Mostre di arte moderna e contemporanea

Fontana: luce e colore

22 ottobre 2008 - 13 aprile 2009

Palazzo Ducale
Appartamento del Doge
Piazza Matteotti 5, Genova
Tel. 010-5574004
Orari: mar-dom 10-19, lunedì chiuso

Il Palazzo Ducale di Genova apre la programmazione autunnale con un'importante retrospettiva, dedicata a Lucio Fontana, che è uno degli artisti italiani più apprezzati in ambito internazionale, come dimostrano le aste londinesi di Sotheby's e Christies's del 20 ottobre scorso.
L'esposizione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Fontana di Milano, istituita nel 1982, è stata curata da Sergio Casoli ed Elena Geuna, che hanno voluto dare un taglio molto particolare alla loro mostra. Il lavoro di Fontana, viene raccontato, infatti, partendo da quelli che sono gli elementi costitutivi della sua poetica, ossia la luce, lo spazio e il colore. Ed è proprio il colore a scandire la suddivisione delle diverse sale. Ci sono, infatti, delle tinte particolari (nero, rosa, oro, rosso, bianco e giallo) che hanno accompagnato l'artista per buona parte della sua vita trovando impiego in supporti e linguaggi differenti. Uno dei casi più eclatanti è sicuramente il rosso, col quale Fontana ha realizzato alcuni dei suoi migliori "Tagli", ma anche "Teatrini", "Quanta", "Ellissi", "Siluri" ecc.

Il periodo più noto e quotato di Fontana inizia nel 1947, quando l'artista, tornato in Italia, firma, assieme ad altri, il Manifesto dello Spazialismo, che invita ad andare oltre, a liberare il quadro dalla cornice, a far "apparire nel cielo forme artificiali e scritte luminose". Sembrano dichiarazioni azzardate, incredibili utopie, ma bastano due anni perché Fontana realizzi i suoi sogni e dia vita ai suoi avveniristici Concetti spaziali.
Per prima cosa supera la barriera fisica della materia e della superficie, incidendo la carta con un punteruolo, poi decide di creare qualcosa di nuovo, di mai fatto prima. Nasce così l'Ambiente spaziale a luce nera della Galleria del Naviglio di Milano. Un'opera dirompente, che avrà notevoli ripercussioni sul futuro.
Oltre a essere una delle prime installazioni della storia dell'arte, è realizzata infatti, con dei materiali inediti, come la Luce di Wood e i tubi al neon, che, all'epoca non ha ancora usato nessuno, ma che, negli anni '50 e '60, saranno alla base di molte sperimentazioni artistiche, oltre che, ovviamente, di altre opere di Fontana, tra cui quelle presentate in occasione delle Triennali di Milano del 1951 e del 1964, che sono esposte in questa mostra.
Tra l'una e l'altra, Fontana elabora altri cicli di opere, basati sulla perforazione del supporto (tela, tavola, carta) e la sovrapposizione di diversi materiali (pietre, pezzetti di vetro, gesso, sabbia, payettes), ma soprattutto realizza i primi "Tagli".
Si tratta ancora di Concetti spaziali, ma il sottotitolo è diverso e decisamente più evocativo. Fontana ha deciso, infatti, di chiamarli "Attesa" o "Attese" (secondo il numero degli interventi) perché il gesto risoluto e netto dell'artista e la sua concentrazione gli sembrano avere una natura mistica e spirituale. Queste opere inoltre riescono a dare a chi guarda "un'impressione di calma spaziale, rigore cosmico, serenità nell'infinito".

Prima di dedicarsi alle ricerche sullo spazio, Fontana si era occupato con passione anche di ceramica, o meglio di scultura, dato che non amava essere definito un ceramista, e questo interesse lo aveva portato a soggiornare più volte ad Albissola, una cittadina ligure che ha visto all'opera, nelle sue fornaci, molti importanti artisti del '900.
In questo luogo, che vantava un'antichissima tradizione ceramica, Fontana ha portato avanti un'incessante ricerca spaziale, materica e formale, che è ben documentata da questa mostra. I curatori hanno deciso, infatti, di costruire un "ambiente virtuale", popolato dalle sue "ceramiche marine". Un "acquario, pietrificato e lucente", popolato da pesci, tartarughe, alghe, conchiglie e sirene, che, per la sua bellezza, non ha nulla da invidiare a quello di Genova, che pure è straordinario.

Alle estati trascorse ad Albissola appartengono anche le "Nature", che l'artista ha realizzato a partire dal 1959, prima in terracotta e poi in bronzo. Sono oggetti materici e primordiali, che sembrano provenire da mondi lontani, alieni, di cui l'artista si è impossessato lasciando il segno (taglio o solco) del suo intervento. Anticipando, una volta di più, quello che sarebbe successo di lì a 10 anni, quando gli astronauti sarebbero sbarcati sulla luna.

La mostra è accompagnata da visite guidate, attività didattiche e conferenze, che aiutano a conoscere la vita e l'opera di Fontana.
Il catalogo, che contiene i testi dei curatori, ma anche gli interventi di molti altri importanti critici e intellettuali, italiani e stranieri, è edito da Skira.

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