Mostre di arte moderna e contemporanea

Ugo Mulas. La scena dell'arte

5 dicembre 2007 - 10 febbraio 2008

PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano
Tel. 02-76009085
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Ugo Mulas (1928-1973) è stato uno dei più importanti fotografi italiani del dopoguerra ma, nel corso della sua breve vita, non si è limitato a scattare immagini memorabili. Parte della sua attività l'ha dedicata infatti alla ricerca e all'analisi di ciò che voleva dire "fare fotografia". È per questo che si è deciso di ricordarlo con un progetto espositivo di ampia portata, che sta coinvolgendo il PAC di Milano e il MAXXI di Roma e, in giugno, approderà alla GAM di Torino.

La mostra allestita al PAC si focalizza intorno agli anni '60, uno dei periodi più importanti e creativi della vita di Mulas, che l'artista ha passato in parte a New York testimoniando, da protagonista, la vivacità culturale di quella città. All'epoca infatti, la Grande Mela, era ormai considerata da tutti il "centro pulsante" dell'arte contemporanea ed era la meta prediletta di tutti gli artisti che avevano raggiunto la fama o cercavano di ottenerla.

Durante i suoi soggiorni americani, databili tra il 1964 e il 1967, Mulas ebbe contatti con Duchamp, Warhol, Lichtenstein, Johns, Christo, Segal, Rosenquist, Dine, Oldenburg, Rauschenberg, Cage ecc. Li ritrasse al lavoro e nei momenti privati. Documentò le loro opere e le loro azioni.
Le foto che ci ha lasciato sono ironiche, divertenti, profonde, assolutamente originali. Al valore documentaristico associano infatti una forte componente estetica e concettuale.
Il punto di vista di Mulas, infatti, come dice lui stesso, "non è soltanto ottico, ma anche e soprattutto mentale". E, quando fotografa un pittore, quello che davvero lo interessa è "dare un'idea del personaggio in rapporto al risultato del suo lavoro, capire quale dei suoi modi e atteggiamenti è decisivo rispetto al risultato finale".

L'incontro coi principali esponenti del New Dada e della Pop Art, la scoperta di autori come Robert Frank e Lee Friedlander e l'interesse che tutti questi artisti dimostravano per i nuovi media, oltre a offrirgli lo spunto per queste immagini straordinarie, lo portarono a riflettere su quelle che erano le ragioni e le caratteristiche della fotografia. A partire da questo momento si aprì infatti un nuovo capitolo della sua vita e Mulas, attratto da questi nuovi temi, decise di abbandonare il reportage tradizionale per dedicarsi alla sperimentazione. Nacquero allora i grandi formati, le proiezioni, le solarizzazioni, i provini, le scenografie teatrali e, infine, le "verifiche" degli anni '70, in cui l'artista ha cercato di documentare e chiarire le sue analisi sulla fotografia.

Visto che siamo a Milano e Mulas ha iniziato la sua attività di fotografo proprio qui negli anni '50, una sezione della mostra è dedicata alle immagini che ha scattato nel capoluogo lombardo. Ci sono le periferie, i dintorni di Brera, il mitico Bar Jamaica, i ritratti di alcuni protagonisti dell'ambiente culturale e artistico di allora, tra cui Fontana e un giovanissimo Manzoni. Sono i primi di una lunga serie. Mulas, infatti, per tutta la vita, non ha mai smesso di dimostrare il suo profondo interesse per la "scena dell'arte".

La rassegna, che è accompagnata da uno splendido volume, edito da Electa, è stata curata da Pier Giovanni Castagnoli, Lucia Matino e Anna Mattirolo, che hanno potuto contare sulla collaborazione dell'Archivio Mulas.

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