Mostre di arte moderna e contemporanea

annisettanta. Il decennio lungo del secolo breve

27 ottobre 2007 - 30 marzo 2008

Triennale
Viale Alemagna 6, Milano
Tel. 02-724341
Orari: 10:30-20:30, lunedì chiuso

Gli anni '70 vengono ricordati soprattutto come gli "anni di piombo", quelli che hanno riempito le strade di vittime e cortei, ma sono stati anche anni fervidi di idee ed esperienze, anni di creatività e passioni, lotte e conquiste.
Per questo, anche se non è passato molto tempo e la vicinanza rende il compito estremamente difficile, è giusto ricollocare quest'epoca, che è stata una delle più ricche, complesse e contraddittorie della nostra storia, nella sua vera dimensione.
La mostra allestita alla Triennale si prefigge proprio questo, rendere conto delle diverse sfaccettature di un decennio così denso da sembrare, come dice il titolo, più "lungo" degli altri.

Il fatto che tutto sia accaduto così velocemente e contemporaneamente ha reso praticamente impossibile l'adozione di un sistema espositivo di tipo cronologico. Ecco perché si è scelto di strutturare la rassegna in senso tematico e predisporre più ambienti, atti a testimoniare i punti forti dell'epoca.
Il percorso espositivo, articolato su due piani, ha un aspetto labirintico. Provoca spaesamento, vertigine, confusione. Riflette i sentimenti di chi ha vissuto quell'epoca straordinaria e irripetibile, segnata da una forte partecipazione collettiva.
Ogni stanza è stata realizzata da un curatore differente e rispecchia un punto di vista diverso e volutamente arbitrario. Ci sono spazi dedicati alla riflessione, allo svago, al ricordo. Momenti pubblici e privati. A unirli ci pensano le frasi di Fabrizio De Andrè, uno dei più interessanti e poetici cantautori italiani.

Tra le installazioni più riuscite, o che meglio esprimono lo spirito del tempo, vanno segnalate quelle dedicate alla pubblicità televisiva, ai libri, alla musica, alle radio libere, alla commedia sexy, ai bar di quartiere, ma anche il lavoro di Chiara Dynys che pone l'accento sul rapporto tra individuo e massa. Tutto sembra giocato però sul filo della superficialità e tocca più le corde della sorpresa che quelle dell'emozione.
Più caotico e irrisolto il percorso del piano terra, dove si trovano opere d'arte recenti e riviste e quotidiani di allora, che invitano a riflettere su temi forti e di attualità. Non mancano comunque le note di costume, i pettegolezzi, gli scoop. A dimostrazione che gli italiani sono sempre gli stessi: discutono di politica, tasse, governo, delitti, ma anche di amori, tradimenti, diete, moda, sport, star del cinema e dello spettacolo.

La rassegna si chiude con le sezioni dedicate al fumetto e alla grafica e con un omaggio a Elio Fiorucci, che ha portato una ventata d'aria fresca nello stile dei milanesi e degli italiani spazzando via il "grigiore" degli anni '70.

La mostra è curata da Gianni Canova in collaborazione con studiosi, esperti, artisti e docenti universitari, ma l'allestimento è opera di Mario Bellini.
Il volume che accompagna la rassegna è edito da Skira, ma non è un vero catalogo. È una specie di dizionario, strutturato in base a parole chiave.
A scrivere le diverse voci sono stati i protagonisti di quegli anni, che hanno cercato di trasformare i loro ricordi in memoria, ossia in storia.

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