Mostre di arte moderna e contemporanea
Renoir. La maturità tra classico e moderno
7 marzo - 29 giugno 2008
Complesso del Vittoriano
Via San Pietro in Carcere - Fori Imperiali, Roma
Tel. 06-6780664
Orari: lun-gio 9:30-19:30, ven-sab 9:30-23:30, dom 9:30-20:30
Dopo aver esplorato con due belle mostre l'universo creativo di Chagall e Gauguin, il Complesso del Vittoriano parte alla scoperta di Pierre-Auguste Renoir, un altro importante protagonista della storia dell'arte dell'800.
Anche in questo caso però l'angolazione è del tutto particolare. Lasciati da parte gli anni più conosciuti di questo autore, che sono quelli vissuti accanto al gruppo impressionista e quelli del successo come ritrattista della borghesia, Kathlhen Adler, che è la curatrice di questa rassegna, ha scelto di concentrarsi sul periodo della maturità di Renoir, che comincia intorno al 1881, quando l'artista, preso da un momento di sconforto e di crisi creativa, decide di fare un viaggio verso Sud in cerca di calore e ispirazione.
Arrivato in Italia, visita Venezia, Padova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, e ha modo di vedere alcuni straordinari capolavori dell'arte classica e del Rinascimento. Ad affascinarlo comunque sono soprattutto le opere di Raffello, esposte alla Farnesina, e gli affreschi pompeiani, da cui trae nuovi stimoli e suggerimenti.
La scoperta di tanta grazia e bellezza, gli fa tornare la voglia di lavorare e, soprattutto di dedicarsi con maggior attenzione al disegno e alla composizione, che gli anni passati a dipingere "en plain air" gli avevano fatto trascurare. Questo però lo porta a realizzare una pittura "aspra", precisa e rigorosa, che irrigidisce le figure e lascia poco spazio all'immaginazione. Decide allora di smorzare i toni e impreziosire con l'oro la sua tavolozza. Le sue opere si fanno quindi più calde, attraenti, di colore "madreperlaceo". Grazie a questi espedienti, riesce a dar vita ad alcuni straordinari ritratti di fanciulle, tra cui le Due ragazze al pianoforte del 1892, esposte in questa mostra.
La grave malattia reumatica che lo colpisce intorno al 1898 gli crea un sacco di fastidi e problemi, tanto è vero che deve trovare delle soluzioni per poter tener in mano il pennello, ma, nonostante le sofferenze e le difficoltà, continua a dipingere ritratti, scene mitologiche, paesaggi e nature morte cercando di sopperire col colore alle imperfezioni del disegno.
Questi lavori, dove la pennellata corre libera e sfilacciata e il colore, sempre più ricco e pastoso, si accende di inconsueti bagliori, fanno venire in mente le opere di Watteau e Fragonard, di Rubens e dell'ultimo Tiziano. Il colore si sfalda, ma la sua forza di volontà resta salda e Renoir riesce, fino all'ultimo, a dar vita a nuovi capolavori, che rappresentano un inno alla bellezza e alla vita, come dimostrano le Grandi bagnanti del 1918-19, placide e soddisfatte della loro opulenza.
Le opere esposte, che sono 130 tra olii, acquerelli, disegni, incisioni e sculture, arrivano da importanti musei internazionali, come il Centre Pompidou di Parigi, la National Gallery di Londra, l'Ermitage di San Pietroburgo.
Tra esse figurano il ritratto di Wagner, che l'artista eseguiì durante il suo soggiorno a Palermo, e molti dipinti dedicati alle "Bagnanti", un tema che all'epoca affascinò diversi pittori, tra cui Cézanne e Renoir.
Il catalogo, che contiene interventi dei più noti studiosi di Renoir, è pubblicato da Skira.
