Mostre di arte moderna e contemporanea

I Cerri - Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione

24 gennaio 2008 - 10 febbraio 2008

Museo della Permanente
Via Turati 34, Milano
Tel. 02-6551445
Orari: 10-13 14:30-18:30, sab-dom 10-18:30, lunedì chiuso

Giancarlo e Giovanni Cerri sono due artisti milanesi di diversa generazione, ma, nonostante siano padre e figlio, i loro linguaggi espressivi sono molto diversi.

Giancarlo Cerri, che ha iniziato l'attività artistica negli anni '60, è partito dal figurativo e, dopo aver attraversato una fase informale, ha finito col trovare la sua dimensione nel territorio dell'astrazione, che per lui è l'unica vera pittura, quella degli uomini liberi, che non si accontentano della realtà e devono inventare ciò che non c'è.
A partire da quel momento, ossia dal 1995, ha cominciato a realizzare opere che non descrivono e non raccontano nulla, ma "si presentano in prima persona" dando vita a eleganti "sequenze" cromatiche, che hanno come nota predominante il nero. Un colore che l'artista considera virile, misterioso, erotico nella sua spiritualità.

Giovanni Cerri, attivo sulla scena artistica a partire dal 1987, ma col pennello in mano da sempre, dopo aver provato diverse strade, è ritornato sui propri passi optando per una figurazione di tipo espressionista, che lascia ampio spazio all'interpretazione di chi osserva le sue opere.
I suoi paesaggi, tristi e desolati, sono città fantasma, cupe e abbandonate, relitti d'altri tempi, e anche i suoi personaggi non hanno nulla di tranquillizzante. C'è in essi infatti qualcosa di non risolto, inquietante e demoniaco. Sono vivi, ma sembrano ombre, figure sfuggenti e senza pace.

Il nero, così importante nell'opera di Giancarlo, è una presenza fondamentale anche per Giovanni, ma il suo modo di stendere il colore non è netto come quello del padre. È nervoso, graffiante, concitato, e al posto del giallo, del rosso, del blu, nei suoi quadri si trovano colori terrosi, come l'ocra, il marrone e il bruciato. Usa molto anche il bianco, un colore salvifico, cui affida i suoi incerti sentimenti di speranza. E infatti non lo adopera mai allo stato puro, ma contaminato con altri colori, che ne offuscano il potere e il valore.

Le opere che "I Cerri" hanno deciso di esporre alla Permanente, dove si trovano già altri loro lavori, fanno parte di questi importanti periodi del loro percorso artistico, che, a loro parere, più li rappresentano.

Di fronte a queste interpretazioni, così diverse tra loro, è difficile dire chi ha ragione.
Come ha scritto Giancarlo nel 2004, "la verità se ne sta là sulla parete", dove le "parole dette o scritte non servono più e la pittura... si mostra per ciò che è".

La mostra è accompagnata da un catalogo con interventi di Antonio D'Amico, che ha curato il testo critico, e Luca Pietro Nicoletti, che ha intervistato i due artisti consentendoci di conoscerli meglio e capire il loro pensiero.

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