Mostre di arte moderna e contemporanea

Aligi Sassu: dal mito alla realtà. Dipinti degli Anni Trenta

18 giugno - 7 settembre 2008

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Nel corso della sua lunga vita, Aligi Sassu (1912-2000) si è dedicato a diverse discipline artistiche. È stato infatti pittore, scultore, ceramista, illustratore e scenografo. L'idea di circoscrivere questa mostra ai dipinti degli Anni Trenta, potrebbe sembrare quindi limitativa, ma così non è. Questo decennio è stato infatti uno dei periodi più fertili e creativi di questo autore, che, benché giovanissimo, proprio in questi anni ha posto le basi della sua poetica anticipando tutto ciò che avrebbe sviluppato in seguito.

Sassu decide di dedicarsi all'arte nel 1927. A dargli una spinta fondamentale è comunque l'incontro con Bruno Munari, che gli fa conoscere Marinetti e gli apre le porte di un brillante avvenire. A soli 16 anni Sassu ha infatti l'opportunità di esporre a Venezia coi futuristi, di cui apprezza la sintesi rigorosa delle forme e una certa geometrizzazione spaziale, che fa proprie in opere come I Costruttori (1929).
Il loro sodalizio comunque ha vita breve. Di lì a poco, infatti, Sassu cambia registro.
Il dinamismo, la velocità, il progresso sono importanti, ma quello che gli preme è soprattutto raccontare quello che sente dentro, interrogarsi sulla vita e sull'arte.
Nascono così gli "Uomini rossi", figure mitiche, nude, paganeggianti, perennemente in lotta contro il destino, che, come i loro cavalli, avranno fortuna presso gli artisti della Transavanguardia. Sono il simbolo della condizione umana. Il rosso infatti è il colore del cuore, il colore della vita.

Benché questa sia una tematica molto cara all'artista, che in questo modo riesce a porre l'accento sulle paure e i dubbi di un'intera generazione di giovani, nati a cavallo tra due guerre, il cammino di Sassu è tutt'altro che concluso. Poco a poco si assiste infatti, nella sua arte, al passaggio dal mito alla realtà.
Emblema di questo nuovo ciclo pittorico, che vede la nascita nel 1930, è il "Ciclista", che affronta le asperità della vita con passione e coraggio.

Col tempo, accanto a questi personaggi, ne nascono altri. Si tratta di giocatori di dadi, pugili, frequentatori di caffè.
La loro messa a punto va di pari passo con la sua adesione al linguaggio realista che caratterizza il movimento di Corrente, di cui è uno dei principali protagonisti. Un realismo sui generis, che non si riduce a cronaca del vero, ma mette assieme verità ed emozione.
E in effetti, guardando al di là dell'apparenza, nelle opere di Sassu si trova spesso una forte componente letteraria, che, come dice Sgarbi, appartiene più alla dimensione del sentire che del vedere. La pittura è infatti per lui una "consonanza dell'anima" e spesso la usa per parlare d'altro, come avviene nella Sortita dei cavalieri veneti a Famagosta (1940), che rappresenta una condanna dei tiranni del suo tempo.

Un aiuto in questa direzione gli viene anche dal viaggio a Parigi e dalla scoperta di Cézanne e Renoir, che lo spingono sulla via del colore, un mezzo in più attraverso cui esprimere tensioni emotive. È questo il caso del Grande Caffè, che l'artista comincia nel 1936 ma porta a termine soltanto nel 1939, dato che, in quegli anni, viene arrestato con l'accusa di cospirazione. Un destino che lo accomuna ad altri esponenti di Corrente, che hanno pagato col carcere il loro impegno sociale e morale.

La rassegna, curata da Giuseppe Bonini e Vittorio Sgarbi in collaborazione con la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares di Lugano e lo Studio-Archivio Sassu di Milano, propone un'ottantina di dipinti, provenienti da musei e collezioni private, italiane e straniere, ed è accompagnata da un catalogo, edito da Skira.

L'artista è presente anche nella mostra che Palazzo Reale dedica a Corrente. Il biglietto vale per entrambe le rassegne, quindi perché non approfittarne?

Per chi fosse interessato segnaliamo inoltre che è in fase di completamento il Catalogo generale dei dipinti dell'artista, curato da Antonello Negri e Carlo Pirovano. Per informazioni, ci si può rivolgere allo Studio-Archivio Sassu, Via Brera 20, 20121 Milano, Tel. 02-72023999.

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