Mostre di arte moderna e contemporanea

Magdalena Abakanowicz. Space to experience

10 aprile - 26 giugno 2009

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35, Milano
Tel. 02-89075394
Orari: mer-dom 11-18 (ingresso fino 17), gio 11-22 (ingresso fino 21)

La Fondazione Arnaldo Pomodoro ha deciso di rendere omaggio a una grande scultrice, l'artista polacca Magdalena Abakanowicz, che in Italia non ha ancora avuto il dovuto riconoscimento ma all'estero è molto apprezzata. Il fatto di essere nata in un paese molto attivo sul piano culturale e letterario, ma assolutamente carente dal punto di vista della ricerca artistica, legata a un realismo di tipo socialista, non le ha impedito, infatti, di proporre opere innovative sia per quanto riguarda la forma che i materiali adottati, di vincere un premio importante come la Medaglia d'Oro della Biennale di San Paolo (1965), di rappresentare la Polonia alla Biennale veneziana del 1979 ed esporre nei più prestigiosi musei internazionali. Un risultato che, agli inizi, nessuno avrebbe potuto prevedere dato che la sua opera veniva considerata, a torto, poco più di un'attività artigianale e che, fino al 1962, le sue enormi sculture tessili (Abakans) trovavano visibilità soltanto all'interno di rassegne dedicate all'arazzeria e alla tessitura.

La mostra, curata da Angela Vettese, propone 11 gruppi di grandi sculture, realizzate in diversi momenti della sua carriera. Di volta in volta fragili, deperibili o possenti, testimoniano la sua versatilità nell'uso dei materiali (corde, iuta, filati, bronzo, corten, acciaio inossidabile, alluminio, laterzi e mattoni), la sua straordinaria abilità manuale e la sua sensibilità. Non rendono comunque più semplice una collocazione del suo lavoro. L'artista, infatti, ha sempre operato in assenza di regole, senza far parte di un gruppo o riconoscersi in certi autori.

Qualcuno ha proposto delle somiglianze col Gruppo Antiform o con le ricerche di Joseph Beuys ed Eva Hess, dell'Arte Povera o di Louise Bourgeois. Ma la Abakanowicz non sembra aver avuto contatti con questi artisti.
Altri hanno individuato tra i temi ricorrenti nelle sue opere quelli connessi all'erotismo e alla femminilità. Ma le sue sculture parlano anche di solitudine, ansia, oppressione e liberazione, di nascita, amore, odio, distruzione e morte. "Esprimono una richiesta spirituale o filosofica" e un inesauribile desiderio di sondare la condizione umana.

Quello che è certo, ed è confermato anche dal titolo che l'artista ha voluto dare a questa rassegna, è che la mostra va valutata e vissuta nel suo complesso, come un unico campo di esperienza, in cui dar sfogo a paure, disagi, sentimenti, stupori e scoperte. Secondo la Abakanowicz, infatti, "la scultura testimonia l'evolversi del senso della realtà dell'uomo, e soddisfa la necessità di narrare ciò che non può essere espresso con parole... senza queste pietre miliari della sua odissea spirituale, l'uomo sarebbe perso nelle tenebre".

La rassegna è accompagnata da un interessante catalogo, pubblicato dalla Fondazione Pomodoro. Oltre al saggio di Angela Vettese è presente un intervento di Frances Morris, curatore della Tate Modern di Londra, che racconta gli esordi della Abakanowicz.

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