Mostre di arte moderna e contemporanea

Victor Vasarely

4 ottobre 2007 - 27 gennaio 2008

Triennale Bovisa - TBVS
Via R. Lambruschini 31, Milano
Tel. 02-724341
Orari: mar-dom 11-24, lunedì chiuso

A dieci anni dalla scomparsa, la Triennale Bovisa dedica una bella retrospettiva all'artista ungherese Victor Vasarely (1906-1997), che si è formato alla scuola Mühely di Budapest subendo l'influenza del Bauhaus di Weimar.
A decidere del suo futuro sono stati però il trasferimento a Parigi e l'avvicinamento al gruppo Abstraction Création, che lo hanno spinto a dedicarsi alla grafica e alla realizzazione di opere caratterizzate da un forte astrattismo geometrico.
Partito dal bianco e nero, poco a poco è approdato al colore, che gli ha permesso di creare immagini ambigue, capaci di alterare il rapporto tra figura e sfondo e suggerire illusorie tridimensionalità.
Nel dopoguerra si è fatto tentare dal cubismo e dal surrealismo, ma dopo questa breve parentesi, poi rinnegata, è tornato con slancio a quelle ricerche di tipo ottico-cinetico che lo hanno reso, negli anni '60, uno dei principali esponenti dell'Optical art.

La mostra, curata da Andrea Busto e Cristiano Isnardi, è divisa in nove sezioni e offre al pubblico una selezione di dipinti, progetti architettonici, Fotografismi e Programmes, che provengono dalle maggiori collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui la Fondation Vasarely di Aix-en Provence, creata dall'artista nel 1976 con l'intenzione di dare vita a un'"opera d'arte totale", in cui la fusione tra pittura e architettura trovasse un'applicazione concreta.
Particolare attenzione viene dedicata alla documentazione d'archivio, che dimostra come questo autore credesse nel valore sociale dell'arte. Secondo lui, infatti, un artista non aveva altra scelta che "annullarsi come persona in favore della sua opera e offrirla con amore all'umanità".

La rassegna è accompagnata da diverse iniziative, tra cui alcuni concorsi fotografici e un percorso sensibile alla scoperta del mondo dei non vedenti, realizzato in collaborazione con CBM Italia.

Le attività didattiche si tengono nel Pink Pavillon, un cubo antropomorfo che Gaetano Pesce ha realizzato appositamente per la Triennale Bovisa utilizzando il poliuretano, un materiale schiumoso che consente di costruire strutture leggere e stabili in poco tempo.

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