Mostre di arte moderna e contemporanea

Van Gogh. Disegni e dipinti
Capolavori dal Kröller-Müller Museum

18 ottobre 2008 - 8 febbraio 2009

Museo di Santa Giulia
Via Musei 81/B, Brescia
Info. 0422-429999
Orari: lun-gio e dom 9-19, ven-sab 9-20. 1 genn 11-19, 24-25-31 dic chiuso

Dopo aver raccontato con successo le Storie di pittura dal Nuovo Mondo tentando l'avventura in campi nuovi e poco conosciuti, Marco Goldin torna ai vecchi amori e precisamente a Vincent Van Gogh, al quale ha già dedicato una bella mostra nel 2005, che aveva come protagonista anche Gauguin.

L'artista è lo stesso di allora, ma l'operazione è completamente diversa. Nel 2005, infatti, il motivo di fondo era l'uso innovativo e sperimentale del colore, ora invece si parla quasi esclusivamente di disegno. Una disciplina che spesso, e a torto, si considera secondaria o preparatoria e che, invece, per alcuni artisti, tra cui Van Gogh, ha un valore e un'importanza fondamentale. Come sottolinea più volte nei suoi scritti, esso rappresenta infatti per lui un'educazione alla pittura.

Le opere esposte arrivano tutte dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, che può vantare una delle più strepitose collezioni dell'artista olandese, seconda soltanto a quella del Van Gogh Museum di Amsterdam.
A darle vita è stata Hélène Kröller-Müller (1868-1939), una lungimirante signora tedesca, sposata con un olandese, che, disponendo di un'ingente fortuna e notevole fiuto, decise di coltivare la sua passione per l'arte acquistando opere di qualità, che, nel 1935, mise a disposizione della collettività.
Il primo Van Gogh lo comprò nel 1908, tre anni dopo aver iniziato la sua raccolta, ma il colpo più grosso lo fece nel 1928, quando riuscì a impadronirsi di un'intera collezione olandese, dove figuravano più di 100 disegni di questo artista straordinario.

La mostra allestita al Museo di Santa Giulia, strutturata in senso cronologico, analizza il rapporto che Van Gogh aveva con il disegno, e, nel farlo, fa spesso riferimento al suo epistolario. È qui, infatti, che l'artista racconta tutto ciò che gli capita, giorno per giorno: i suoi viaggi, le sue scoperte, le sue sconfitte, le sue sofferenze, il perché di certe scelte, che riguardano soggetti e tecniche.

Il viaggio all'interno della vita e delle opere di Van Gogh comincia intorno al 1880, quando Vincent, deciso a intraprendere la carriera artistica, inizia a copiare le opere dei maestri del passato, che trova all'interno dei manuali di disegno, e quelle di Jean-François Millet, che conosce attraverso il fratello Theo.
La prima svolta importante si ha nel 1881, quando Vincent, lasciati il Borinage e Bruxelles, si trasferisce a Etten. È qui infatti che Van Gogh comincia a trasferire su carta ciò che vede nella realtà.
Le prime opere raccontano la vita di poveri e contadini, le attività dei ceti più bassi, ma quando si trasferisce all'Aia realizza anche paesaggi e disegni da modello. Ha infatti trovato una donna, Sien Hoornik, che posa per lui e questo gli permette di realizzare diversi studi di figure.
Nel 1882 qualcosa cambia. Incoraggiato dal fratello Theo e da Tersteeg, che era stato il suo direttore quando lavorava alla Galerie Goupil dell'Aia, Van Gogh comincia infatti a cimentarsi con il colore, che tuttavia, in questo periodo della sua vita, resta ancora una pratica sporadica.

Nel 1883 Van Gogh si reca nella regione del Drenthe sperando di trovare nuovi spunti per i suoi lavori, ma la gente è diffidente e restia a farsi ritrarre. L'artista allora ripiega sul paesaggio dando vita ad alcuni straordinari lavori crepuscolari, che, per il tratteggio, sembrano quasi opere grafiche.
Il soggiorno in quelle terre inospitali non dura molto. Van Gogh, infatti, dopo soli tre mesi, decide di ripartire e si trasferisce a Nuenen, dove il padre è stato nominato pastore.
È qui, in questa regione del Brabante, che l'artista realizza alcuni dei suoi disegni più belli, dapprima paesaggi e poi figure.
Siamo ormai nel 1884 e Van Gogh mette mano a una delle sue serie più celebri, gli "Studi di teste", che lo porteranno alla creazione di quello che è considerato il suo primo capolavoro, I mangiatori di patate (1885), di cui il Kröller-Müller Museum conserva una delle due versioni.

Nel 1886 Van Gogh arriva finalmente a Parigi, dove vive il fratello Theo, che lavora come mercante d'arte per Goupil.
Il trasferimento in questa città, brulicante di colori e di vita, e l'incontro con gli Impressionisti hanno su di lui un'influenza straordinaria e i suoi lavori - acquerelli, disegni e dipinti - subiscono un'incredibile trasformazione cromatica.
I toni cupi e bituminosi del passato sono ormai un ricordo e lasciano spazio al giallo, al verde, al rosso, al blu e a un personalissimo modo di stendere il colore, con cui Van Gogh realizza parchi, giardini e paesaggi straordinari.

Il mondo borghese comunque non fa per lui, e neppure quella vita di città, che inizialmente lo aveva attratto così tanto accendendo il suo entusiasmo e la sua fantasia.
Van Gogh diventa di giorno in giorno più irrequieto e sente il bisogno di evadere, di ritrovare il contatto con la natura.
Nel 1888 decide di partire e sceglie come destinazione Arles, un paesino del Sud, dove sogna di aprire un atelier, una casa per artisti.
In questi anni, segnati da alti e bassi e da improvvisi sbalzi di umore, Van Gogh realizza molti disegni, ma questa tecnica, che un tempo aveva un valore fondamentale all'interno della sua produzione artistica, non ha più la stessa importanza. Con essa, infatti, l'artista realizza soprattutto studi per i suoi dipinti.
Questo non vuol dire che in questo periodo, o in quelli successivi, passati a Saint-Remy e Auvers-sur-Oise, Vincent non abbia realizzato disegni eccellenti e di grande spessore. Basti pensare a due opere straordinarie, esposte in mostra, il Campo di frumento del 1889 e i Cipressi con due figure del 1890. Vuol dire soltanto che, a questo punto della sua vita, la pittura aveva preso il sopravvento. È con essa, infatti, che ha realizzato alcuni tra i suoi lavori più belli e intensi, capaci di trasmettere le sue emozioni, attimi di felicità e drammatiche crisi.

Il Kröller-Müller Museum di Otterlo, che si trova all'interno del parco nazionale olandese di Hoge Veluwe, non possiede soltanto dipinti e disegni di Van Gogh. Al suo interno sono ospitati, infatti, anche i lavori di altri importanti protagonisti della storia dell'arte dell'800 e del '900, che, al pari dei precedenti, testimoniano il gusto e le passioni di Hélène Kröller-Müller.
È per questo che Marco Goldin ha deciso di proporre, in una sezione particolare, altri 20 dipinti, opera di Corot, Pissarro, Fantin-Latour, Seurat, Signac, Redon, Rops, Toroop e Mondrian, che, assieme a una serie di documenti, fotografie e lettere, raccontano chi era Hélène Kröller-Müller e com'è nata la sua collezione, che molto deve a consulenti come H.P. Bremmer e Henry van de Velde.

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