve. Due anni dopo, infatti, troviamo in sella Romano Prodi, che però non dura a lungo. L'unione tra Berlusconi e Bossi, datata 2000, ha la meglio, infatti, sulle forze dell'Ulivo, che comincia a mostrare le sue divisioni interne.
Sei anni dopo Prodi torna al potere, ma la sua maggioranza è così esigua che ha difficoltà a governare ed è costretto alle dimissioni.
Nel 2008, l'Italia va nuovamente alle elezioni e Berlusconi, Bossi e Fini, ottengono la maggioranza battendo Walter Veltroni, nuovo capo del PD.
Tra alti e bassi, scandali, proteste e apprezzamenti, sono ancora lì. E Forattini continua ogni giorno a raccontarci le loro avventure, i loro scontri, le loro gaffe, cui si uniscono quelle dell'opposizione. Per lui, infatti, nessuno è perfetto, né a destra né a sinistra, e tutti possono essere protagonisti dei suoi disegni. Un timore, ma anche un onore dato che, come sostiene Andreotti, che è stato uno dei soggetti preferiti di Forattini, "se sei bersaglio della satira vuol dire che sei al centro della vita politica".

Visto che questa è una "storia in progress", l'ultima sezione della mostra si presenta come una sorta di cantiere, in continuo riallestimento. Man mano che creerà le sue vignette, infatti, Forattini le presenterà anche qui affinché la mostra risulti sempre aggiornata sull'attualità.

A fermare la sua indole satirica è solo la morte. Un'area della mostra è dedicata, infatti, alle vignette commemorative, che Forattini ha realizzato per ricordare la scomparsa di alcuni personaggi, cui era legato da stima e affetto. Si trovano qui Fellini, Crepax, Schulz, ma anche Berlinguer, che aveva conosciuto da giovane quando lavorava per "Paese Sera", il primo giornale che gli aveva offerto una possibilità.

Prima di conquistare la prima pagina dei quotidiani nazionali, Forattini ha fatto, infatti, diversi anni di gavetta come creatore di slogan pubblicitari e come impaginatore e solo nel 1973 ha cominciato a pubblicare i suoi disegni. Da allora però non si è più fermato e, dopo la vignetta d'esordio, creata per "Panorama", ha realizzato più di 10.000 opere collaborando con "La Repubblica", "La Stampa", "Il Giornale", "Il Quotidiano Nazionale".
La sua carriera è stata costellata da tanti successi, ma non sono mancate neppure le polemiche e anche qualche querela, come quella intentata da D'Alema, che non aveva gradito il suo intervento sul caso Mitrokhin. Alla fine comunque ne è uscito sempre bene anche se continua a battersi per la libertà di satira, che considera fondamentale.

Dopo Milano, la rassegna su Forattini si sposterà in altre città italiane per far conoscere a tutti, anche ai più giovani, i fatti e i misfatti degli ultimi 36 anni di storia italiana.

L'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory ha approfittato dell'inaugurazione di questa rassegna per anticipare che, a breve, Milano avrà un nuovo museo, dedicato alla storia del fumetto internazionale. Il nuovo spazio, che troverà posto in Viale Campania 12, dove un tempo c'era la fabbrica della Motta, dedicherà una sezione particolare a Forattini, grande maestro di satira e di ironia.

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