Mostre di arte moderna e contemporanea

Giorgio Armani

19 febbraio - 1 aprile 2007

Triennale
Viale Alemagna 6, Milano
Tel. 02-724341
Orari: mar-gio e dom 10:30-20:30, ven-sab 10:30-23:30, lunedì chiuso

Il tradizionale appuntamento con "Milano Moda Donna" si è aperto quest'anno con una mostra d'eccezione, quella che la Triennale ha deciso di dedicare a Giorgio Armani, uno dei più famosi e apprezzati stilisti italiani.

La rassegna, curata da Germano Celant e già vista al Guggenheim Museum di New York (2000) e in altri spazi di rilievo internazionale, propone all'attenzione del pubblico più di 600 capi che "Re Giorgio", giunto al successo negli anni '80 con uno stile minimalista e con l'invenzione della giacca destrutturata, ha realizzato negli ultimi trent'anni. Si puù vedere così l'evoluzione del suo percorso, che lo ha portato, col tempo, all'uso del colore, all'impiego di stoffe preziose e impalpabili, alla felice combinazione di suggestioni orientali e modelli occidentali.

Cullati dalle musiche di Michael Galasso e dalle suggestive scenografie video del regista teatrale Robert Wilson, che ha deciso di alternare stanze in penombra ad ambienti "total black", si percorrono sale da sogno, dove l'occhio si perde inseguendo le eleganti invenzioni di Armani, semplici e seducenti, preziose e discrete, ma sempre e comunque femminili, anche quando rappresentano un'elaborazione di motivi o capi generalmente considerati maschili, come il rigato, la spina di pesce, la giacca o il gilet.
Il minimalismo si traduce allora in equilibrio. Equilibrio tra colori neutri e colori vivaci, abiti aderenti e gonne voluminose, tessuti grezzi e stoffe preziose, serietà e leggerezza, erotismo e pudore, Oriente e Occidente.
Una sala particolare è dedicata al cinema e alle sue star. Molti sono infatti gli attori che, per scelte personali o esigenze cinematografiche, hanno indossato i suoi vestiti. Basti pensare a Sophia Loren, Sean Connery, Richard Gere, Russel Crowe, Kevin Spacey, Ben Affleck ecc.

Conclusa la mostra, questa collezione di abiti straordinari, da giorno e, soprattutto, da sera, sarà ospitata nel quartier generale dello stilista, progettato da Tadao Ando in Via Bergognone. Sarà comunque sempre a disposizione del pubblico e, soprattutto, degli studenti.

Quanto al futuro, Armani ha deciso di lasciare questi preziosi capi a Milano, ma solo se il Comune si impegnerà a valorizzarli a dovere. Un gesto splendido che speriamo non resti, come tanti altri, lettera morta, anche se le esternazioni di Vittorio Sgarbi danno un po' da pensare. Secondo l'Assessore alla Cultura, infatti, l'idea di dar vita a un Museo della moda è un controsenso perché non si può fissare ciò che, per natura, è mutevole.

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