Mostre di arte moderna e contemporanea

La Fondazione Arnaldo Pomodoro. La collezione permanente

29 settembre 2007 - 30 marzo 2008

Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari 35, Milano
Tel. 02-89075394
Orari: mer-dom 11-18 (ingresso fino 17), gio 11-22 (ingresso fino 21), dal 24 dicembre al 2 gennnaio chiuso

In attesa di esporre le grandi opere di Arnaldo Pomodoro, la Fondazione che porta il suo nome apre il terzo anno di attività presentando i lavori che fanno parte della sua collezione permanente, una raccolta che, per forza di cose, è strettamente legata alla vita e all'opera di questo importantissimo artista italiano contemporaneo, che l'ha costituita a partire dagli anni '50. I primi acquisti risalgono infatti al periodo del suo trasferimento a Milano, che, tra il 1950 e il 1960, è una città molto vivace dal punto di vista artistico e culturale. Basti pensare a Fontana, al Movimento nucleare, ad Azimuth, agli astrattisti lombardi ecc.

Arnaldo, che all'epoca lavora ancora col fratello Giò e realizza gioielli e bassorilievi di picole dimensioni, frequenta le gallerie d'arte, entra in contatto con pittori, scultori, architetti, musicisti e scrittori, si inserisce nelle discussioni e nei dibattiti in corso.
Tra una parola e l'altra, scambia e acquista opere dando vita al primo nucleo di questa collezione, che i visitatori della Fondazione hanno il privilegio di vedere per primi.

La mostra allestita alla Fondazione Pomodoro consente di ammirare 120 opere tra pitture, sculture e disegni ed è divisa idealmente in due sezioni.

La prima, curata da Angela Vettese, ripercorre la carriera artistica di Arnaldo Pomodoro documentando le fasi più significative della sua attività: la folgorazione per Klee, l'incontro con l'Informale, allora in fase calante, la frequentazione di Fontana, che possedeva uno studio vicino al suo nel capoluogo lombardo, la sporadica partecipazione ad alcuni gruppi d'avanguardia di vita breve come il "Movimento nucleare" e "Continuità", le suggestioni tratte da Brancusi, che rivestono grande importanza nell'evoluzione del suo stile, l'incontro con l'arte e la cultura americana, che gli aprono nuove prospettive e nuovi orizzonti.
Ecco allora le superfici graffiate e i bassorilievi dei primi anni di attività, che mostrano ancora tracce di una sensibilità informale e pittorica, le "colonne", le "ruote" e le "sfere" della maturità, in cui compare quella "carie interna" che rappresenta il suo contributo più innovativo alla storia dell'arte, i bozzetti di alcune opere monumentali che Pomodoro ha realizzato in giro per il mondo per palazzi, università, ambasciate, ospedali, e di altre che, al contrario, sono rimaste incompiute.

La seconda sezione, curata da Giorgio Verzotti, riguarda invece la Collezione e ricorda gli scambi di idee e opere, che Pomodoro ha avviato con altri autori dal secondo dopoguerra a oggi.
I lavori, che sono di diverso genere, spaziano da Fontana ad Azimuth (Castellani), dalle neo-avanguardie (Enrico Baj, Sergio Dangelo) all'astrazione (Dorazio, Tancredi, Perilli, Novelli, Sottsass, Bemporad ecc.) e si spingono fino alle ultime tendenze della scultura italiana (Paladino, Maraniello, Nunzio), quelle che hanno introdotto nell'arte plastica nuovi materiali e nuovi modi di considerare lo spazio.
Oltre agli artisti nostrani, vi sono anche molti stranieri, che Pomodoro ha avuto modo di conoscere durante i suoi viaggi all'estero (Georges Mathieu, Louise Nevelson, Sam Francis, Mark Di Suvero, David Smith).
Accanto agli autori con cui Pomodoro ha condiviso buona parte del suo percorso, si trovano anche quelli che hanno preso strade diverse, ma coi quali ha avuto contatti e scambi di opinione (Schifano, Angeli, Paolini, Boetti, Kounellis, Aricò, Morales, Isgrò, Pardi e Mattiacci) e, soprattutto, i grandi maestri che lo hanno suggestionato o di cui apprezzava il lavoro (Joan Miró, Henri Matisse, Fernand Léger, Man Ray, Hans Richter, Osvaldo Licini, Arturo Martini, uno dei pochi scultori figurativi presenti in collezione, Ettore Colla, Mirko, Marino Marini ecc.).
Un'area a se stante è dedicata ai libri d'arte e agli omaggi che Arnaldo ha ricevuto da altri artisti.

Per problemi di spazio, non si sono potuti inserire tutti gli autori presenti in Collezione. Ma questo che, a prima vista, potrebbe sembrare un peccato potrebbe rivelarsi invece una bella opportunità. Pomodoro ha assicurato infatti che, dopo questa rassegna, ce ne saranno altre, dedicate alle opere degli artisti che questa volta non hanno ottenuto visibilità e di quelli che non sono stati ancora acquisiti. Arnaldo spera infatti, di poter comprare o ricevere in dono altre opere al fine di supplire alle lacune della sua raccolta e creare una mappa il più possibile completa dell'arte degli ultimi decenni.

La rassegna è accompagnata da una serie di laboratori e da un ricco programma didattico per le scuole primarie e secondarie, per gli adulti e per le famiglie.

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