Mostre di arte moderna e contemporanea

David LaChapelle

26 settembre 2007 - 6 gennaio 2008

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Tel. 02-804062
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

Il Palazzo Reale di Milano presenta la più ampia e completa esposizione mai dedicata al fotografo e regista americano David LaChapelle, un artista trasgressivo e geniale, dotato di grande talento e inesauribile fantasia, che può vantare nel suo curriculum collaborazioni con le più prestigiose riviste di moda internazionali, come "Vanity Fair", "New York Times Magazine", "Vogue", campagne pubblicitarie per Lavazza, L'Oreal, Iceberg, Mtv, Diesel, videoclip per Elton John, Robin Williams, Britney Spears, Jennifer Lopez ecc.

A scoprirlo è stato Andy Warhol, uno dei più noti artisti contemporanei, che, a soli 18 anni, lo ha fatto assumere da "Interview", la rivista di cinema, moda, arte, cultura e nuove tendenze, che aveva fondato nel 1969.
Da allora in poi il successo non l'ha più abbandonato e LaChapelle è passato da una soddisfazione all'altra, tanto che oggi è considerato uno dei primi dieci fotografi al mondo e molte celebrità, da Leonardo di Caprio a Marilyn Manson, da Uma Thurman a Madonna, da Courtney Love a Pamela Anderson, da David Beckham a Hillary Clinton, hanno voluto farsi fare il ritratto da lui.

La rassegna, curata da Gianni Mercurio e Fred Torres, propone 330 immagini di LaChapelle ed è arricchita da una selezione di video musicali e da due filmati, che mostrano come l'artista prepari le sue opere allestendo dei veri e propri set fotografici.
Molti i lavori inediti o realizzati da poco, tra cui Deluge (Il Diluvio), ispirato al capolavoro di Michelangelo, Museum, Cathedral e Heaven to Hell, che testimoniano l'interesse dell'autore per tematiche legate alla spiritualità e alla presenza del divino nella quotidianità.

La prima impressione che si ha girando per le sale è quella di trovarsi di fronte a fotografie patinate e superficiali, che mescolano realtà e finzione facendo ampio uso di immagini forti, "scomode" e trasgressive all'unico scopo di catturare lo spettatore e provocare orrore, spavento, morbosità, stupore o divertimento.
Guardando con maggiore attenzione, si capisce però che queste visioni surreali e apocalittiche, grottesche e drammatiche, ironiche e dissacranti hanno anche un altro scopo. Invitano infatti a riflettere sulle ossessioni e le contraddizioni della società contemporanea e su temi importanti come la vita, la morte, la paura, il desiderio, il consumismo, il culto del corpo, la religione, la violenza, le calamità naturali.
Alcune sono molto belle, altre meno riuscite o decisamente brutte. Comunque non lasciano certo indifferenti! E questa è sicuramente la loro forza.

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