Mostre di arte moderna e contemporanea

Allo! Paris! Il libro d'artista da Manet a Picasso
nella Collezione Mingardi

18 marzo - 30 maggio 2008

Fondazione Cariparma
Palazzo Bossi Bocchi
Strada Ponte Caprazucca 4, Parma
Tel. 0521-532111
Orari: mar-dom 10-12:30 15-18:30, lunedì chiuso

Ambroise Vollard, che è stato uno dei più grandi galleristi francesi, ma anche un editore raffinato e di qualità, riteneva che fosse più difficile "far nascere un libro che costruire intere città come New York, Chicago e Filadelfia". Queste parole, sicuramente un po' eccessive, contenevano tuttavia un germe di verità e questo valeva soprattutto nel caso dei livres des peintres nei quali dovevano essere soddisfatte le esigenze dell'autore del testo, ma anche quelle dell'artista che realizzava le illustrazioni e quelle dell'editore. Il risultato comunque era tale da ripagare qualsiasi fatica. Le immagini infatti riuscivano ad arricchire di nuove suggestioni libri che erano già dei veri e propri capolavori.
Prodotti così belli e preziosi, editi in numero limitato, non potevano non stuzzicare l'appetito dei collezionisti e, infatti, a poco a poco, alcuni di loro si sono fatti soggiogare da questa forma d'arte, che è rimasta comunque sempre d'élite.

In Italia, gli estimatori dei libri d'artista non sono tanti, ma un posto di rilievo spetta sicuramente al bibliofilo e musicofilo Corrado Mingardi, originario di Busseto, che, con pazienza e passione, è riuscito a mettere insieme una raccolta davvero straordinaria, di cui ora ci permette di ammirare alcuni pezzi prestigiosi, molti dei quali a fogli sciolti.
Quelli che la Fondazione Cariparma presenta negli spazi di Palazzo Bossi Bocchi sono infatti alcuni tra i suoi libri d'artista più importanti e il loro valore è accresciuto dal fatto che consentono di ripercorrere per sommi capi la storia di questo genere ibrido, frutto dell'incontro tra due linguaggi diversi, che ha visto all'opera tutte le grandi personalità e correnti artistiche dell'800 e del '900. L'idea del "libro d'artista" fu introdotta infatti all'inizio del XIX secolo, in epoca romantica, ma si consolidò coi simbolisti e gli artisti successivi.
Il titolo della mostra, "Allo! Paris!", richiama quello di un famoso libro di litografie che Robert Delaunay realizzò nel 1926 per rendere omaggio alla Ville Lumière, che allora era "la patria" degli artisti, ma anche degli editori. Qui lavoravano infatti personaggi come Vollard, Skira, Tériade, Kahnweiler, Maeght, Iliazd, Lecuire ecc., che, con le loro pubblicazioni, hanno dato un importante contributo allo sviluppo delle arti e della letteratura.

Il percorso espositivo si apre con alcuni grandi libri dell'Ottocento, illustrati da artisti che eguagliano in fama i loro autori. Ecco allora l'abbinata tra Goethe e Delacroix per il Faust, Balzac e Doré per Le contes drolatiques, Poe e Manet per Le corbeau, Wilde e Beardsley per Salomè ecc.

La sezione dedicata al Novecento, indubbiamente la più ricca, inizia con un libro di Verlaine, Parallélement, illustrato da Bonnard. La scelta è caduta su questo volume perché è stato il primo pubblicato da Vollard e ha aperto la strada agli innumerevoli testi illustrati dagli artisti d'Avanguardia. Tra l'altro, è stato anche uno dei primi libri d'artista acquistati da Mingardi, che, in precedenza, preferiva collezionare le opere di maestri tipografi come Bodoni, Baskerville, Didot, Manuzio ecc.
Guardare le opere esposte in queste sale rappresenta una sorta di full immersion nell'arte del secolo scorso. Ci sono Adami, Alechinski, Baj, Braque, Calder, Campigli, Carrà Chagall, Cocteau, De Chirico, R. Delaunay, Depero, De Pisis, Derain, Dufy, Dubuffet, Ernst, Fautrier, Giacometti, Goncharova, Grosz, Guttuso, Isgrò, Kirchner, Kokoschka, Kupka, Le Corbusier, Léger, Maccari, Man Ray, Manzù, Marini, Martini, Masson, Matisse, Matta, Mattioli, Melotti, Miró, Oldenburg, Paladino, Picasso, Raushenberg, Riopelle, Rodin, Rouault, Sironi, Tal-Coat, Tàpies, Tinguely, Warhol ecc.

Il rapporto che gli artisti hanno con gli autori dei testi e coi loro scritti, non è sempre lo stesso. Dipende dalla personalià e dalla sensibilità dei singoli. Accanto a chi cerca di seguire e approfondire le parole e il senso dei libri, c'è infatti chi preferisce esprimere le proprie idee e fantasie senza curarsi troppo della trama o dei versi. Un caso a sé è quello del vecchio Matisse, che realizzando Jazz (1946) non ha preso spunto da nulla, ma ha creato qualcosa di completamente nuovo e autonomo al quale ha dato però forma di libro.
In genere comunque, tra testi e immagini, è difficile dire cosa sia più importante. Le illustrazioni, infatti, anche se nascono dopo, non rappresentano affatto un'espressione artistica secondaria, ma qualcosa di sostanziale. I livres des peintres, infatti, non sono soltanto "libri", ma qualcosa di più complesso, che nasce dall'incontro e dall'accordo di due linguaggi indipendenti che si arricchiscono l'un l'altro dando vita a qualcosa di nuovo e diverso, affascinante nel suo insieme e non tanto per il contenuto letterario.
Leggere davvero questi libri infatti non è poi così semplice, tanto più che spesso le parole stesse si trasformano in figure. La scelta dei caratteri, dell'impaginato, della rilegatura, possono dar vita infatti a vere e proprie opere d'arte, che le immagini rendono ancora più preziose e suggestive.

La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Skira. Al suo interno è presente un bel saggio di Michele Tavola, che ripercorre la storia del libro d'artista dalla Francia all'Europa.

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