Mostre di arte moderna e contemporanea

From Russia: French and Russian Master Paintings
1870-1925 from Moscow and St Petersburg

26 gennaio - 18 aprile 2008

Royal Academy of Arts
Burlington House, Piccadilly, London W1
Orari: lun-dom 10-18, ven 10-22

I timori espressi dal Governo russo in merito al prestito di alcune opere provenienti dalle Collezioni Šchukin e Morozov, confiscate dopo la Rivoluzione del 1917, avevano fatto temere il peggio, ma per fortuna, grazie alle rassicurazioni del Governo britannico, l'allarme è rientrato e si possono quindi vedere anche a Londra, alla Royal Academy of Arts, i capolavori realizzati dagli artisti russi e francesi di fine '800 inizio '900, conservati nei principali musei di Mosca (Pushkin Museum, Tretyakov Museum) e San Pietroburgo (Hermitage Museum e State Russian Museum).

Le opere, realizzate tra il 1870 e il 1925, sono il frutto della creatività dei migliori artisti dell'epoca, ma, oltre al valore estetico possiedono anche una notevole rilevanza storica. Rappresentano infatti una preziosa testimonianza dell'interesse che i collezionisti privati russi nutrivano per l'arte impressionista e postimpressionista francese e dell'importanza che Parigi ha avuto per lo sviluppo dell'arte moderna. La vivacità culturale di questa città la rendeva infatti la meta prediletta di chi amava o praticava l'arte. E in Russia erano davvero tanti.

La mostra, suddivisa in 4 sezioni, inizia con una selezione di opere realizzate dai realisti russi (Ilya Repin, Ivan Kramskoy, Isaak Levitan, Valentin Serov, Mikhail Nesterov), meglio conosciuti come "ambulanti" perché preferivano disertare concorsi e grandi mostre e presentare i loro dipinti al popolo in giro per le città.
Il loro spirito battagliero e polemico, decisamente antiaccademico, trovava riscontro in un linguaggio semplice, alla portata di tutti, e nella scelta di soggetti d'attualità socialmente e politicamente impegnati, lontani anni luce da gesta eroiche e scene mitologiche.
I loro lavori, paesaggi, ritratti, scene di storia e di vita, molto apprezzati da Pavel Tretjakov, uno dei più noti collezionisti russi, sono messi a confronto con quelli dei principali esponenti della Scuola di Barbizon (Théodore Rousseau, Charles Daubigny e Jean-François Millet) e di alcuni pittori di scene realistiche, come Jules Bastien-Lepage e Albert Besnard, che erano apprezzati anche dai frequentatori dei Salon parigini.

Superata questa parentesi, la rassegna si concentra sulle opere acquistate da due formidabili collezionisti russi, Sergei Šchukin e Ivan Morozov, che, spinti da una vera e propria passione per l'arte e da un intuito sopraffino, si recarono ripetute volte a Parigi per comprare, attraverso galleristi come Druet, Durand-Ruel, Vollard, Kahnweiler, o direttamente, i dipinti di artisti che all'epoca erano poco considerati e oggi rappresentano la punta di diamante di quanto è stato realizzato in quel periodo.
Sergei Šchukin , che proveniva da una ricca famiglia moscovita e si occupava del commercio di tessuti, aveva cominciato a interessarsi all'arte coi realisti russi, poi era rimasto affascinato dagli impressionisti e, in particolare, da Monet.
Avido di novità era passato poi a Gauguin, Van Gogh, Cézanne e Matisse, al quale aveva commissionato, per la sua dimora moscovita, uno lavoro davvero straordinario, La Dance (1910), poi trasferita all'Hermitage.
Un altro artista che gli piaceva molto era Picasso, di cui raccolse diverse opere.
Come il suo compatriota, anche Ivan Morozov era di famiglia agiata e si occupava di tessuti, ma quando doveva decidersi a comprare dei quadri era meno impulsivo di Schukin, di cui condivideva l'amore per Monet, Gauguin e Cézanne, ma non quello per i cubisti. Le sue preferenze andavano, infatti, a Sisley, Renoir, Degas e i Nabis.
Grazie a questi due mecenati, gli artisti russi ebbero la possibilità di conoscere e apprezzare l'arte francese, di trarne stimoli e suggestioni.
Lo scoppio della Rivoluzione mandò tutto all'aria. Le opere che Šchukin e Morozov avevano raccolto con amore e dedizione, infatti, furono confiscate e i due collezionisti furono costretti a riparare a Parigi.

La terza sezione dell'esposizione è dedicata a Sergej Diaghilev, l'impresario dei celebri "Balletti russi", che giocò un ruolo importante nel far scoprire ai francesi e al mondo artisti russi davvero straordinari, come Wassily Kandinsky, Marc Chagall, Natalia Gontcharova e Mikhail Larionov, e riuscì a coinvolgere nei suoi progetti i principali autori dell'epoca, tra cui Matisse e Picasso.
Le opere di questi artisti sono affiancate da quelle di scenografi e costumisti di grande talento, come Léon Bakst, Alexander Benois, Alexander Golovin, Valentin Serov, e dai ritratti di alcuni tra i più noti esponenti della vita culturale russa di quegli anni.

La mostra si chiude mostrando gli influssi e le corrispondenze esistenti tra gli artisti russi e francesi attivi a cavallo tra '800 e '900. Un periodo di grande fermento creativo, da cui sono scaturiti nuove idee e movimenti. Si trovano qui le opere di Larionov e della Goncharova, di Cézanne e Gauguin, dei cubofuturisti russi, di Tatlin e di Malevich, il promotore del Suprematismo, presente alla Royal Academy of Arts con alcuni formidabili dipinti tra cui il celebre trittico formato dal Quadrato nero ([1913] 1923-29), dal Cerchio nero ([1913] 1923-29) e dalla Croce nera dello State Russian Museum di San Pietroburgo.
Da notare la folta schiera di artiste donne, tra cui figurano, oltre alla Goncharova, Olga Rozanova, Lyubov Popova e Alexandra Exter.

La rassegna, che è curata da Sir Norman Rosenthal, Ann Dumas e Mattijs Visser, è stata realizzata dalla Royal Academy of Arts in collaborazione con il Museum Kunst Palast di Düsseldorf, dove è stata presentata di recente.
Il catalogo, edito da Electa, è arricchito dagli interventi di Albert Kostenevich e Michail Piotrovski, rispettivamente curatore e direttore dell'Hermitage di San Pietroburgo, che, nel 2000, hanno curato una rassegna sui 100 capolavori custoditi nel loro museo per le Scuderie del Quirinale di Roma.

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