Mostre di arte moderna e contemporanea

Collage/Collages. Dal Cubismo al New Dada

9 ottobre 2007 - 6 gennaio 2008

GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Magenta 31, Torino
Tel. 011-4429518
Orari: 10-18, lunedì chiuso

Il '900 è il secolo delle città, costrette a fare i conti con uno sviluppo e un incremento demografico fino ad allora impensabili. Questo provoca innovazione e progresso, ma genera anche sgomento, solitudine e povertà.
Altri importanti fattori di cambiamento, che riguardano più propriamente l'aspetto esteriore delle metropoli, sono la costruzione di nuovi edifici, l'aumento del traffico, la comparsa delle insegne pubblicitarie e l'introduzione dell'elettricità.
Il panorama urbano cambia di giorno in giorno e si presenta profondamente diverso da quello che era soltanto pochi anni prima.
Gli artisti, dotati di una sensibilità particolare, sono i primi ad accorgersi di questo mutamento e ne rendono conto nelle loro opere.

Una delle tecniche che più si avvicina alla frammentazione della realtà metropolitana, è il "collage", che muove i primi passi con le sperimentazioni di Braque e Picasso.
Intorno al 1912, infatti, questi due artisti, che hanno dato vita al Cubismo, lo portano alle estreme conseguenze con l'invenzione dei "papiers collés" e l'introduzione all'interno delle loro tele di linguaggi e materiali estranei alla tradizione artistica. Nei loro dipinti compaiono infatti parole, tessuti, carte da parati, ritagli di giornale, pezzetti di legno.
L'inserimento di questi elementi, che a prima vista, potrebbe sembrare casuale e dettato da esigenze prettamente estetiche, è il frutto, il più delle volte, di riflessioni molto sottili, di tipo concettuale, che hanno a che fare con le ragioni stesse dell'arte. Spesso infatti alludono alle qualità dell'oggetto rappresentato o ne prendono addirittura il posto.

La duttilità del "collage" e la sua predisposizione a diversi livelli di lettura, renderanno questo strumento, che è al tempo stesso semplice e sofisticato, facile da comprendere e passibile di mille interpretazioni, uno di quelli più utilizzati dalle avanguardie di inizio '900 e anche dagli artisti del dopoguerra, che metteranno insieme tecniche, materiali e situazione disparate dando vita a nuovi generi.
Intenti e scopi non saranno sempre gli stessi, e spesso una motivazione prevarrà sulle altre. Si può comunque notare, soprattutto nei primi tempi, una forte componente ironica e polemica, irriverente e dissacratoria. Gli artisti, infatti, con le loro opere, si propongono di far risaltare le tensioni, le aspirazioni e i problemi, che l'avvento della "modernità" ha portato con sé.

La mostra allestita alla Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino ripercorre la storia del collage dai primi anni '10 all'inizio degli anni '60, ossia, come indica il titolo, dal Cubismo al New Dada.
Le opere in mostra sono più di 160 e arrivano da importanti collezioni pubbliche e private, come il Museum Berggruen di Berlino, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, la Fundació Telefónica di Madrid, il Pushkin Museum di Mosca, il MART di Rovereto, la Deutsche Bank Art Collection di Francoforte, il Museo Boijmans van Beuningen di Rotterdam, la Collezione Sonnabend di New York.
Il percorso espositivo, strutturato in senso cronologico, prevede anche momenti di confronto diretto tra le opere di artisti molto diversi tra loro. Il senso di questa operazione trasversale è quello di dimostrare la duttilità di questa tecnica, che è nata come atteggiamento di sfida alla pittura, ma spesso e volentieri si è accompagnata a questa espressione artistica.

Si parte coi primi esperimenti di Picasso e Braque, che, nel 1912, vengono affiancati nelle loro ricerche da Gris, ma uno spazio particolare è dedicato, ovviamente, al Futurismo (Carrà, Severini, Balla, Sironi, Soffici, Prampolini) al Dadaismo (Ernst, Grosz, Dix, Arp e Schwitters, autore del famoso Merzbau), al Surrealismo (Miró, Ernst, Breton, Penrose, Teige). Non si deve infatti dimenticare l'importanza che le invenzioni e le provocazioni di questi movimenti hanno avuto per le ricerche successive.
Ampio risalto viene dato anche alle espressioni artistiche del dopoguerra, tra cui spiccano l'Informale di tipo materico (Burri, Dubuffet, Tàpies), in cui si può far rientrare anche il Gruppo Cobra di Appel e Jorn, l'Espressionismo astratto (Motherwell), il New Dada, che vede tra i principali esponenti Robert Rauschenberg, autore dei "combine-painting", il Nouveau Réalisme, qui rappresentato da Rotella e Villeglé, gli inventori del "décollage", le ricerche di alcuni artisti italiani come Baj, Novelli, Afro, Tancredi, Manzoni e Paolini.

Tra i maestri del collage, un posto particolare spetta sicuramente a Matisse, che, a cavallo tra gli anni 40' e i '50, con grande senso estetico e leggerezza, ha dato vita a opere straordinarie, come i "papiers découpés" della serie "Jazz".

La rassegna, curata da Maria Mimita Lamberti, Maria Grazia Messina e Pier Giovanni Castagnoli, fa parte di un ciclo espositivo dedicato all'arte del '900, che è stato inaugurato nel 2006 con la mostra "Metropolis. La città nell'immaginario delle Avanguardie (1910-1920)". Il catalogo è edito da Electa.

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