Mostre di arte moderna e contemporanea

Corrente: le parole della vita. Opere 1930/1945

18 giugno - 7 settembre 2008

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Il movimento artistico di Corrente, che tanta parte ha avuto nella sprovincializzazione della cultura italiana e nei suoi tentativi di apertura all'Europa in un periodo difficile come quello del regime fascista, che predicava il nazionalismo e l'autarchia, nacque dal sogno di un giovane diciassettenne, Ernesto Treccani, che, nel 1938, riuscí a farsi finanziare dal padre, il conte Giovanni Treccani degli Alfieri, Senatore del Regno e fondatore del celebre Istituto Enciclopedico che porta il suo nome, una rivista di "belle speranze", che inizialmente si chiamava "Vita Giovanile" e in seguito, rifacendosi a una poesia di Luigi Bartolini, prese il nome di "Corrente".

Il giornale non durò molto, ma attorno alla redazione, che era aperta alla collaborazione di tutti coloro che avevano delle idee originali e il coraggio di esprimerle, si sviluppò una "corrente di pensiero" libera e moderna e si fecero le ossa molti intellettuali di talento, allora alle prime armi, come Luciano Anceschi, Giulio Carlo Argan, Antonio Banfi, Luigi Comencini, Carlo Emilio Gadda, Alfonso Gatto, Raffaele De Grada, Dino Del Bo, Dino Formaggio, Alberto Lattuada, Vasco Pratolini, Salvatore Quasimodo, Umberto Saba, Vittorio Sereni, Giancarlo Vigorelli, Elio Vittorini. Su questa testata, infatti, non si parlava soltanto di arte, ma anche di musica, letteratura, poesia, critica, filosofia, e, in seconda battuta, anche di politica.
Alla base di questo progetto c'era, infatti, un forte impegno etico e sociale che, in breve tempo, portò i ragazzi di "Corrente" a scontrarsi con il fascismo, per il quale molti di loro, in passato, avevano mostrato simpatia.
L'ambiguità e l'invadenza del Regime, che non era disposto ad accettare "voci fuori dal coro" rappresentava, infatti, per loro, che erano fautori dell'autonomia e della libertà dell'arte, qualcosa di decisamente inaccettabile. Si arrivò così, nel 1940, alla soppressione del giornale, ma non del movimento, che continuò altrove le sue battaglie contro l'asservimento della cultura e l'inutilità della guerra.

Anche se gli interessi di "Corrente" si svilupparono in diversi settori, le arti figurative rivestirono comunque un'importanza fondamentale sia dal punto di vista teorico che pratico. Le riflessioni sul senso e il valore dell'arte si alternavano infatti alle esposizioni del gruppo, che era quanto mai composito per provenienza e ideologia. Al suo interno convivevano, infatti, diverse esperienze, come la Torino dei Sei, la Roma della Scuola di Via Cavour, la Milano di Edoardo Persico e della prima stagione di Sassu, Birolli e Manzù.

La mostra allestita a Palazzo Reale presenta un centinaio di opere (dipinti e sculture), che arrivano da importanti collezioni private e prestigiosi musei svizzeri e italiani, tra cui il CIMAC (Civico Museo d'Arte Contemporanea di Milano), che, in attesa dell'apertura della nuova sede, ha dato un contributo notevole alla realizzazione di questa esposizione.
Tra gli artisti selezionati, figurano Arnaldo Badodi, Renato Birolli, Luigi Broggini, Bruno Cassinari, Sandro Cherchi, Lucio Fontana, Piero Gauli, Genni Wiegmann Mucchi, Renato Guttuso, Dino Lanaro, Mario Mafai, Manzù, Giuseppe Migneco, Ennio Morlotti, Gabriele Mucchi, Giovanni Paganin, Fausto Pirandello, Giuseppe Santomaso, Aligi Sassu, Scipione (Gino Bonichi), Fiorenzo Tomea, Ernesto Treccani, Italo Valenti ed Emilio Vedova.

L'arco di tempo considerato, che va dal 1930 al 1945, non corrisponde a quello di vita della rivista ma comincia qualche anno prima e termina poco dopo per consentire ai visitatori di rivivere il clima di un'epoca e dimostrare che gli ideali e lo spirito di "Corrente" non si sono spenti assieme al giornale o alla Galleria della Spiga, che ne ha raccolto l'eredità e continuato l'attività espositiva. I principi che stavano alla base del movimento, infatti, hanno, continuato a dare frutti importanti anche in seguito e perfino quando gli artisti che ne avevano fatto parte avevano ormai preso strade diverse e talora opposte. A unirli restava pur sempre il desiderio, come scrisse Treccani nel 1943, di "parlare agli uomini le parole della vita" superando l'allegoria della metafisica, il mito di Novecento, la freddezza dell'astrazione e la retorica dell'arte di regime.
Per toccare il cuore delle persone si doveva proporre, infatti, un'arte realista che fondesse assieme verità ed emozione, e i modelli da seguire erano, per De Grada, gli espressionisti tedeschi e gli impressionisti.

La rassegna, curata da Marina Pizziolo, che da anni si interessa a questo movimento, è arricchita da una sezione documentaria, che aiuta a capire il clima letterario e artistico del periodo considerato. Il catalogo è edito da Skira.

Contemporaneamente a questa mostra, il Palazzo Reale ospita un'esposizione dedicata ad Aligi Sassu, che, per qualche anno, ha condiviso l'esperienza di Corrente. Il biglietto vale per entrambe le rassegne.

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