Mostre di arte moderna e contemporanea

Guido Crepax. Valentina, la forma del tempo

21 settembre 2008 - 1 febbraio 2009

Triennale Bovisa - TBVS
Via R. Lambruschini 31, Milano
Tel. 02-724341
Orari: mar-dom 11-23, lunedì chiuso

Guido Crepax, l'illustratore italiano che, col suo stile personalissimo, ha rivoluzionato la linearità delle strip, è morto il 31 luglio del 2003, ma la sua Valentina è tornata, più bella e intrigante che mai, alla Triennale Bovisa, che ha deciso di rendere omaggio a lei e al suo autore con una grande mostra, aperta fino al 1 febbraio 2009.
A curarla sono Caterina Crepax, figlia del famoso disegnatore lombardo, Massimo Gallerani e Gigi Saccomandi, che hanno deciso di dare un'impostazione particolare all'esposizione. Hanno scelto infatti di evidenziare la sfera più intima e domestica della personalità di Crepax e di strutturare il percorso in più stanze, che rappresentano diversi modi di intendere e vivere il tempo.
Così facendo, sono riusciti a dare spazio e visibilità ai molti interessi di questo artista straordinario, che amava il cinema, la letteratura, l'arte, l'automobilismo, la psicoanalisi e la filosofia, ma provava anche un profondo attaccamento per la famiglia e la casa.

Il tempo che passa e l'evoluzione del pensiero e dei costumi sono evidenti anche nella storia di Valentina, che, nei diversi episodi rispecchia e spesso anticipa le trasformazioni della società italiana di quegli anni, che sono quelli che vanno dai Sessanta ai Novanta. Si tratta infatti di una donna libera ed emancipata, disinibita e sicura di sé, ma in un certo senso anche "vera". Infatti, contrariamente a quello che capita di solito in questo genere di storie, anche lei invecchia e, nel 1996, quando esce di scena, ha ormai compiuto 55 anni.
Sullo sfondo si intravede anche Milano, intesa come città della moda. È in questo scenario, infatti, che si sviluppa la vita e l'attività di Valentina, che, nella finzione letteraria, ha uno studio fotografico.

Valentina, oggi è considerata un'icona, un mito del nostro tempo, ma, come molte persone di successo, ha anche un passato di secondo piano.
Crepax, che aveva studiato architettura e aveva lavorato come grafico pubblicitario, l'aveva creata nel 1965 mentre stava realizzando per "Linus" La curva di Lesmo, il suo primo vero lavoro come disegnatore di fumetti.
Il protagonista era Philip Rembrandt, critico d'arte e investigatore dilettante. Valentina Rosselli era soltanto la sua fidanzata, ma, grazie al suo appeal e al suo carattere determinato e trasgressivo, dopo qualche episodio, gli aveva rubato la scena.
Se questo è successo, parte del merito va anche a una femme fatale degli Anni Venti, l'attrice americana Louise Brooks, interprete dell'affascinante Lulù (1928) di Georg Wilhelm Pabst, che, al pari di Valentina, aveva un viso bello e sensuale e un caschetto di capelli neri. È a lei infatti che Crepax, appassionato di cinema, si è ispirato per il suo personaggio più noto, amatissimo dai lettori di fumetti d'autore.

La mostra, che segue le vicende di Valentina, ma anche le idee e il percorso artistico del suo autore, si snoda, come abbiamo accennato, in più stanze che trattano argomenti particolari, come la nascita di questo personaggio, il suo ambiente di vita e lavoro, i sogni e le paure di Crepax e Valentina, il loro interesse per la politica e la storia ecc.
Altre tematiche sono più strettamente legate all'immaginario artistico di Crepax. Ecco allora la stanza dedicata ai fumetti della maturità, che l'artista ha realizzato prendendo spunto da opere letterarie (Dracula, Frankenstein, Dottor Jekyll e mister Hyde) e classici dell'erotismo (Casanova, Histoire d'O, Emmanuelle), quella dedicata alle citazioni pittoriche (Moore, Kandinsky) e musicali (classica e jazz), quella dedicata al gioco. Una passione molto forte, dettata dal suo interesse per le battaglie storiche, ma anche per discipline sportive come il pugilato, il ciclismo e l'automobilismo, che, tra l'altro, fa la sua comparsa anche in una delle prime storie di Valentina.
In ogni sezione, le tavole originali di Crepax si alternano a elaborazioni e interpretazioni multimediali, che hanno lo scopo di far risaltare le invenzioni linguistiche di Crepax e il suo ininterrotto dialogo col cinema, ma anche di trasportare e immergere il visitatore in un mondo di fantasia.

Le cose da vedere e ascoltare in questa mostra sono davvero tante. A quelle citate, si possono aggiungere la ricostruzione dello studio di Crepax, le interviste all'autore e ad artisti a lui vicini, come Claudio Abbado o Jerry Mulligan, gli spezzoni di film che hanno ispirato la sua opera e le lettere che ha scambiato con Louise Brooks, i manifesti pubblicitari d'autore.

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